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Naufraga il piano di Kofi Annan

In Siria nuovo massacro a Tremseh e pericolo di armi chimiche

Funzionari Usa al Wall Street Journal: Assad potrebbe bombardare i ribelli coi gas nervini

Truppe governative avrebbero ucciso 200 persone in un villaggio vicino ad Hama. E i ribelli chiedono all'Onu di intervenire con la forza. Lunedì il colloquio tra l'inviato delle Nazioni Unite e la Russia
Ferito a Tremseh

Alla faccia delle Nazioni Unite, in Siria continuano i massacri e dagli arsenali del regime spuntano anche le armi chimiche. Oggi 13 luglio attivisti antiregime citati da Al-Arabiya hanno dato notizia di un nuovo massacro come quello di Hama e Homs: le prime stime parlano di 150 o 200 morti, secondo i ribelli). Il luogo della strage è Tremseh, nella provincia di Hama: l'attacco sarebbe durato due ore, e secondo George Sabra, dirigente del Consiglio Nazionale Siriano (Cns) che unisce i gruppi di opposizione, "l'esercito del regime ha chiuso tutte le vie di uscita alla popolazione per fare una strage. E' stata distrutta completamente la scuola della città". Dopo la strage, il Cns ha chiesto all’Onu un testo "vincolante che protegga il popolo siriano sulla base del capitolo VII della Carta dell’Onu", quello che autorizza l’uso della forza, e ha accusato la Russia di avere la sua parte di colpa nella strage. Sul massacro è inoltre stato diffuso su Youtube un video che mostra una quindicina di cadaveri, tutti di giovani con i volti o dai vestiti grondanti sangue: si tratta di ribelli giustiziati con un colpo in testa o finiti a coltellate. Per accertare l'accaduto, il capo degli osservatori Onu, il generale Robert Mood, ha fatto sapere che il suo team è pronto a recarsi sul luogo della strage, "se e quando sussita un cessate il fuoco credibile".

 

 

I negoziati Onu - La notizia ha turbato molto la comunità internazionale. Kofi Annan, inviato dell'Onu e della Lega Araba in Siria, si è detto "sconvolto e inorridito" e ha puntato il dito contro il regime che non rispetta l’impegno. Neanche una settimana fa aveva infatti incontrato Bashar al-Assad e concordato con lui un "nuovo approccio" basato sul "dialogo politico" e su un esecutivo di unità nazionale da proporre ai ribelli. La Russia - il maggior alleato di Damasco - aveva dato il suo assenso alla "soluzione pacifica", e Hilary Clinton dalla Cambogia solo ieri 12 luglio aveva detto: "Gli Stati Uniti sono determinati a sostenere Kofi Annan" e il suo piano di transizione. Il Segretario di Stato Usa aveva poi aggiunto: "La nostra esperienza dello scorso anno ci rende assolutamente chiaro che il regime di Assad non farà nulla senza pressioni aggiuntive": per questo aveva chiesto una risoluzione del Consiglio di Sicurezza "e tutti i suoi membri, ivi compresa la Russia" per imporre reali pressioni (è seguito una bozza ultimatum di 10 giorni per la fine delle violenze, pena sanzioni economiche, bocciato però da Russia e Cina perchè "prevede obblighi solo per il governo sirianoe niente per l’opposizione", secondo il viceministro russo Gatilov). Lunedì counque Annan andrà a Mosca dove vedrà il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, e, forse, il presidente Vladimir Putin.

