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Lo Stivale rischia

Nella guerra tra Napolitano e pm
chi rischia davvero è l'Italia

Se la Consulta non dovesse dare ragione al Capo dello Stato, Re Giorgio uscirebbe indebolito: l'ultima cosa di cui il Paese ha bisogno

Trattativa tra Stato e mafia, il Quirinale ha sollevato un conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo
Giorgio Napolitano

Il presidente della Repubblica

"Mario Monti sostiene che «realizzando una riforma della legge elettorale si rassicurerebbero i mercati». Se lo dice lui, che è stato commissario Ue alla Concorrenza fino al 2004 e presidente europeo della Trilaterale (la lobby dei 390 potenti del mondo) fino all’altro giorno, sarà anche vero. Ma è una verità che va accettata con un atto di fede, perché il cervello e lo cronaca quotidiana sembrano dire invece che del dibattito tra pasdaran dei collegi e fanatici delle circoscrizioni agli investitori non importa davvero nulla. Curiosamente, più che all’abolizione delle liste bloccate, i mercati paiono interessati alla stabilità e alla solidità delle istituzioni. Difficile allora, in un periodo tanto drammatico per la tenuta dei conti delle famiglie, dello Stato e delle imprese, capire come sia possibile che il presidente della Repubblica abbia trascorso le ultime settimane a combattere uno scontro durissimo contro una parte della magistratura, nel quale anche il governo è stato costretto a schierarsi (ovviamente in difesa del Quirinale), senza peraltro ottenere alcun risultato", spiega il vicedirettore di Libero, Fausto Carioti, su Libero in edicola oggi. Il punto è che il Quirinale ha sollevato un conflitto di attribuzione contro la Procura di Palermo, ma se la Consulta non gli darà ragione ne uscirà indebolito. Ed è l'ultima cosa di cui un Paese già spaccato su beghe politiche e legge elettorale ha bisogno. Nella guerra tra Napolitano e i pm, chi rischia davvero è l'Italia.

Leggi il commento di Fausto Carioti su Libero in edicola oggi, sabato 28 luglio

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Commenti all'articolo

  • Argonauta

    28 Luglio 2012 - 11:11

    Prima ce lo leviamo da palazzo triste e muriamo le porte , prima oltre al risparmio ottenuto eliminando questa farsa di monarchia respubblicana massonica d'usura.Prima il Bel Paese diventa una repubblica compiuta normale come tutte le altre al mondo è meglio per tutti. A casa re reucci e giullari come monti insieme alla carta costituzionale obsoleta e vile che promuove privilegi, no permette a nessuno di governare. Il popolo sia realmente sovrano repubblicano con il presidenzialismo.

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  • zucchetto

    28 Luglio 2012 - 11:11

    Ricordo quando, all'epoca del passaggio, di scalfaro da Ministro dell'Interno a Presidente della Repubblica. Leggevo sui giornali dell'inchiesta in cui si chiedeva conto, all'ancora Ministro, dell'uso fatto dei cento milioni, che gli venivano elargiti ogni mese, per spese di particolare importanza, e a quanto si diceva, insindacabili. A questo punto, quasi come la famosa ciambella di salvataggio, arriva la promozione al più alto grado con la nomina di scalfaro a presidente della Repubblica. Questa provvidenziale nomina dette all'indagato la possibilità di fare quel discorso a reti unificate, con l'ormai famoso: "Io non ci sto". A mio parere avrebbe fatto più bella figura a starci e chiarire il mistero ancora irrisolto di come erano state spese le svariate centinaia di milioni, delle quali gli si chiedeva conto. Per concludere, contro i PM se ci si mettono non si salva nessuno. zucchetto

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