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Londra 2012

Pellegrini, Vezzali and C.
Dieci italiani tutti d'oro

Ecco tutti gli atleti azzurri su cui scommettere a occhi chiusi

Pellegrini, Vezzali and C.
Dieci italiani tutti d'oro

 

di Federico Danesi

Il giochino è fine a se stesso, fa gola ai politici e ai dirigenti del nostro sport, più che ai diretti interessati, oltre a chi magari ha deciso d’investire un po’ di euro nelle scommesse. In ogni caso che il bilancio finale oscilli tra le 25 medaglie, obiettivo più realistico indicato dal Coni, oppure sfondi quota 30 come nelle più ottimistiche delle previsioni che sono poi in fondo anche quelle vaticinate da Usa Today, ci sono nomi sicuri sui quali puntare sin da oggi, a bocce ancora ferme, anche per un oro. Ne indichiamo dieci, non tutti nomi da copertina alla vigilia, tanto è un gioco.

1) Schwazer: 50 Km  Un po’ per non essere da meno della compagna che finalmente in questa stagione si è sbloccata conquistando il suo primo mondiale sul ghiaccio. Molto per le sue possibilità reali, infinite se solo se ne ricordasse e ritirasse fuori gli artigli. Resta una delle carte buone da giocarsi, ancora più di Fabrizio Donato. In fondo arriva da campione in carica e il cambio di tecnico, nonostante le insindacabili doti di Damilano, sembra aver pagato.

2) Italia ritmica Una vittoria per riscrivere la storia della disciplina, ma anche per vendicare il furto di quattro anni fa, quando le azzurre erano già pronte per mettere al collo un metallo prezioso e invece furono piazzate volutamente ai piedi del podio da una giuria miope, per non dire partigiana. Da allora sono ancora più maturate e se andrà tutto seconda logica in una disciplina che logica spesso ha dimostrato di non averne, perché il peso politico spesso conta più di quanto si veda in pedana, Elisa Santoni e compagne questa volta sono decise a rifarsi, con gli interessi.

3) Campriani: tiro a volo, carabina 10-50 metri A Pechino era un esordiente, anche per i suoi soli 21 anni. Oggi invece, lo dice pure Sports Illustrated, è il favorito in quella che, non ce ne vogliano i diretti interessati, è forse una delle discipline olimpiche che rischia sempre di passare in cavalleria quando non arrivino medaglie. È stato il primo azzurro in assoluto a qualificarsi per questi Giochi, due anni fa grazie alla vittoria (unico nella storia) ai Mondiali, e se reggerà la pressione ora potrà anche essere il primo oro azzurro a Londra.

4) Pellegrini: 200 sl 

L’abbiamo messa in mezzo, giusto per non caricarla di attese come se già di suo non lo sapesse. Ce la giochiamo sui 200, perché la distanza doppia per lei arriverà prima, e poi qui gareggia praticamente con il pilota automatico. Ha troppo da perdere, anche nei confronti di se stessa e della sua autostima, ancorché non dovrebbe dimostrare nulla, e soprattutto almeno individualmente è anche l’unica punta di una squadra numerosa ma con troppe incognite. Lei è una, almeno sino a prova contraria.

5) Cammarelle: supermassimi Piazzato dopo la Pellegrini giusto per coprirle le spalle, ma anche perché realisticamente resta lui il favorito per l’oro come quattro anni fa. Il milanese ha scelto scientemente di non passare professionista in questo lungo arco di tempo perché sa benissimo di potersela giocare meglio qui, soprattutto a livello economico.

6) Vezzali: fioretto Sarà la gara del tutto o niente. In 12 ore dalla pista dello Stadio Olimpico alla pedana, per dimostrare ancora una volta di essere reginetta e portarsi a casa il quarto oro di fila, magari da bissare nella prova a squadre. Potenzialmente sono da gradino più alto anche Andrea Cassarà e Andrea Baldini, così come il fioretto maschile tutto, eppure l’Italia s’identifica nella jesina.

7) Rossi: tiro a volo, trap A vent’anni ha messo assieme quello che a fine carriera molti si sognano. Un Mondiale, un europeo e una coppa del Mondo. Fosse d’oro anche a Londra, francamente non se ne stupirebbe nessuno.

8) Settebello Vent’anni, in questo caso, sono quelli che chiuderebbero un cerchio aperto da Sandro Campagna nel ’92  a Barcellona quando fu d’oro in vasca. Questo volta tocca a capitan Tempesti, che già letto così sembra un film, e compagni che ci arrivano da campioni mondiali in  carica, anche se sembra il torneo più duro in assoluto.

9) Errani-Vinci: doppio Hanno vissuto una stagione sinora talmente perfetta da non sembrare vera. Manca praticamente solo il lieto fine da scrivere sull’erba di Wimbledon, anche se a inizio stagione poteva sembrare solo una barzelletta.

10) Molmenti: k1 slalom Una Coppa del Mondo, tre titoli europei negli ultimi tre anni e un argento ai Mondiali. Possono bastare per metterlo nel giro di quelli che contano.

 

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