 

Armi chimiche- Dagli Stati Uniti giungono intanto voci di pericoli peggiori: il Wall Street Journal di oggi 13 luglio ha scritto che "ufficiali americani" sono a conoscenza di spostamenti dell'arsenale chimico siriano dai siti di stoccaggio. Damasco possiede infatti scorte di gas mostarda e sofisticati agenti nervini, come il sarin, oltre ad armi biologiche, iprite e cianuro (come riportato anche dal magazine americano The Cable). I gas sarebbero stati svilupati a partire dagli anni '70, all’epoca del presidente Hafiz al-Assad, padre di Bashar, anche grazie alla tecnologia ottenuta dai russi; ad oggi la Siria disporrebbe dell'arsenale chimico più vasto del mondo, secondo esperti. L’indiscrezione del WSJ è stata subito smentita dal regime: "Sono affermazioni false e ridicole", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri di Damasco, Jihad Makdissi. Gli esperti consultati dal giornale, invece, sono divisi. Alcuni funzionari Usa temono che la Siria voglia usare armi chimiche contro ribelli e civili, mentre altri pensano che Assad voglia solo mettere al sicuro l'arsenale. “Il regime ha un piano per una pulizia etnica - ha detto uno di loro - Per questo non esiste una soluzione diplomatica". Qassim  Saadaldin, portavoce della leadership militare dei ribelli a Homs, conferma che Assad è pronto a usare armi chimiche o biologiche, secondo  le informazioni d’intelligence in possesso degli insorti. “Se Assad dovesse percepire che il suo potere è in pericolo - ha detto - sarebbe pronto a usare queste armi”. Le opposizioni siriane hanno già denunciato il ritrovamento da parte dei ribelli di equipaggiamenti in dotazione ai militari siriani che potrebbero servire come protezione da attacchi con armi chimiche".

 

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Commenti all'articolo

  • 19gig50

    16 Luglio 2012 - 20:08

    Allargare in mediterraneo fino alla mongolia, magari salvando la Grecia. Questo assad sembrava migliore del padre che era un gran pezzo di merda ma, come dicevano i latini talis pater, talis filius. Addirittura lo ha superato ed è diventato più stronzo. Anche la bella moglie si è rivelata una frivola che non ha alcuna considerazione per il suo popolo. Non mi spiego come la lascino circolare per l'Europa a spendere soldi senza che qualcuno le faccia un culo così, anche materialmente. Lo schifo maggiore comunque lo fanno i russi e i cinesi che si stanno dimostrando delle vere teste di minchia.

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  • giomarga

    15 Luglio 2012 - 17:05

    Certo un deficiente di sinistra senza UN MINIMO DI CERVELLO ,ma,che crede a tutte le panzane raccontate dai media e poi che cosa centra Berlusconi con la crisi Siriana ??? Bersani non è l'unico deficiente in Italia vedo che ha molti cagnolini scodinzolanti che lo seguono AUGURI!!!

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  • giomarga

    15 Luglio 2012 - 17:05

    Anche in Libia hanno attaccato con una forza BRUTALE sostenendo che i ribelli avevano già preso il potere e che avevano già il 75% della popolazione dalla loro parte BALLE. Vorrei vedere se negli U.S.A. vi fosse una ribellione armata da stati stranieri se il potere Statale non reagirebbe con durezza L'INGERENZA DEGLI U.S.A. ED IN MODO PARTICOLARE DELLA CLINTON E' SPREGEVOLE

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  • cavallotrotto

    15 Luglio 2012 - 16:04

    allora cari amici avrete sentito che i nostri marò finiranno decapitati ? no vero ?e scusate chi se ne frega della siria , si ammazzino fra di loro . oggi alle 12 ho ascoltato un telegiornale , non su rai , che raccontava che tutte le prove a discolpa dei nostri marò erano sparite . la famosa barca con i famosi colpi di proiettile che era stata confiscata , è stata restituita a un caro indiano che ha tolto motore e altre cretinate e ha fatto affondare la barca che aveva a bordo il segnalatore di avvicinamento navi . sparito anche quello , era la famosa scatola nera . ora che facciamo ? monti imbecille e i tuoi mezze seghe cosa farete ? smettiamola di farci la merda nelle mutande è ora di agire , chi se ne frega dell'india . se vedete un indiano per le strade italiane cosa farete signori mafiosi , è ora di agire . fuori tutti gli indiani dalle nostre città , costruite un lagher e sbatteteli dentro , vedrete che caritas , cei interverranno a loro favore .

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