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La rivelazione

Borsellino fu assassinato
dopo i "no" alla dissociazione

Secondo il pentito Gaspare Mutolo il giudice pagò con la vita la sua contrarietà al trattamento di favore per i boss mafiosi latitanti

Trattativa tra Stato e mafia. Borsellino, secondo il pentito, non avrebbe accettato compromessi. E lo avrebbe pagato con la vita
Paolo Borsellino

Paolo Borsellino

"«È una pazzia!» sbotta e perde la calma, appena accesa l’ennesima sigaretta, Paolo Borsellino. Succede in uno degli interrogatori del nuovo collaboratore di giustizia, Gaspare Mutolo. Si svolgono dal primo al 16 luglio del ’92, nella sede dell’appena nata Dia (Direzione investigativa antimafia), a Roma. Mutolo è un pentito, un ex uomo d’onore, fondamentale: aveva già confidato prima a Falcone e poi a Borsellino che il magistrato Domenico Signorino e lo “sbirro” Bruno Contrada, numero tre del Sisde, erano collusi con la Piovra. Dopo la strage di Capaci è stato sentito una volta da Pier Luigi Vigna e ha chiesto espressamente di consegnare la sua confessione a Borsellino «perché ci capisce di mafia»", spiega Pierangelo Maurizio su Libero in edicola oggi. E a distanza di anni lo stesso Mutolo racconta come è andata nella strage di Via D'Amelio: Borsellino fu assassinato dopo i "no" alla dissociazione. Secondo il pentito, il giudice avrebbe pagato con la vita la sua contrarietà al trattamento di favore per i boss mafiosi latitanti.

Leggi l'approfondimento su Libero in edicola oggi, martedì 11 settembre

 

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Commenti all'articolo

  • marari

    12 Settembre 2012 - 16:04

    lo dobbiamo gridare: Chi ha assassinato Borsellino?

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  • ciannosecco

    12 Settembre 2012 - 12:12

    Accostare Borsellino al quaqquaraquà togato ti erige alla prestigiosa carica di coglione di giornata. Complimenti per l'ambito riconoscimento.

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  • claudio66

    12 Settembre 2012 - 06:06

    si, siete proprio strani, voi , a libero. incensate borsellino come un santo e Ingroia lo trattate come un ladro. forse perchè è ancora vivo, un po come disse fede a proposito di saviano, le malafede di saviano si capisce dal fatto che è ancora vivo, quindi non corre rischi. teoria interessante. dopo che anche ingroia farà la fine di borsellino, magari in guatemala, allora (quando anche il vostro padrone si sentirà più sicuro) anche lui potraà accedere al gotha sei giusti

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  • bepper

    11 Settembre 2012 - 17:05

    Solo erigendo un firewall tra la società civile e ogni collusione con le mafie, si può avere la speranza di sconfiggere la criminalità organizzata. Un esempio di vicinanza mafiosa accertata, ma senza la sanzione penale sull'individuo è, ad es, lo scioglimento dei consigli comunali per condizionamenti mafiosi. Talvolta lo scudo della burocrazia, l'inviluppo di relazioni, l'omertà ed altro, rendono chiaro il quadro dei comportamenti, ma difficile l'individuazione penalmente rilevante della responsabilità INDIVIDUALE. Giustamente si ricorda della non opportunità per Travaglio di pranzare con Ciuro (prima che l’arrestassero e poi condannassero per favoreggiamento), ma ciò vale a maggior ragione per chi ha coperto cariche istituzionali. Diceva dalla Chiesa, con i mascalzoni neanche il caffé. Noi li tolleriamo al parlamento

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