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Riforma del lavoro

Fornero flop:
primo licenziato,
prima causa

La Cisl "tradisce" la ministra, impugnando il licenziamento per motivi economici di una dipendente del colosso cinese Hauwei

Fornero flop:
primo licenziato,
prima causa

Nelle settore delle telecomunicazioni, e per la precisione alla cinese Huawei, arriva il primo licenziamento per motivi economici, previsto dalla riforma Fornero. Ma arriva anche la prima causa. Come avevano anticipato molti giuslavoristi indipendenti, la flessibilità in uscita  riscritta dalla legge approvata la scorsa primavera non semplifica le procedure per i licenziamenti. Né evita che si produca un contenzioso destinato a finire in tribunale. Anzi, come temevano in molti, il lavoro per avvocati e giudici rischia addirittura di aumentare.

Ecco i fatti. La  Huawei Technologies, controllata del colosso cinese delle tlc che nel nostro Paese ha rilevato fra l’altro  le attività e i lavoratori del network di Fastweb, ha notificato a una dipendente il licenziamento per motivi economici. Lo prevede la  riforma, avrà pensato il management della società, perché non servirsene? Il perché viene chiarito dalle dichiarazioni di Giorgio Serao della segreteria nazionale Fistel-Cisl: «La società cinese ha comunicato il licenziamento a una lavoratrice. Il provvedimento è di una gravità inaudita perché la ricca Huawei è una società in crescita sia come business, sia come livelli occupazionali nel nostro Paese  e non può utilizzare la legge Fornero per sbarazzarsi dei lavoratori indesiderati». In più, sempre secondo Serao, «la decisione è un pericoloso precedente nel settore delle telecomunicazioni dove gran parte delle aziende sta vivendo una difficile crisi industriale e nonostante ciò, insieme al sindacato, sta salvaguardando con accordi i livelli occupazionali in attesa della ripresa del mercato». Con tutta probabilità, visto che per ora non c’è alcuna conferma da parte dell’azienda, la dipendente licenziata operava in una divisione particolarmente colpita dalla crisi. Ed è per questo che la Huawei deve aver deciso di tagliare la sua posizione. Eventualità prevista proprio dalla disciplina del lavoro riformata dalla Fornero. 

Provvedimento respinto al mittente, tuttavia, dal sindacato. La  Fistel-Cisl, chiarisce Serao, «ha dato piena disponibilità alla lavoratrice per impugnare il licenziamento perché ritiene che nemmeno nella più estensiva interpretazione della legge ricorrono le condizioni per chiudere il rapporto di lavoro». E non è finita qui. Per Serao «la decisione della Huawei compromette irrimediabilmente il rapporto relazionale con il sindacato anche per il futuro e questo ci fa ritenere che sia un partner pericoloso per le aziende e per i lavoratori del settore». Un giudizio pesantissimo che va ben oltre l’aspetto della tutela dei diritti di chi lavora. Ma se un sindacalista come Serao che ci dicono sia tutto fuorché un pasdaran del posto ad ogni costo, arriva a fare queste affermazioni, il segnale è chiaro: chi si aspetta una svolta epocale dalla riforma della professoressa torinese, probabilmente andrà incontro a una forte delusione.

di Attilio Barbieri

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Commenti all'articolo

  • neronederoma

    07 Settembre 2012 - 12:12

    Ma provate ad immaginare voi, ad avere un azienda con dei dipendenti fannulloni !!!!!Forse sareste peggio dei vostri attuali titolari !!!E' giusto che le aziende si liberino in fretta di incapaci per evitare il FALLIMENTO !!!SE fosse così anche nel pubblico,L' ITALIA DECOLLA !!!!!

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  • 654321

    07 Settembre 2012 - 09:09

    Solo da poco ho letto tutto quello chebhai detto ieri di me! Eccelso intelligente umanoide, io a tuo vedere saro' anche sgrammaticato, scurrile e zero! Ma sono una persona umile, che sta con i piedi per terra! Per quanto riguarda la tua sbandierata intelligenza, sappi, che nella vita di tutti i giorni puoi anche friggertela! Io zero, ti offendo? Ma sei connesso? Tei entri in un giornale di dx, e posti che tutti quelli dindx sono evasori fiscali, ruffiani, magnacci ecc ecc, cosa pretendi, i bacini? Ti piace spavoneggiare, sei un matematico, un letterato, un filosofo, e vomiti affermazioni su milioni di Italiani di dx, chi e' lo zero? Ti meravigli poi che ti giungano commenti degni deimtuoi? Ma il tuo idolo Undertaker, cosa fa, professa cultura, o mena anche? Forse sei confuso, scendi per terra, ripetta il prossimo e sarai rispettato, porgi anche te l'altra guancia, se non lo fai, sii consapevole che non dai nessun esempio,non predicare bene per poi razzolare male! Scendi per terra!

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  • piccioncino

    07 Settembre 2012 - 08:08

    Il compagno Undertaker..si arrampica sugli specchi ..per giustificare tutele oltranziste..di evidente incompatibilità economica di sistema..Costui fa finta di non sapere che tali rigidità/ingessature nel mercato del lavoro..rendono la vita assai difficile alle imprese..E che perciò la competitività va a farsi benedire..e gli investimenti (creatori di sana occupazione) latitano ..o..scappano di volata..Vada quindi a raccontare le sue sdrucite fregnacce..a tutti quei giovani che..grazie a tale dissenata, rigida politica di tutela aprioristica..si trovano in massa senza lavoro o..nella precarietà più nera..E' finita l'epoca delle favolette..acchiappacitrulli..Ora bisogna seriamente rapportarsi alla realtà..non alle meschine, furbette utopie.. rossastre..fallimentari..!!

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  • TheUndertaker

    06 Settembre 2012 - 10:10

    E non potrebbe essere che l'azienda ha semplicemente addotto la motivazione economica per liberarsi di una dipendente indesiderata? Io non lo so, lo deciderà il giudice. Sembra invece che l'estensore dell'articolo abbia già giudicato e dato ragione all'azienda. Cosa ci si aspettava, che bastasse pronunciare la parola magica "licenziamento economico" per essere insindacabili? Questa notizia evidentemente non dimostra proprio niente...

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