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Colloquio con Vespa

Berlusconi candidato per forza: "Solo io posso salvare il Pdl"

Il Cav: "Volevo annunciare il ritorno in campo in autunno, ma qua non si nasconde nulla... Non posso gettare al vento 18 anni di impegno"
Silvio Berlusconi

L'ultima missione di Silvio Berlusconi: salvare il Pdl. E' per questo che il Cav si è ricandidato, per la sesta volta. Perché "senza di me il partito sprofonda". Lo dice lui stesso a Bruno Vespa, in un'intervista a Qn. "Avrei voluto dare l'annuncio più in là, magari ad inizio dell'autunno. Ma qui non si riesce a tenere niente di riservato...". Un po' amareggiato, un po' compiaciuto, Berlusconi prima di tuffarsi in campagna elettorale deve completare le trattative per le riforme costituzionali e della legge elettorale. Il nodo, sottolinea Vespa, è con il centrosinistra sul premio di maggioranza, perché mentre il Pdl ne vuole uno ragionevole per il partito vincente il Pd preferisce il premio all'intera alleanza. E a questo proposito, è ancora guerra di numeri tra sondaggisti. Secondo Media Research con Alfano il Pdl si sarebbe fermato al 17%, con Berlusconi in sella si sale al 28. Secondo Ipr Marketing, invece, il candidato non sposta gli equilibri: con o senza Cav il centrodestra rimarrebbe al 30 per cento.

"Lavoro da finire" - In ogni caso, sarà di nuovo corsa verso Palazzo Chigi nonostante le voci di corridoio che vogliono parte del partito in subbuglio. Qualcuno trema e teme di perdere il posto, qualcun'altro annuncia già il proprio addio perché "ha fallito la rivoluzione liberale" (Giorgio Stracquadanio dixit), altri esultano. E Angelino Alfano? Piange, secondo fonti beninformate, per la delusione di essere stato accantonato dopo una manciata di mesi. "Ma noi, io sono il candidato e lui è il capo del partito", lo tranquillizzava ieri. Un gesto di dolcezza, in fondo, quasi come la decisione di non partecipare venerdì pomeriggio al convegno dei Cristiano riformisti all'Ergife di Roma. "Motivi di sicurezza, faceva troppo caldo", hanno spiegato gli organizzatori. Ma quando sul palco è salito Alfano, prendendosi gli applausi, molti l'hanno letto come un atto di ringraziamento per il lavoro del segretario. La scena doveva prendersela lui, per il Cav ne arriverà presto una più prestigiosa, "ufficiale", come si addice al candidato premier. "Non posso gettare al vento 18 anni di impegno politico", ha ricordato a Vespa Berlusconi. A 75 anni, per lui è sempre come la prima volta.

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Commenti all'articolo

  • cartassiano

    15 Luglio 2012 - 23:11

    ah Silvio e basta sono 2o anni che sei in politica, e non hai combinato un cazzo,per gli italiani ma chi vuoi prendere in giro? tu ti ricandidi perchè mediaset in borsa vale poco meno di una manciata di centesimi. Ti ho votato dal 94 adesso mi sono rotto i coglioni di prenderla nel culo. Lascia spazio ai giovani che hanno capito come è girato il mondo. TU e i sinistri non avete fatto un cazzo per l'industria piccola e grande.Sono scappati tutti all'estero,Basta vai in pensione sono stufo delle solite facce e programmi demagogici.Ci avete portato al BARATRO.

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  • bussirino

    15 Luglio 2012 - 16:04

    Se non sostituisci le facce della vecchia politica con giovani laureati usciti con il lode slegati da qualsiasi casta di faccendieri di poco scrupolo come dell'economia, finanza- sindacati,religioni,industriali,finanzieri- magistratura-giornalismo-avvocati-notai- medici, imbroglioni e altri di spettacolo che sono stati fino ad ora i responsabili tracollo della famiglia Italia. Ognuno tira l'acqua al proprio mulino mandando a picco l’Italia. Persone che abbiano la volontà di tagliare il personale pubblico dell'80 per cento, i parlamentari del 70 per cento, l'assenteismo nel pubblico al 100 per cento, tassare i beni immobili di proprietà delle Chiese, delle associazioni tutte, delle Banche, dei sindacati eliminando la voce "beni sociali”. La banca d'Italia deve essere dello Stato e non delle Banche, la Rai libera e non più pubblica, gli immobili dello stato venduti, via il secondo lavoro dei parlamentari e magistrati, via senatori a vita e Quirinale. Insomma, via le tare dello Stato.

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  • csantellocco

    15 Luglio 2012 - 11:11

    da quando il cavaliere ha confermato la sua discesa in campo per le prossime elezioni come candidato premier tutti gli oppositori dicono che è finito,ha distrutto il nostro paese che all'estero non siamo considerati è colpa sua e allora perchè preoccuparsi alle prossime elezioni vittoria sicura.silvio vada avanti il mio voto è assicurato.ciao

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  • D.P.F.

    14 Luglio 2012 - 20:08

    Volevo commentare - Poi ho letto quello di Al-dente, che dice tutto quanto c'è da dire. Purtroppo ha ragione quando implica che l'unica cosa che potrebbe funzionare, in Italia, sarebbe un'altra dittatura. Però la Storia ci insegna che anche quella dei 20anni iniziò bene ma poi si perse nei meandri dei personalismi, dell'approssimazione, della faciloneria. Nella prima metà del XXsecolo in Europa c'erano 5 dittature, Portogallo, Spagna, Germania ed URSS oltre all'Italia. Orbene, senza voler per questo sostenere o difendere l'istituto dittatoriale, solo in Italia si fece ridere. La dittatura, deprecabile che sia, è l'annullamento della controparte, così come fecero i quattro di cui sopra. Solo da noi si lasciò che i vari Pertini, Nenni, De Gasperi, Togliatti ed altri se ne stessero quieti nei rifugi esteri a tramare contro il loro Paese. Altro comportamento di Stalin (Trotsky) o Hitler (Roehm) quando ebbero da eliminare qualcuno, quale che fosse la ragione, andarono dritti a segno.

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