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Piano Amato-Bassanini

Il piano per tagliare il debito pubblico
"Così si recuperano 178 mld in 5 anni"

Dalle privatizzazioni alle tasse sui capitali all'estero: ecco il piano salva-euro

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Il piano per tagliare il debito pubblico
"Così si recuperano 178 mld in 5 anni"

 

Portare il debito pubblico a un livello di sicurezza entro il 2017 e un obiettivo ancora più ambiziono: riportarlo entro il 2020 entro la soglia del cento per cento. Il piano è contenuto nel documento di lavoro presentato dalla Fondazione Astrid al ministro dell'Economia Vittorio Grilli e al presidente del Consiglio Mario Monti ed è stato messo a punto da un serie di esperti anche, se per semplificare, è stato chiamato piano Amato-Bassanini. L'obiettivo è quello di recuperare 150-200 miliardi entro il 2017, ma secondo gli esperti che hanno messo a punto il piano l'obiettivo potrebbe essere ancora più ambizioso. Ecco, in sintesi, i punti del piano: 

Partire dalla vendita del patrimonio immobiliare Tra i 55 e 80 miliardi potrebbero essere recuperati dalla vendita degli immobili. Partendo dal dato che la pubblica amministrazione possiede un patrimonio immobiliare di circa 550-600 miliardi di euro (al netto dei beni demaniali): di questi il 53% è utilizzato dalle amministrazioni proprietarie, il 27% è dato in uso ad altri enti no profit, e solo il 10% si può considerare libero. 

Valorizzazione delle concessioni Il secondo strumento indicato è quello della valorizzazione delle concessioni da cui si potrebbero ricavare 30-40 miliardi di euro

Cessione della partecipazioni Gli esperti hanno individuato la possibilità di recuperare tra i 25 e i 30 miliardi dalla cessione di partecipazioni quotate come Eni, Enel, Finmeccanica mentre altri 12-15 miliardi si potrebbero recuperare dalla cessione di partecipazioni non quotate a partire da Poste italiane.

Capitali in Svizzera Gli esperti propongono un prelievo una tantum del 25% e un prelievo a regime del 20% sui relativi debiti per i capitali italiani non scudati in Svizzera, che sono stimati in 150 miliardi. Ne deriverebbe un'entrata di 37,5 miliardi una tantyum e due o tre miliardi all'anno a regime. In questo caso, il rischio di fuga dei capitali all'estero ha spinto gli esperti che hanno messo giù il documento hanno rivisto al ribasso le stime: 13,5 miliardi per l'una tantum e 800 milioni per il prelievo a regime. 

Casse di previdenza Il piano prevede l'obbligo di acquisto di titoli da parte delle casse di previdenza degli ordini professionali : per il rispetto degli impegni previdenziali di lungo periodo viene introdotto l'acquisto obbligatorio di titoli di Stato a lunga scadenza indicizzati all'inflazione. Il vincolo avrebbe l'effetto collaterale di garantire maggiori rendimenti rispetto alle performance passate. 

Incentivi fiscali Il programma prevede anche un programma di incentivi e disincentivi fiscali: slittamento della tassazione degli interessi del 12,50% per titoli pubblici al momento del rimborso del capitale, tassazione immediata al 20% per chi cede titoli di Stato prima della naturale scadenza perché decide su questi titoli di fare trading. 

 

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Commenti all'articolo

  • bobbon

    09 Agosto 2012 - 17:05

    a due soggetti del genere un qualunque incarico oltre a quello di collaboratrice domestica, bisogna proprio che l'università italiana sia peggio di quella del Burkina Faso, visto che non riesce a mettere in campo due sistemi pensanti migliori

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  • bobbon

    09 Agosto 2012 - 17:05

    a due soggetti del genere un qualunque incarico oltre a quello di collaboratrice domestica, bisogna proprio che l'università italiana sia peggio di quella del Burkina Faso, visto che non riesce a mettere in campo due sistemi pensanti migliori

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  • stabilri

    09 Agosto 2012 - 14:02

    Non capisco! Ma se la maggioranza degli italiani ormai odia sto mestieranti, politici , affaristi, rappresentati solo dei loro interessi particolari, come mai un giorno si e l'altro pure questi sono sempre sulle prime pagine dei giornali? Ogni giorno propongono...sempre le stesse ricette vecchie di decenni...ma mai realizzate neppure nei minimi termini e di cui, sempre igiornali ne danno il massimo risalto. Qual'è il motivo di ciò: i giornali non sanno di che scrivere!? O forse il sistema di potere in Italia è così ben ....funzionante che , le perone sono sempre quelle, le idee (sig!) pure e persino gli articoli di giornale non cambiano di una virgola, sia pro che contro. Basta!! Si dice che i go ali hanno un potere immenso (concordo) si cominci a non scrivere più di ciò che devono certe cariatidi sopratutto quando ....non anno nulla da dire. Piuttosto raccontate barzellette .....che ne abbiamo bisogno .

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