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Giallo sul regime

Siria, "arrestato" il vicepresidente:
Assad nega ma è fuga continua

I ribelli: il braccio destro del presidente al-Sharaa avrebbe tentato la fuga in Giordania e il governo l'avrebbe messo ai domiciliari

Settimana di voci senza controllo e smentite sulle condizioni del numero due siriano. La tv di stato: "E' al suo posto". Ma non trasmette immagini recenti
Farouk al-Sharaa

Un nuovo giallo nel decadente regime di Bashar al Assad in Siria. Il vicepresidente Farouq al-Sharaa sarebbe finito in manette agli arresti domiciliari dopo un tentativo di diserzione annunciato qualche giorno fa dalla tv al Arabiya. A confermarlo sarebbe, sempre attraverso l'emittente panaraba, il responsabile del Consiglio nazionale siriano Marwan Hajj Rifai. Le forze ribelli rivelano di aver tentato di farlo arrivare in Giordania, dopo che al-Sharaa aveva lasciato una settimana fa la capitale Damasco alla volta di Daraa. "Siamo estremamente preoccupati del fatto che il regime sia riuscito ad arrestare alcuni membri della sua famiglia costringedo al-Shara ad arrendersi", ha ammesso alla Cnn il portavoce dell'esercito dei ribelli Luay al-Miqdad. Il governo, però, smentisce ribadendo che il viceministro è ancora al suo posto. Nessuna immagine recente, però, è stata trasmessa dalla tv di Stato di al-Sharaa, 74 anni, in carica dal 2006 e considerato una delle figure chiave del regime di Assad. 

 

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Commenti all'articolo

  • raucher

    19 Agosto 2012 - 20:08

    sciiti ( hezbollah e Iran e Assad) e la maggioranza sunnita del paese. Infatti i ribelli non fanno che strillare il solito Allah akbar fino alla nausea.Ciò non toglie che Assad senior e junior siano entrambi dei macellai.Perchè questo giornale non menziona i nuovi arrivi a Lampedusa? I cie ci costano 200.000 euro al giorno, poche le espulsioni. Perchè?

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  • romamaccio

    18 Agosto 2012 - 16:04

    Non voglio chiamarli ribelli,è solamente un popolo che lotta solo contro il tiranno assassino assad,il popolo non ha potuto contare agli aiuti come è successo in Libia perchè in Siria non ci sono interessi da rubare come il petrolio.

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