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Fare Futuro contro Silvio

"Siamo verso la monarchia"

Fare Futuro contro Silvio
Le elezioni si avvicinano, e gli ex An si scatenano. La fondazione di Gianfranco Fini, Fare Futuro, torna a criticare il premier con i toni della sinistra. Lo fa stavolta il direttore scientifico, Alessandro Campi, prendendo spunto dalla storia del divorzio da Veronica. Campi teme che la politica si stia trasformando in corte, e se la conosrte di Berlusconi parla di Impero, lui dice monarchia: «Forse questa vicenda può rappresentare un momento di svolta: l'Italia ha bisogno di maggiore sobrietà nei suoi leader», perché «nel dibattito pubblico entrano aspetti di vita privata che dovrebbero rappresentare il colore, non la sostanza», ha detto infatti a La Stampa.  «Chi è chiamato ad assegnare una carica pubblica  dovrebbe farlo con criteri che prescindono da legami di parentela, di simpatia, da questioni private. In questo approccio l'Italia sta interpretando la deriva oligarchico-familiaristica di altre democrazie».
Per Campi «questa deriva sta diventando un serio problema dei regimi democratici, che perdono il loro carattere dinamico. Si va verso forme di trasmissione del potere di tipo monarchico. Con le corti. Col potere che diventa un fatto di famiglia, da trasmettere da padre in figlio». Così, osserva, «i partiti rischiano di diventare delle pertinenze personali». Fare Futuro aveva criticato alcune ventilate candidature nel Pdl per le Europee. «Un'occasione persa - dice Campi - perchè, detto simpaticamente, l'entrata a gamba tesa della signora Veronica ha un po' spostato la discussione».
La riflessione, però, resta: «Si possono rinnovare i gruppi dirigenti del Paese col sistema del casting televisivo, o scegliendo le persone sul criterio estetico e della simpatia? Un ricambio delle classi dirigenti per essere virtuoso, dovrebbe premiare la competenza e la dedizione ad un mestiere che non può essere appreso seguendo un corso di formazione».

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Commenti all'articolo

  • antonionicoletti

    11 Maggio 2009 - 11:11

    Se di Almirante, che gli diede i natali, ha definito "vergognose" le presunte parole da esso pronunciate nei primi anni 40, relativamente alle leggi raziali, volete voi, cari amici, che costui non dica peste e corna di Berlusconi che ha avuto l'impudenza di rilasciare la patente di democrazia ad un post-fascista così anomalo?

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  • falconiere2

    11 Maggio 2009 - 08:08

    Da quando è "sceso in campo" l'ideatore di Forza Italia ha sommato successi a successi. Non c'è che dire. La stranezza di ogni successo sta nel fatto che tutti i leader suoi alleati, uno ad uno gli si è poi rivoltato contro. Cominciò Bossi che vedeva tardare l'avvento del federalismo fece cadere il governo. Alla successiva tornata elettorale si (ri)incontrarono tutti per (ri)vincere le elezioni e questa volta toccò a Casini mettergli il bastone tra le ruote e se ne andò definitivamente mentre Bossi rimase, ma staccato. Sicchè AN e FI + altri minori furono artefici di (ri)(ri)vittoria alle elezioni ultime, un pò alla bulgara. Ora è il momento di Fini che, in FareFuturo, come scritto bene nell'articolo di Albina Perri, tuona come la sinistra. Tutto quanto sopra per chiedere ai lettori di Libero: di chi è il merito delle vittorie se non di Berlusconi? Ha raggiunto il 75% di popolarità personale e questo forse gli basta anche dovesse rimanere solo alle future elezioni. Gli altri che se ne sono andati rimarrà leccarsi le ferite da loro stessi prodotte.

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  • uycas

    09 Maggio 2009 - 14:02

    sinceramente preoccupano molto di più gli ex comunisti, gli ex socialisti ladri e post cattolici di destra che rappresentano il pdl al livello più alto di riciclaggio morale ed ideologico. Un socialista Craxiano con la destra liberale ha semplicemente come retaggio culturale un furto ideologico preso negli anni 80 per spirito di emulazione di Mitterand, mentre gli ex comunisti sembra che vogliano espiare alle loro malefatte quando mangiavano i bambini. i cattoreazionari hanno semplicemente trovato terreno fertile con assenze di ideologie della nuova destra se si può chiamare così, e che un partito di destra dovrebbe avere nel liberalismo e nella laicità dello stato, ma avendo come ideologi dei preti e dei cellini è già tanto che nel nome del pdl esista la parola libertà.

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  • marclands

    09 Maggio 2009 - 11:11

    Ma vi rendete conto di quello che che scrivete??? Fini non è altro che un "prigioniero" come tanti e appena prova a parlare e dire cose sensate viene giudicato come un comunista o un traditore!! Nella sua carica istituzionale è giusto che sia imparziale e se c'è da criticare il suo stesso governo e il suo stesso padrone lo deve fare! Continuate tutti a parlare del complotto della sinistra su la vicenda Lario ma i primi a parlare delle veline e far saltare gli equilibri sono stati quelli di FAREFUTURO!!Certo dei comunisti travestiti da ex fascisti!Siamo nel 2009 e si usano ancora questi termini?? Fini ha deluso, è stato il primo a criticare la nascita del partito delle libertà e dare del folle al suo presidente ma essendo ostaggio di un sistema ha dovuto abbassare la testa e salire sul carro del vincitore! Onore a Fini presidente della Camera e alle sue critiche!

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