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Discriminazione al contrario

Fa la giunta senza quote rosa
sindaco perseguitato dalle donne

Ad Assisi, il regolamento prevede una quota femminile nel governo della città. Il primo cittadino accusato di maschilismo e la vicenda finisce al Tar

 

Questa è una storia di razzismo all’incontrario. Di una quota blu massacrato dalle quote rosa. Di un povero sindaco nient’affatto misogino, additato al pubblico ludibrio e condannato per non aver agevolato nella propria giunta la nomina di donne senza competenza. Accade che Claudio Ricci sindaco di Assisi  ritenga che in città non vi siano politici validi di sesso femminile da inserire nel governo del territorio. La cosa può essere verosimile: ogni primo cittadino deve avere un totale rapporto fiduciario coi collaboratori. Però ne nasce una querelle prima ideologica, poi giuridica. Si va per vie legali con l’opposizione che accusa il sindaco di discriminazione sessuale, anche perchè nel regolamento comunale qualcuno, negli anni, ha inserito la benedetta postilla dell’obbligo di “quote rosa”. Si arriva, insomma, in Tribunale. Fino al Tar dell’Umbria che rileva nella Giunta la carenza sotto il profilo della presenza femminile. Anzi, per essere precisi il Tar considera  “non illegittimo” non includere una donna in Giunta (peraltro il presidente del Consiglio ad Assisi è una donna che, candidata assessore, ha optato per la presidenza del Consiglio) ma chiede adeguate motivazioni.

Leggi l'articolo integrale di  Arturo Bandini su Libero in edicola oggi 10 luglio

 

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Commenti all'articolo

  • claudionebridio

    10 Luglio 2012 - 18:06

    Un risultato della schizofrenia e imbecillità delle società occid. costruite sui tavolini ultralaicisti. Da una parte il tormentone dell'inefficienza da estirpare ad ogni costo (vedi attacchi continui ai lavoratori statali); dall'altra l'ideologia che impone raccomandazioni legalizzate. Le raccomandazioni rosa, imposte senza alcun dibattito poichè imposte dalla Commissione Europea, sono una misura vergognosamente ingiusta verso molti degli appartenenti all'altro sesso che si vedranno passare davanti persone meno preparate e meritevoli solo perchè donne. Le chiacchiere ideologiche femministe stanno a zero: si tratta di un sopruso perpretato contro il genere maschile per soddisfare l'esigenza di produzione e consumismo ma anche a fini ideologici, vedi anche la propaganda contro la violenza maschile costruita con cifre taroccate per far passare leggi ad hoc truffando i cittadini e continuando con la femminilizzazione della società, ossia indebolendola per favorirne la globalizzazione.

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