Cerca

Influenza suina, l'Oms alza l'allerta

"Italia pronta all'epidemia"

Influenza suina, l'Oms alza l'allerta
L'influenza suina si estende a macchia d'olio e fa sempre più paura. "Ci stiamo avvicinando alla fase di allerta 5", ha affermato Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, in una conferenza telefonica dal quartier generale di Ginevra. L'Oms dunque potrebbe alzare il livello d'allerta, passando dall'attuale fase 4 a 5. La misura sarà attuata non appena stabilito che l'infezione ha attecchito in almeno due Paesi, ha spiegato Fukuda, sottolineando che si sta monitorando attentamente la situazione.
Intanto oggi il virus ha varcato anche i confini della Germania. Lo ha reso noto il ministero della sanità del Land della Baviera, sottolineando che nel Paese è stato accertato il primo caso di inflienza derivata dai maiali. Si tratta del terzo Paese europeo, dopo Spagna e Gran Bretagna, a denunciare casi di febbre suina: in totale cinque persone, tutti però con sintomi lievi. E l’Oms farà il punto oggi sull’evoluzione della crisi dell’influenza suina nel mondo con degli esperti dei Paesi colpiti dal virus.

Italia pronta all'emergenza - Nessuna preoccupazione per la febbre suina, anche se a breve arriveranno molto probabilmente casi anche in Italia. È questa l'opinione del sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, che a margine di un convegno a Roma spiega: "Ci attendiamo a brevissimo i primi casi anche in Italia, è verosimile pensarlo, ma siamo tranquilli perché abbiamo visto come è l'evoluzione clinica negli altri Paesi". Intanto, dopo la smentita della autorità sanitarie sugli undici casi sospetti in Italia fino a martedì, sembra essere arrivato a un chiarimento anche quello relativo a un paziente lodigiano, rientrato dalla California con febbre alta e problemi respiratori. Le analisi sui campioni biologici prelevati all'uomo presso il laboratorio di virologia del Policlinico San Matteo di Pavia avrebbero sancito che l'infezione è sostenuta da un virus influenzale H1N1, ma non dello stesso tipo di quello che sta circolando in Messico. Anche gli alltri tre pazienti lodigiani risultano negatini alla nuova influenza.

Numero verde 1500 - Da ieri, giorno della sua attivazione, alle ore 18 di oggi sono oltre 10 mila le chiamate dei cittadini arrivate al numero '1500' di pubblica utilità del ministero del Welfare, per avere informazioni e aggiornamenti sulla nuova influenza umana A/H1N1. In particolare, rende noto il ministero, le domande più frequenti dei cittadini riguardano la sicurezza del consumo di carne suina, i comportamenti da adottare nei casi di parenti o amici che rientrano in Italia provenienti dalle zone a rischio, le opportunità di rimandare viaggi già prenotati, soprattutto verso il Messico, i rischi derivanti da una eventuale permanenza in aeroporto e necessità di indossare mascherine, il corretto comportamento da tenere in caso di manifestazione di sintomi influenzali e farmaci da assumere.

Messico, 7 morti accertate - Sono sette i decessi accertati causate dal virus dell'influenza suina: le autorità locali hanno rivisto drasticamente il bilancio delle vittime del virus che fino a poco prima era stato fissato a 20. È invece aumentato il numero delle morti "probabilmente" causate dall'influenza: il ministro della Sanità Jose Angel Cordova ha stimato un nuovo bilancio di 159 decessi, sette in più rispetto alla valutazione fatta in precedenza. In totale 1.311 persone sono in ospedale dopo aver manifestato i sintomi della malattia. Cordova ha detto che sono stati gli ulteriori, piu' approfonditi test condotti sulle vittime a spingere rivedere il bilancio. Intanto il governo messicano ha deciso di chiudere tutti i siti archeologici del Paese al pubblico "fino a nuovo ordine" e "conformemente alle disposizioni sanitarie federali", a causa del rischio di contagio della nuova influenza. Lo hanno annunciato oggi il Consiglio nazionale per la Cultura e le Arti e l'Istituto nazionale di Antropologia e Storia del Messico.

Primo morto negli Stati Uniti - Un bimbo di 23 mesi morto in Texas è la prima vittima accertata negli Usa e la prima fuori dal Messico. Il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio: "Ci attendiamo a brevissimo i primi casi anche in Italia, è verosimile pensarlo visto che abbiamo molti turisti rientrati dall'estero, ma siamo tranquilli perché abbiamo visto come è l'evoluzione clinica negli altri Paesi. Virus meno aggressivo di normale influenza stagionale". Intanto in Messico chiusi tutti i siti archeologici. Le autorità sanitarie confermano sette morti per il virus ma fanno analisi su oltre 159 decessi. In Baviera confermati i primi tre casi tedeschi.

Stato di allerta a Cuba - E anche Cuba ha decretato ieri sera lo stato di allerta in tutto il Paese per prevenire il contagio della nuova influenza. Lo ha riportato la tv cubana. Sull'isola al momento non sono stati segnalati casi sospetti, ma sono state rafforzate le misure di prevenzione. L'Avana ha cancellato ieri per almeno 48 ore tutti i voli da e per il Messico.

Fracia: bloccare i voli - Anche la Francia entra le 'mirino' della febbre suina. I due casi di influenza da suini sotto osservazione nel Paese, infatti, sono "fortemente sospetti", ha spiegato Francoise Weber, direttrice dell'istituto di vigilanza sanitaria, all'uscita da una riunione all'Eliseo. Si tratta di due persone rientrate dal Messico e residenti nella regione di Parigi. Il governo francese, a questo punto, sarebbe intenzionato a bloccare i voli per il Messico.

La febbre suina nel mondo - Di seguito i casi di febbre suina finora accertati. Stati Uniti: 65 casi confermati in sei Stati; in California le autorità indagano su un decesso che avrebbe potuto esser causato dal virus, l’unico caso mortale fuori dal Messico. Canada: 13 i casi accertati in quattro Stati. Costarica: un caso accertato, il primo nell’America centrale. Gran Bretagna: due casi accertati in Scozia, altre sette persone entrate in contatto con loro avrebbero sviluppato lievi sintomi. Spagna: due casi accertati, altri 32 oggetto di analisi. Israele: due i casi accertati, i primi in Medio Oriente; la nipote di 5 anni di uno dei pazienti è stata posta sotto osservazione. Nuova Zelanda: 14 casi accertati, altri 44 casi sono oggetto di analisi. Australia: un centinaio di casi potenziali, tra cui alcuni bambini; almeno cinque persone risultano portatrici di un virus di tipo A. Francia: 20 i casi sospetti oggetto di analisi, nessuno con sintomi gravi. Germania: un caso accertato, uno sospetto. Austria: un caso «probabile» di un turista di ritorno dal Messico. Svizzera: cinque casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico. Irlanda: quattro casi sospetti. Polonia: tre casi sospetti fra turisti di ritorno dal Messico. Danimarca: cinque casi sospetti tra turisti di ritorno dal Messico e dal sud degli Stati Uniti. Svezia: almeno cinque i casi sospetti. Olanda: «qualche caso sospetto», senza che sia stato precisato il numero. Cile: 24 casi sospetti, tutti in osservazione. Colombia: 42 persone tornate dal Messico poste sotto osservazione, Brasile: 20 persone sotto osservazione, anche se le autorità non ne considerano nessuno come sospetto. Corea del sud: nove casi sospetti oltre a uno classificato come probabile. Hong Kong: quattro casi sospetti. Thailandia: un caso sospetto di una turista rientrata da un viaggio in Messico e California.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog