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Razzismo a Londra 2012

"Sei una scimmia" e Rafaela Silva si cancella da Twitter

Il social network più chiacchierato del momento miete un'altra vittima a Londra 2012

L'atleta brasiliana aveva risposto ad una serie di insulti razzisti trovati sul suo profilo Twitter. La cosa ha mandato su tutte le furie i dirigenti del suo comitato sportivo che l'hanno invitata alla chiusura immediata dell'account
"Sei una scimmia" e Rafaela Silva si cancella da Twitter

"Sei una scimmia, stai in gabbia" e tanti altri tweet poco eleganti. In seguito alle offese gratuite ricevute attraverso il famoso social network, la judoka brasiliana Rafaela Silva non ha deciso infatti di seguire la raccomandazione del suo comitato olimpico chiudendo definitivamente il suo account su Twitter. Durante un incontro della categoria 57 kg, l'atleta è stata squalificata a causa di un colpo irregolare e, in seguito alla decisione dei giudici, la Silva è scoppiata in lacrime. Una volta tornata al villaggio olimpico, aveva trovato sul proprio profilo Twitter una serie di insulti razzisti a cui ha risposto a tono, cosa che ha mandato su tutte le furie i dirigenti del suo comitato sportivo che l'hanno invitata alla chiusura immediata dell'account. Ney Wilson, coordinatore ma anche psicologo della Selecao del judo ha consigliato a Rafaela di lasciar perdere i social network. "È stata una grande lezione per tutti noi. I social network sono molto pericolosi. Forse sarò un ingenuo, ma non avrei mai immaginato che una cosa del genere potesse accadere".

Solidarietà all'atleta - In difesa della Silva è arrivata la ct della nazionale brasiliana di judo Rosiclei Campos, celebre nell'ambiente per il temperamento focoso e i modi spicci usati per incitare le sue atlete: "Mi chiedo in che razza di paese ci troviamo visto che la gente dice certe cose ad una persona di colore. Le hanno scritto che è una scimmia e dovrebbe stare in gabbia: e poi vi meravigliate se questa ragazza ha avuto una reazione disperata". "Io penso che in gabbia dovrebbe stare l'animale che scrive e dice certe cose. Stiamo parlando di un'atleta olimpica e di una persona stupenda. Che nazione è questa dove il colore della pelle di un altro influenza il comportamento delle persone. Io capisco la reazione di Rafaela, è molto giovane e già si sente dare della scimmia: non è pronta a sopportare certe offese. Veniva da una sconfitta crudele ed ingiusta, e dopo quel pianto a dirotto così lungo torna al villaggio, apre il computer e trova certe offese scritte da imbecilli", ha continuato l'allenatrice. 

Un passato triste e la voglia di riscatto - Rafaela Silva viene da una famiglia poverissima della favela di Cidade de Deus, la più violenta di Rio de Janeiro. Per sfuggire ad un destino certo fatto di povertà e criminalità, la Silva si è dedicata al judo grazie ad un progetto sociale per il ragazzi della favela dall'ex judoka ed ora personaggio televisivo Flavio Canto.

I precedenti - Non è la prima che l'uso scorretto di Twitter danneggia il percorso sportivo di un atleta. Prima della Silva, ha fatto scalpore la squalifica della campionessa europea under 23 del triplo Paraskevi Papachristou. Il suo tweet "Con così tanti africani in Grecia le zanzare del Nilo occidentale potranno almeno mangiare cibo di casa", le ha impedito di giocare alle Olimpiadi. Per quanto riguarda il calcio, ci ha pensato Michel Morganella, il difensore svizzero scatena la sua rabbia su Twitter insultando pesantemente i coreani, rei soltanto di aver fatto il loro dovere battendo la nazionale elvetica 2-1. Il violento sfogo razzista del giocatore del Palermo gli è costato il ritorno a casa anticipato. Aveva definito gli avversari "banda di ritardati mentali", aggiungendo anche un "andatevene a farvi bruciare". Twitter nemico anche della nuotatrice inglese Rebecca Adlington che, giorni prima dei Giochi, ha deciso di non controllare più il proprio account a causa dei continui insulti ricevuti rispetto al suo aspetto fisico. 

 

Londra

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Commenti all'articolo

  • corto lirazza

    01 Agosto 2012 - 10:10

    ..che succede in molti quotidiani online. Grazie all'anonimato, troppi lettori insultano altri lettori o interi gruppi di persone. Probabilmente non oserebbero farlo in assenza di un sicuro anonimato.

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  • blackindustry

    01 Agosto 2012 - 06:06

    Si finirà a dover essere falsi e repressi. "Sei bello e bravo e mi piaci comunque", altrimenti poi passo un limite e non va bene... Oggi la questione del razzismo sta assumendo dimensioni esagerate. Va benissimo che una persona non venga discriminata per la sua "razza", nera o rossa o gialla che sia, ma ci mancherebbe! Ciò che conta è se sei una brava persona o meno! Ma da quì a squalificare atleti perché dicono dovrebbero bruciare tutti o perché danno della scimmia ad una brasiliana scura di pelle... E se davano del mafioso ad un italiano allora? Capirai il luogo comune...certo non fa piacere, ma porre dei limiti così rigidi, in questi casi, solleva un pericoloso modo di operare. Oggi è per "sembra una scimmia, dovrebbe stare in gabbia", domani sarà per una parolaccia o per un disaccordo. Sentissero cosa ci si dice in campo nelle partite degli sport di squadra... Tutto ciò sa proprio di quel futuro (che oggi è presente) dove tutto è controllato, anche i pensieri. Attenzione...

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  • Il_Presidente

    01 Agosto 2012 - 01:01

    ci sarebbe tanto da dire sui balordi africani che invadono l'UE pretendendo di tutto e sputando nel piatto dove mangiano. Ci sfruttano e ci disprezzano, quei pezzenti. Altro che twitter e scemenze simili.

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  • Marcoenrico

    31 Luglio 2012 - 17:05

    ...lui mi ha detto che sono brutta e allora piango. Lui mi ha mangiato la merendina. Ma dove siamo all'asilo? Piuttosto è gravissimo che ad un'atleta (Paraskevi Papachristou) è stato impedito di gareggiare solo perché ha fatto una battuta che non è piaciuta ai politicamente-corretti oganizzatori dei giochi. Se fosse stato un negro (pardon un uomo di colore nero) a fare una battuta sugli inglesi gli organizzatori avrebbero riso e basta.

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