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Veleni a distanza

Mazzarri e la Juve, guerra infinita:
"Dopo la Supercoppa volevo smettere"

Il tecnico azzurro: "Abbiamo fatto bene a non partecipare alla premiazione. Loro criticano? Stiano zitti"

"Da che pulpito viene la predica? Non accetto lezioni da chi dice di aver vinto 30 scudetti mente le sentenze gliene danno 28"
Walter Mazzarri

Walter Mazzarri

Juventus-Napoli, la sfida continua. Anche una settimana dopo la vittoria bianconera in Supercoppa italiana. A Pechino la Vecchia Signora vinse 4-2, ma il veleno era nella coda: il contestato arbitraggio di Mazzoleni prima, le polemiche sulla trasferta del giornalista Rai Enrico Varriale spesata dal presidente partenopeo Aurelio De Laurentiis dopo. "Sono stato zitto apposta una settimana perché volevo capire. Ho rivisto la partita 4-5 volte, e a mente fredda vi dico che c'è stato un momento in cui mi è venuta la voglia di smettere": piuttosto che smorzare le polemiche, il mister del Napoli Walter Mazzarri le cavalca, un po' come aveva fatto il suo presidente non facendo partecipare la squadra alla premiazione. "Credo che la società, semmai ci fosse stato un piccolo ripensamento, dopo quanto accaduto ha visto ancora di più che abbiamo fatto la cosa migliore. Vi chiedo - aggiunge polemicamente in conferenza stampa il tecnico livornese -: cosa sarebbe successo visto quello che hanno scritto gli arbitri con le squalifiche a me, Zuniga, Pandev, Dossena, se fossimo rientrati in campo e avessimo trovato davanti gli arbitri, cosa sarebbe successo se qualcuno di noi avesse continuato a dire ciò che pensava, che aveva visto e sentito?".

Contro gli arbitri - Insomma, altro che pace. Napoli e Federazione continuano ad essere in guerra: "Io credo che la decisione del Napoli sia stata la migliore. La nostra protesta - precisa Mazzarri  - non è nei confronti del nostro avversario che ha fatto il suo gioco. Sono quelli che dovrebbero essere 'super partes' che dovrebbero garantire la legalità e l’uguaglianza sulle regole". "Non si può accettare che sulle regole si applichino due misure diverse - prosegue -. Se si applicano per una squadra lo si deve fare anche per l’altra, se alla protesta il guardalinee mi manda via un giocatore, alla protesta della squadra avversaria avrebbe dovuto fare lo stesso, e questo non è stato fatto mai per tutta la partita".

Contro la Juve - Dice di non avercela con la Juve, Mazzarri. Poi però punge: nessuna lezione di sportività da chi reclama "30 scudetti anche se le regole e le sentenze gliene attribuiscono 28". "Mi sono arrivati messaggi da persone autorevoli che mi dicevano di dire al presidente di ritirare la squadra". E ai dirigenti della Juventus che hanno protestato contro l'atteggiamento del Napoli in campo e fuori "dico di stare zitti perché i danneggiati siamo solo noi. Da che pulpito arriva la predica. Non accetto lezioni da chi dice di aver vinto 30 scudetti mentre le regole e le sentenze gliene assegnano 28. Avrei voluto vedere se i nostri avversari avessero subito i nostri torti se adesso parlerebbero in questo modo".

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Commenti all'articolo

  • Marcello51

    19 Agosto 2012 - 09:09

    Mazza' prova a vince qualcosa poi parla, non fa come il Boemo...............

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  • disarrino

    19 Agosto 2012 - 06:06

    sicuramente a mazzarri è piaciuto l'arbitraggio della finale di coppa italia...quella non l'ha rivista 5 volte?...era impegnato a festeggiare

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  • disarrino

    19 Agosto 2012 - 06:06

    ti dovresti dimettere per incapacità....i perdenti cercano sempre alibi alle loro sconfitte....vai a lavorare in fabbrica buffone miliardario

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