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Circoletto rosso

Il 12 settembre dell'Europa
può essere come l'11/9 in Usa

Il verdetto della Consulta tedesca, le elezioni in Olanda, il discorso sullo stato dell'Unione e la vigilanza bancaria: tutto in 24 ore

Il dodicesimo giorno dell'ultimo mese estivo sarà un crocevia fondamentale per il destino economico del Vecchio Continente
Il 12 settembre dell'Europa
può essere come l'11/9 in Usa

 

Undici settembre più uno. Anno di grazia, 2012. Il giorno sul quale tutti gli occhi del mondo saranno puntati è il dodicesimo dell'ultimo mese di un'estate bollente. Il verdetto riguarda il futuro del Vecchio Cotinente e della sua moneta unica, costretta a fronteggiare la consueta estate di passione (ma qualcosa pare si stia muovendo: la cancelliera del rigore, Angela Merkel, sembra intenzionata ad allentare i cordoni della borsa). Ma torniamo al prossimo dodici settembre, il "d-day" per l'economia europea. Certo, il paragone con l'undici settembre 2001 è azzardato: difficile immaginare qualcosa di peggiore rispetto alla caduta delle Twin Towers. Ma la sinistra somiglianza tra le date e l'incredibile concentrazione di appuntamenti decisivi nell'arco di 24 ore costringono a marcare con un circoletto rosso quel giorno sul calendario. Che succede? Di tutto. In breve: il verdetto della Consulta tedesca sul meccanismo salva-spread, si va al voto in Olanda, Barroso pronuncia il suo discorso sullo stato dell'Unione, la commissione Ue presenta la proposta di unione bancaria coordinata dalla Bce mentre il giorno successivo, il 13 settembre 2012, a Nicosia comincia la riunione informale dei ministri economici della Comunità europea di Eurolandia.

La pronuncia della Consulta - Procediamo con ordine. Il primo e più importante degli appuntamenti è la decisione della Corte Costituzionale di Karlsruhe sul fondo salva stati permanente Esm: potrà acquistare i Bond dei paesi in crisi oppure no? L'ultima parola spetta alla Consulta tedesca: il meccanismo può entrare in funzione soltanto se il 90% del capitale dell'Esm verrà garantito, e poiché la Germania ne detiene il 27% è facile capire come il "no" della Corte bloccherebbe tutto. In caso di "nein" il destino dell'Eurozona sarebbe più difficile da decriptare: il meccanismo viene tutt'oggi considerato come il vero asso nella manica della Ue, come l'unico strumento in grado di fermare gli attacchi ai Paesi e alla moneta unica. La teutonica Corte dovrà decidere se la formula europa è contraria ai dettami della Costituzione tedesca. Si sussurra che la stessa Merkel sia molto inquieta per la possibilità di un verdetto negativo che scatenerebbe disordini in Europa e getterebbe il continente, senza paracadute, nel panico, nel mirino della speculazione.

Al voto in Olanda - Sempre il 12 settembre - per inciso il giorno in cui, nel 1990, fu firmato il trattato dell'unificazione tedesca - l'Olanda andrà al voto. Il candidato forte è il premier uscente, il liberalconservatore Rutte, che ha basato la sua intera campagna elettorale sul rigore. Il suo motto: "Niente aiuti a chi sperpera", ossia, ad oggi, a Grecia, Italia e Spagna, i paesi più in difficoltà. Rutte calamita il voto del crescente fronte euroscettico olandese. Inutile dire che una vittoria dei liberalconservatori renderebbe più debole il cordone in difesa dell'euro.

La vigilanza bancaria - Cambiamo città, passiamo da l'Aia a Strasburgo, ma non la data. Sarà sempre il 12 settembre quando il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, pronuncerà l'attesissimo discorso sullo stato dell'Unione, un discorso programmatico decisivo, in cui verrà ribadito che l'Europa deve essere il riferimento verso il quale tutti devono tendere. Ma non si tratterà soltanto di parole, perché Barroso presentarà anche la proposta per l'Unione bancaria, ossia la supervisione unica che nelle intenzioni verrebbe affidata alla Bce di Mario Draghi: un passo decisivo, nel caso in cui venisse approvato, per la coesione del Vecchio Continente. L'obiettivo dei leader è che il meccanismo sia a regime entro la fine dell'anno. Infine un ultimo appuntamento, che inizierà soltanto qualche ora dopo, il 13 settembre a Nicosia: i ministri dell'Economia della Ue si riuniranno in una seduta informale in cui per l'ennesima volta si farà il punto sullo stato di salute del "paziente" Europa.

 

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