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Guerra nell'eurozona

Bundesbank e Merkel contro la Bce:
"No al piano anti-spread, troppi rischi". Ma Mario Draghi tira dritto

Il governo di Angela: "Il tetto allo spread è problematico". Pesano le elezioni imminenti, ma il governatore non smentisce e va per la sua strada
Bundesbank e Merkel contro la Bce:
"No al piano anti-spread, troppi rischi". Ma Mario Draghi tira dritto

Mario Draghi e la Bce tra due fuochi: da un lato la Bundesbank dice no all'ipotesi di acquisti di titoli di stato dei paesi in difficoltà da parte della Banca centrale europea, e dall'altra il governo di Angela Merkel si dice perplesso sull'altro polo del piano anti-crisi dell'Eurotower, un tetto agli spread degli stessi stati in difficoltà. Grecia e Spagna oggi, Italia eventualmente. L'idea di introdurre un limite ai tassi di interessere sui titoli di stato per limitare gli effetti della speculazione dei mercati non va giù a Berlino. Il portavoce del ministro dell'Economia Wolfgang Schaeuble, Martin Kotthaus, ha definito lo strumento anti-crisi "molto problematico". E ancora: "Non sono a conoscenza di piani del genere". Come dire, favole giornalistiche, indiscrezioni e nulla più. In realtà Draghi e la Bce non hanno smentito nulla, sintomo che al tetto anti-spread a Francoforte ci stanno pensando eccome. Il guaio è che le elezioni in Germania si stanno avvicinando e pensare a una Germania che indirettamente possa finanziare il debito dei paesi-canaglia complica decisamente i progetti politici di Merkel e dei suoi compagni di partito. I "rischi di stabilità" sottolineati dai falchi della Bundesbank non sono solo quelli europei ma anche della fazione di Angela. 

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Commenti all'articolo

  • verbavolant

    21 Agosto 2012 - 12:12

    In una comunita', una nazione, un continente che vogliono unirsi, si devono condividere gli oneri e gli onori. La pecora o le pecore nere in queste realta' sono e saranno sempre esistite. Se non si accetta questo dato di fatto, qualsiasi unione non ha senso. E' giusto che i migliori critichino i peggiori ma, alla fine, se si vuole restare uniti occorre la solidarieta'. Che tutti si ricordino la parabola del FIGLIOL PRODIGO.

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  • ubik

    21 Agosto 2012 - 11:11

    continuo a leggere affermazioni circa l'inettitudine dei politici mescolate al fatto che dovrebbe essere giusto l'atteggiamento della germania. Non voglio assolutamente giustificare i politici, le loro pensioni, i loro privilegi, ma non è questo il problema. L'Italia, la spagna, la stessa francia non potranno mai marciare alla velocita della germania, non è pensabile che non ci siano dei meccanismi per "ammortizzare" le differenze fra economie diverse!

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  • encol

    21 Agosto 2012 - 08:08

    Certo hai ragione: tuttavia i cittadini, anche i tedeschi naturalmente, in questo casino sono stati trascinati appunto da "politici" incapaci che hanno innanzitutto creduto, con larga dose di becerismo, di poter unire dei popoli diversi per storia, con la sola moneta unica. Nei fatti non abbiamo altro. Ora il dire "scusate ci siamo sbagliati" e lasciare milioni di cittadini europei nella miseria mentre, ad esempio, uno dei nostri artefici del casino il sig. Prodi gode di 4 pensioni + vitalizio di lusso non mi pare sia possibile; quindi è finalmente giunta l'ora di mettere in pratica la prima ed unica regola che i cittadini, oggi, possono accettare CHI SBAGLIA PAGA. E lo farà spontaneamente o a furor di popolo perchè così andrà a finire-

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  • isolalta

    20 Agosto 2012 - 15:03

    Perchè devono farsi carico del malgoverno altrui che ha provocato i guai economici dei paesi come l'Italia? Perchè devono accollarsi debiti e fare sacrifici per (tentare di) aiutare dei paesi che non hanno una rotta economica sana e precisa? Chi gielo fa fare di sborsare soldi che alla fine vanno a foraggiare la criminalità, la corruzione e l'inefficienza, favorite dalla politica nostrana (e degli altri in crisi)? Hanno proprio ragione a rifiutare l'aiuto! Prima di dare soldi ci vorrebbe un risanamento politico e sociale, cosa difficilissima, o meglio impossibile, finchè la questione rimane in mano ai nostri politici ingordi, incapaci, insulsi, parassiti e corrotti.

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