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Incredibile ma vero

Trapani si tuffa in mare
per salvare la provincia

Rivolta dei parlamentari contro la spending review. Il senatore D'Ali: "Se nel conteggio includiamo i fondali, non ci possono proprio tagliare"

Pur di evitare la sforbiciata, una politica senza vergogna è pronta ad appellarsi al profondo degli abissi

di Fosca Bincher

La scena si è svolta nell’ufficio del presidente della commissione bilancio del Senato, Antonio Azzolini. Venerdì 27 luglio, all’ultimo giro di boa dell’esame in commissione sul provvedimento di legge sulla spending review, è esplosa quel che da tempo covava: la rivolta dei parlamentari sul taglio delle province. Come si è capito ormai da anni, tutto puoi toccare ai politici di ogni ordine e grado, meno quelle poltrone. Le nuove regole inserite da Mario Monti per la prima volta davano l’impressione di fare sul serio: soppressione di più della metà degli attuali consigli provinciali, taglio secco di centinaia di poltrone. Il governo aveva posto tre criteri, e i due più importanti erano quello dell’ampiezza del territorio e della popolazione servita per mantenere ancora in piedi le province che potevano avere qualche utilità. Inserita anche una data limite per la tagliola: il mese di ottobre 2012. 

Per salvare il salvabile ogni parlamentare ne ha provate di tutti i colori. Prima con una pioggia di emendamenti che spesso cambiavano i criteri per tenere fuori la propria provincia di origine. Poi provando a cambiare i tempi di attuazione e sperando nel prossimo governo. Quel venerdì mattina quando tutto ormai sembrava perduto, il senatore trapanese Antonio D’Alì è entrato nell’ufficio di Azzolini sicuro di avere trovato l’uovo di Colombo per salvare quella provincia di Trapani di cui lui stesso fu presidente. «Il mare! I fondi marini! Nel calcolo del territorio vanno compresi anche i fondali marini, che ne fanno pure parte!». Già, calcolando i fondali marini la provincia di Trapani avrebbe rispettato due delle tre condizioni poste dal governo per mantenerla in vita. Di fronte allo sguardo perplesso perfino dei colleghi di partito: «Antonio, dài! Se facciamo una cosa così poi ci linciano», il tenace D’Alì ha pure spiegato il suo ragionamento: della provincia fanno parte anche alcune isole, ed è evidente che il territorio debba continuare fino a là, e non solo ricomprendendo al suo interno le aree isolane. È provincia appunto anche il fondale sottomarino dalla costa fino alle varie isole della zona. 

Il lodo D’Alì non è passato in riunione, e ha suscitato più di un sorriso fra chi vi ha partecipato. Ma era spia di un malessere diffuso fra i parlamentari, tanto è che alla fine il governo ha innestato una piccola ma sostanziale retromarcia rispetto ai propositi originari. La soppressione delle province ha attenuato la sua fermezza nella spending review, trasformandosi perfino terminologicamente: ora è divenuta «riordino», parola che dice tutto e nulla, e che in politichese si traduce facilmente con il «cambio tutto per non modificare nulla». La tempistica e la selva burocratica di passaggi che il nuovo testo prevede per arrivare alla benedetta soppressione delle province inutili, conferma la sensazione. L’iter si allunga intanto di un anno, e se mai avverrà qualcosa, accadrà con il prossimo governo (prima vittoria dei fan delle province). Passa da 40 a 70 giorni il tempo concesso ai consigli delle autonomie locali per scegliere gli accorpamenti, e ogni decisione dovrà poi essere vagliata dalle Regioni e trasmessa in un piano complessivo al governo che avrà tempo per valutare le proposte e suggerire eventuali correzioni. Non ci saranno dunque i fondali marini, ma alla fine ha vinto davvero la linea D’Alì...

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Commenti all'articolo

  • Giustino36

    31 Luglio 2012 - 10:10

    Per risparmiare sarebbe piu' utile abolire le regioni che non servono a niente e a nessuno.

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  • Marcoenrico

    30 Luglio 2012 - 12:12

    Spett. avvocato Luigi Bosco (deduco dal nik), non sono qui a fare il difensore d'ufficio della giornalista Fosca Bincher che si sa difendere benissimo da sola, però il suo cliente, l'on. D'Alì, dovrebbe tenere presente 2 fattori: calcolare 550km2 di terre immerse per far raggiungere la prov. di TP i famigerati 3000km2 è veramente un'impresa. Non sono pochi. Poi, soprattutto, deve rendersi conto che i soldi sono finiti e ciò dovrebbe essere più che sufficente per eliminare i 2/3 delle province, non esclusa quella di Trapani, come tante province del nord. Se ne faccia una ragione. Buona giornata.

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  • avvginobosco

    30 Luglio 2012 - 10:10

    gentile giornalista, mi spiace rilevare che una testata importante come Libero consenta abbagli così vistosi che consentono gratuite ironie. Una cosa sono i fondali marini, ben altra cosa le estensioni lagunari (saline) che nella nostra provincia sono molto estese tra Trapani e Marsala: Mozia e le altre isole dello Stagnone sono tra queste lagune di salina. sono state comprese nel calcolo della superficie ? Inoltre una cosa sono gli abissi dei fondali marini e ben altra cosa sono le estensioni marittime delle zone di riserva: si tratta di importanti ed estese superfici di territorio regolamentate per legge sotto il profilo dei vincoli e delle utilizzazioni. Le sembra così scandaloso che il sen.d'alì si batta in difesa del territorio con argomentazioni sensate che lei non ha ben colto o che le hanno mal riferito? saprebbe dirmi se per calcolare le superfici delle province del nord sono state calcolate le estensioni del lago di como, di garda etc. ? auspico rettifica. buon lavo

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  • Marcoenrico

    30 Luglio 2012 - 09:09

    ...lavorava in città ma era figlio di contadini. In ufficio narrava sempre la grande quantità di terra che possedeva suo padre. Finché un giorno si recò con i colleghi in visita alla fattoria paterna. Giunti sul posto i colleghi iniziano a guardarsi attorno ed a dire "é vostra quella collina?", "sono vostri quei campi?" ricevendo sempre risposte negative. Al che chiesero ove fosse tutta la terra posseduta. Il figlio del contadino li accompagnò in un piccolo podere adiacente la fattoria e disse: "ecco, è questo campo". I colleghi prima si stupirono e poi si misero a ridere. Allora il figlio del contadino disse: "c'é poco da ridere. Provate a scavare, più scavate più c'é terra... non finisce mai".

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