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Infanzia negata

Le due bambine messe in vetrina
per strappare uno scontrino in più

Scandalo a Pavia. Due minorenni esibite in costume da bagno per fare un po' di pubblicità alla merceria di famiglia

Secondo i proprietari del negozio "si sono divertite moltissimo". E l'esperimento viene riproposto
Le due bambine messe in vetrina
per strappare uno scontrino in più

Le bimbe in vetrina nella merceria di Pavia

 

"La location è quanto di meno glamour si possa immaginare: una merceria della periferia di Pavia. È lì che è stata allestita la microspiaggia dove l’altroieri due minorenni giocavano in vetrina col secchiello e le palette, seminude, ad attirare lo sguardo dei passanti. Ieri, visto che «le bambine si sono molto divertite» e comunque «tanti clienti si sono fermati e hanno apprezzato», la titolare del negozio Manuela Montemezzani ha organizzato un minipigiama party, protagoniste la figlioletta e una piccola compagna di giochi nel ruolo di baby modelle. Non è tanto una questione di stagioni, ma di tendenze. Ora che, grazie a mamma Katie Holmes, perfino Suri Cruise è stata liberata dalla condizione di fashion icon, che la costringeva a indossare tacchi alti, trucco e orecchini, arriva in ultima posizione la provincia italiana a scoprire lo sfruttamento commerciale dell’infanzia", racconta Mario Dergani su Libero in edicola oggi. Un altro caso di infanzia negata. A Pavia le bimbe vengono messe in vetrina per strappare uno scontrino in più. Pur di fare pubblicità alla merceria di famiglia, due minorenni vengono esibite in costume da bagno.

Leggi la storia su Libero in edicola oggi, giovedì 2 agosto

 

Pavia, Lombardia, Italia

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Commenti all'articolo

  • darkstar

    04 Agosto 2012 - 16:04

    scusate, ma le bambine erano in costume da bagno. Esattamente come se fossero in spiaggia, dove possono andare tranquillamente senza che nessuno si scandalizzi (almeno si spera). purtroppo i genitori rischiano una visita degli sciacalli dei 'servizi sociali' cioé DONNE DI SINISTRA, che decidono, arbitrariamente a chi togliere i figli e a chi affidarli.

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  • bruno osti

    03 Agosto 2012 - 10:10

    concordo in toto con quanto hai scritto, all'infuori dell'accenno alle pensioni miserabili (che, naturalmente sono responsabilità SEMPRE di altri, vero?): un lavoratore autonomo matura una pensione contributiva; cioè in base a quanti contributi versa; e questi vengono calcolati in base alla denuncia dei redditi: meno denunci, meno pensione.

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  • antiquark

    03 Agosto 2012 - 08:08

    Commercianti, gente che lavora dal mattino alla sera, senza domeniche, feste, ferie, pensione da miserabili, additati come evasori e rovina del paese, rischino del proprio, comprano sperando di vendere e arrivare a fine mese. A volte è un lavoro che si fa per vocazione, a volte è l'unico lavoro trovato. I commercianti hanno figli, come tutti, si possono lasciare ai nonni, a volte ci sono, a volte sono anziani, invalidi, malati. La scuola chiude inderogabilmente a giugno. Non puoi permetterti che di portarteli dietro, tenerli in negozio, in laboratorio e cercare di intrattenerli come puoi. Questo NON può essere additato come la vendita dei propri figli, ma solo il piacere di averli con se mentre gli fai fare i compiti o non puoi lasciarli a casa, quando lo stato vessatore non ti aiuta in nulla.

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  • Il_Presidente

    02 Agosto 2012 - 22:10

    sempre che li facessero...

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