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La polemica

"Eccomi qua, sono un gay in divisa"
La lettera al fratello di Gasparri
che aveva detto no al "coming out"

Clemente, fratello di Maurizio: "Ammettere l'omosessualità non è pertinente allo status di carabiniere". L'appuntato risponde...

Il numero due dei Carabinieri, fratello del politico, nel mirino per la sua richiesta (subito infranta dal finanziere Marcello Strati...)
Clemente Gasparri

Il vice comandante dell'Arma, fratello di Maurizio

E' finito nel mirino il numero due dei Carabinieri, il vice comandante dell'Arma, Clemente Gasparri, fratello del politico del Pdl, Maurizio. Perché? Il Gasparri carabiniere ha scritto su un social network: "Ammettere di essere gay, magari facendolo su un social network, come un graduato della Guardia di Finanza, non è pertinente allo status di Carabiniere". Apriti cielo. Per prime le reazioni secondo le quali le affermazioni dell'ufficiale "ci riportano indietro di decenni". Poi ecco il coming out di uno dei militari chiamati in causa, l'apppuntato scelto Marcello Strati, 49 anni, in servizio alla dogana di Como.

La lettera al generale - Strati ha risposto a Gasparri con una lettera aperta: "Non so se sono io il 'graduato' della Guardia di Finanza a cui si riferisce nel suo discorso, e che ha 'ammesso' (come se si trattasse di una colpa) di essere gay. Forse sì o forse no, chissà. In ogni caso, caro Generale, eccomi qua, appuntato scelto della Guardia di Finanza Strati Marcello in servizio nel Corpo da 26 anni, attualmente a Como, al gruppo di Ponte Chiasso, fiero di appartenere alle Fiamme Gialle. Servo il mio Paese con onestà e senso del dovere. Ah, dimenticavo, sono omosessuale", ha scritto al generale. Quindi la denuncia: "Il suo 'consiglio' (e noi militari sappiamo benissimo cosa significa questo termine quando proviene da un superiore) a non palesare il proprio orientamento sessuale è un macigno che cade in testa a quei militari che, magari dopo tanta fatica e sofferenza interiore, avevano deciso di uscire alla luce del sole. Sperando di essere giudicati non per chi si portano a letto o per chi amano, ma solo in quanto buoni militari".

 

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Commenti all'articolo

  • oldpeterjazz

    09 Luglio 2012 - 10:10

    Ma perché gli omosessuali si ostinano a voler fare mestieri dove la condizione omosessuale è così evidentemente sconveniente? Non sarà forse che la vera spinta a certe scelte, seppure inconscia, sia il desiderio di inserirsi in un ambiente ricco di "fascino virile" ?

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  • humphrey47

    07 Luglio 2012 - 21:09

    No non credo che il finanziere Sastri abbia fatto bene , anzi,sapeva che non avrebbe dovuto nemmeno far domanda di arruolamento e in subordine di non poter fare auting di questo genere , non c'è bisogno di spiegare perchè, talmente e lapalissiano . Dopodichè io esprimo il mio parere e lei il suo, non necessariamente bisogna essere d'accordo.

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  • humphrey47

    07 Luglio 2012 - 21:09

    .....non pesano le greche sulle spalline ma gli pesano gli attributi , ciò che non può succedere a chi non li ha . Ha ragione il generale, la gloriosa Arma dei Carabinieri non può e non deve scadere in burletta ( così come vorrebbero i tanti detrattori), gli altri facessero quello che vogliono , anche auting, vero appuntato scelto?

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  • perfido

    07 Luglio 2012 - 17:05

    L'appuntato scelto STRATI, bene ha fatto nel dichiararsi "gay"; ciò che non sappiamo è, se qualche carabiniere, NON lo ha dichiarato. Per chiudere qui la discussione, vorrei che il generale rispondesse a questa domanda : " è forse stato promosso in quel grado per essersi accertato che tutti i suoi subalterni, non sono gay "? (con tutto rispetto per quest'ultimi). Controlli anche i suoi superiori, non si sa mai. Saluti.

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