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Spending Review

L'allarme delle Province: con i tagli
a rischio la riapertura delle scuole

Il presidente dell'Unione delle province italiane Castiglione avverte: metà di noi andrà in dissesto

Un allarme fortissimo, quello lanciato dal presidente dell'Unione delle Province italiane, Giuseppe Castiglione. Presentando le sue critiche alla spending review e, in particolare, all'accorpamento delle Province, Castiglione dice: "Con i tagli previsti dalla spending review non siamo nelle condizioni di poter assicurare l'apertura dell'anno scolastico". In conferenza stampa il presidente della Province si è detto d'accordo su risparmio ed efficienza tuttavia ha aggiunto: "Non si incida sulle funzioni principali degli enti, a partire da edilizia e occupazione". Critiche anche sull'accorpamento delle Province: "Dovrebbero poter decidere i territori e quaranta giorni per procedere non è un termine congruo". Castiglione ha inoltre aggiunto che il taglio di 500 milioni di euro previsto per il 2012 e di un miliardo per il 2013 "e' insostenibile e la metà delle province andrà in dissesto". Più che un taglio agli sprechi si tratterebbe, secondo Castiglione, di un taglio alle risorse, e paradossalmente i tagli saranno proporzionalmente più elevati per le Province che erogano maggiori servizi, indipendentemente dalla virtuosità dei bilanci o dall'ammontare della spesa per il personale. Le Province sollecitano Governo e Parlamento a rivedere le misure della spending review, ma in particolare le disposizioni del patto di stabilità, a ripristinare l'autonomia nella gestione delle risorse di cassa disponibili, ad individuare le risorse necessarie a sbloccare almeno in parte i residui degli enti locali.

Lo sciopero della Cgil E oggi, luned' 23 luglio, è scesa in piazza anche la Cgil contro i tagli nella sanità previsti dal governo con la spending review. "Una scure che si abbatterà sulla sanità per 4,7 miliardi di tagli ai finanziamenti che si aggiungeranno agli 8 miliardi previsti dalla precedente manovra. Il tutto per un totale di oltre 21,5 i miliardi di tagli cumulati nel prossimo triennio". Sono questi i numeri che hanno indotto il sindacato della Camusso a promuovere una giornata di mobilitazione nazionale dietro le parole "Basta tagli alla salute" con oltre trecento iniziative tra presidi, sit-in, volantinaggi, assemblee pubbliche e raccolta di firme contro i "pesanti tagli" al Servizio sanitario nazionale, così come previsto dalla Spending Review, e a sostegno delle proposte della Cgil.  Il sindacato di corso d’Italia punta il dito contro un provvedimento  che "invece di operare una seria riorganizzazione della Sanità, attraverso una vera lotta agli sprechi, taglia ancora finanziamenti fino a compromettere il diritto dei cittadini alla tutela della salute e a ricevere cure di qualità". Per scongiurare questi nuovi tagli nella fase di conversione del decreto, e perché si punti sul Servizio Sanitario Nazionale come strumento di "equità sociale e fattore di crescita", la Cgil si mobilita oggi incontrando cittadini e operatori sanitari presso le sedi di Asl, ambulatori, centri prelievi, ospedali e nelle piazze di tante città d’Italia. 'Basta tagli alla salutè, queste le parole d’ordine di una nuova tappa della mobilitazione del sindacato di corso d’Italia contro la Spending Review. 

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Commenti all'articolo

  • Al-dente

    24 Luglio 2012 - 02:02

    Non fatevi ingannare, con la scusa del risparmio sulle spese vogliono togliere istituzioni locali per accentrare il potere politico verso le Istituzioni centrali e poi cederlo all'Unione Europea e alla BCE. Solo in questo modo possono realizzare il controllo europeo. Indubbiamente dei risparmi si devono fare ma non togliendo le Provincie, ma rendendole più efficienti e meno sprecone e con meno personale politico e amministrativo. Hanno già studiato tutto a tavolino per toglierci il potere democratico e la nostra sovranità. Lo stesso stanno facendo con le privatizzazioni di settori d'importanza vitale per l'esistenza nazionale e del diritto all'esistenza dei cittadini tutti. Come nella pubblicità, sollecitano in voi un esigenza che non esiste per farvi comprare il prodotto. Nel caso in questione farvi distruggere da soli, con le vostre mani, l'insieme istituzionale che fa da struttura portante alla nostra identità nazionale.

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  • Libero Di Rino (LDR)

    23 Luglio 2012 - 23:11

    Pur di mantenere le poltrone trovano alcuni stupidi motivi per protestare. Cancelliamo tutte le province o le regioni.

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  • beatles14

    23 Luglio 2012 - 21:09

    Devono sparire TUTTE le province. Non aprono le scuole a settembre? Prima o poi dovranno farlo se no il popolo li lincerà! L'importante è non cedere ai ricatti dei politicanti.

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  • Nino38

    23 Luglio 2012 - 18:06

    Dal momento che i politici non vogliono perdere i loro privilegi, anzichè abolirne 64 si devono abolire tutte le province così non vi sono problemi per nessuno.Le regioni furono istituite per poi far sparire le province.Cosa aspettiamo a muoverci in questo senso?Forse Grillo? Annibale Antonelli

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