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Il caso

Jesi: i medici sono tutti obiettori
gli aborti li fa il medico in prestito

I dieci ginecologi dell'ospedale non praticano l'interrizione volontaria di gravidanza

Intanto, la Cgil si oppone alla scelta dello staff e parla di "diritti negati alle donne" e di mancata attuazione della legge 194/78
Jesi: i medici sono tutti obiettori   
gli aborti li fa il medico in prestito

All'ospedale di Jesi, in provincia di Ancona, i dieci ginecologi della struttura si sono dichiarati tutti obiettori di coscienza. A segnalarlo la Cgil che parla di "diritti negati alle donne" e di mancata attuazione della legge 194/78. Secondo il sindacato, l'obiezione di coscienza dell'intero team avrebbe causato la sospensione del servizio di interruzione volontaria di gravidanza. Sulla vicenda è intervenuto l'assessore regionale alla Sanità Almerino Mezzolani per "garantire che nei prossimi giorni possa operare un medico non obiettore proveniente dall'ospedale di Fabriano". Il responsabile dell'ospedale, il dottor Claudio Martini ha assicurato il normale funzionamento nella fase degli incontri presso i consultori dove il diritto di accedere all'Ivg (interruzione volontaria di gravidanza) è garantito dal personale che opera presso gli specifici servizi distrettuali di Jesi. Il medico "in prestito", con cui è stata fatta una convenzione, viene da Fabriano e, secondo quanto dice il responsabile dell'ospedale, dovrebbe effettuare gli interventi chirurgici di Ivg, anche nell'ospedale di Jesi. La Cgil ha però ricordato che, secondo i dati dell'ultima relazione annuale del Ministero della Salute, già nel 2009, su 2.458 interruzioni volontarie di gravidanza effettuate da donne residenti nelle Marche, il 24,7% degli interventi sono stati fatti fuori provincia e il 9,9% fuori regione: percentuali pari quasi al doppio rispetto alla media nazionale.

Jesi

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Commenti all'articolo

  • Robertosu

    11 Aprile 2016 - 15:03

    Male hanno fatto i dirigenti sanitari dell'ospedale di Jesi i quali avrebbero dovuto assumere almeno il 50% di medici non obbiettori ( nei settori ginecologia e ostetricia).

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  • fdrebin

    11 Settembre 2012 - 10:10

    Si, avevo capito benissimo il tuo punto di vista. E quando l'aborto e' motivato, come dici tu, se in un ospedale ci sono solo medici obiettori, chi dovrebbe praticarlo? A casa mia questo si chiama "interruzione di pubblico servizio".

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  • GMTubini

    10 Settembre 2012 - 12:12

    Certo di bischerate se ne leggono tante, ma che Eugenia Roccella voglia "contrastare" (come hai scritto tu) la legge 40 sulla procreazione assistita di cui è una delle più strenue difensore...

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  • lella64

    10 Settembre 2012 - 12:12

    come ho già spiegato non sono contraria all'aborto quando questo è motivato da problemi seri x la madre o per il nascituro,e che debba essere praticato in strutture serie e da personale qualificato.Ma resta il fatto che ci sono giovanissime ragazze che ricorrono all'aborto con troppa facilità,dimenticando spesso che stanno togliendo la vita ad un essere umano.Io essendo medico penso che NESSUNA legge mi può imporre di andare contro la mia coscienza,NIENTE E NESSUNO.Forse parlo da pediatra che ama i bambini,ma sono convinta che nessuno abbia il diritto di togliere la vita anche ad un essere non ancora nato.

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