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La Camera approva il Dl rifiuti

Emergenza fino al 2010

La Camera approva il Dl rifiuti

Roma - Oggi la Camera ha approvato il decreto legge per l'emergenza rifiuti in Campania.
Tante polemiche erano sorte attorno a questo decreto, soprattutto in seno alla maggioranza. La scorsa settimana il Governo era stato battuto due volte: la Lega ha appoggiato l'opposizione in segno di protesta, affichè il Governo ascoltasse le sue richieste. Il Carroccio si è sempre battuto affinchè lo stanziamento di 300 milioni per l'emergenza rifiuti fosse considerato un prestito che la Regione Campania si doveva impegnare a restituire all'erario. La richiesta dei leghisti è stata in parte accolta. Infatti,  tutti gli interventi per le Regioni dove sia stata dichiarata l'emergenza dovranno in parte essere rifusi allo Stato. Pertanto, la Campania restituirà (in forma di decurtazione dei trasferimenti) i soldi spesi per l'emergenza rifiuti. Le modalità delle riscossioni saranno stabilite dal ministero dell'Economia.

Ecco, in pillole, le misure più dibattute nel decreto approvato oggi, che ha come scopo quello di far cessare lo stato d’emergenza rifiuti entro il 2010:

1) I commissari campani saranno sostituiti da un sottosegretario di Stato, Guido Bertolaso, che ha il compito di attivare i siti destinati a discariche, ed è, tra l'altro, tenuto a presentare al Parlamento, sessanta giorni prima della cessazione dello stato di emergenza, una relazione completa sulla situazione campana.
2) Viene autorizzato il trattamento di una serie di rifiuti (tra cui le cosiddette ecoballe) nel termovalorizzatore di Acerra. Nasceranno anche quattro nuovi termovalorizzatori a Santa Maria la Fossa, Salerno e Agnano.
3) Il decreto individua dieci siti da destinare a discarica, tra i quali la cava di Chiaiano.
4) Ai comuni che non raggiungano l'obiettivo minimo di raccolta differenziata del 25% dei rifiuti urbani prodotti entro il dicembre 2009, al 35% entro il dicembre 2010 e al 50% entro il 2011 è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari al 15, 25 e 40% dell'importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuti conferita agli impianti di smaltimento e trattamento. Lo Stato, inoltre, può rivalersi sui comuni inadempienti sulla differenziata.

Il provvedimento così approvato, dopo il voto di conversione della Camera, passa ora al Senato.

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