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Papa: "Sì a Stato palestinese

I muri vanno abbattuti"

Papa: "Sì a Stato palestinese
Prosegue il viaggio del papa in Terrasanta. Questa mattina alle 8 ora italiana Benedetto XVI è giunto a Betlemme, la città dove è nato Gesù. E da qui ha lanciato un appello ai palestinesi, quello di avere "il coraggio di resistere ad ogni tentazione che possiate provare di ricorrere ad atti di violenza o di terrorismo: al contrario fate in modo che quanto avete sperimentato rinnovi la vostra determinazione a costruire la pace. Fate in modo - ha proseguito - che ciò vi riempia di un profondo desiderio di offrire un durevole contributo per il futoro della Palestina, così che essa possa avere il suo giusto posto nello scenario del mondo". Ratzinger implora dunque "le parti coinvolte nel conflitto di vecchia data" a un "rinnovato impegno" per una "coesistenza pacifica" in Medio oriente, chiede ai popoli e ai loro "capi" "di riprendere con rinnovato impegno a operare per questsi obiettivi" e alla "comunità internazionale di usare la sua influenza in favore di una soluzione". Lo ha detto nella cerimonia di benvenuto a Betlemme.
Papa Ratzinger ha poi voluto rivolgere un pensiero speciale alle vittime della striscai di Gaza: "Il mio cuore si volge a tutte le famiglie che sono rimaste senza casa, so quanto avete sofferto a causa delle agitazioni che hanno afflitto questa terra per decine di anni. Prego per le vittime di Gaza e imploro Dio per una pace giusta", ha aggiunto il pontefice rispondendo al presidente palestinese Abu Mazen, che aveva denunciato l'occupazione israeliana. "Così come ogni altro popolo, i palestinesi hanno un naturale diritto a sposarsi, a formarsi una famiglia e avere accesso al lavoro, all’istruzione e all’assistenza sanitaria. Prego anche perché il lavoro di ricostruzione possa procedere rapidamente dovunque case, scuole od ospedali siano stati danneggiati o distrutti, specialmente durante il recente conflitto a Gaza. Supplico tutte le parti coinvolte in questo conflitto di vecchia data ad accantonare qualsiasi rancore e contrasto che ancora si frapponga sulla via della riconciliazione, per arrivare a tutti ugualmente con generosità e compassione, senza discriminazione".

Si a patria palestinese - "La Santa Sede appoggia il diritto ad una sovrana patria Palestinese nella terra dei vostri antenati, sicura e in pace con i suoi vicini, entro confini internazionalmente riconosciuiti", ha sottolineato il papa appena arrivato a Betlemme. "Anche se al presente - ha detto al pesidente Abu Mazen - queso obiettivo sembra lontano dall'essere realizzato, io incoraggio lei e tutto il suo popolo a tener viva la fiamma della speranza, che si possa trovare una via di incontro tra le legittimme aspirazioni tanto degli israliani quanto dei palestinesi alla pace e alla stabilità".

Abbattere i muri - Il 'muro' è il "punto morto a cui sembrano essere giunti i contatti tra Israeliani e Palestinesi", ha poi detto il Papa durante la visita nel pomeriggio a un campo di rifugiati a Betlemme. Benedetto XVI ha usato il termine meno gradito agli israeliani - "muro", appunto - per definire quella che per Israele è una barriera difensiva  con la Cisgiordania. "In un mondo in cui le frontiere vengono sempre più aperte, al commercio, ai viaggi, alla mobilità della gente, agli scambi culturali, è tragico - ha proseguito Benedetto XVI - vedere che vengono tuttora eretti dei muri». Le critiche del Papa e i suoi auspici sono proseguiti: I «muri si costruiscono facilmente ma non durano per sempre". I muri "possono essere abbattuti" ha detto nella cerimonia in cui si congeda da Betlemme. "Ho visto il muro che si introduce nei vostri territori - ha riferito - separando i vicini e dividendo le famiglie, circondando il vicino campo e nascondendo molta parte di Betlemme".

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  • gasparotto

    14 Maggio 2009 - 08:08

    Non riesco più a capire cosa sia successo ai religiosi , specie cattolici cristiani di ogni ordine(sempre più scarsi) e grado. Prendete il papa, arriva in terra santa, va in moschea e si leva le scarpe. Cui prodest? Avete mai visto un islamico che entra in chiesa e si fa il segno della croce? Non sia mai! Poi prosegue il suo viaggio e va in Israele.Da quelle parti sono più tolleranti, c'è la democrazia, ci sono libere elezioni.Visita il sacrario della Shoah e dice una ovvietà piramidale: "mai più shoah"! Anche se in giro per il mondo qualche shoah fatta con altri metodi esiste ancora. Poi l'affondo, al cospetto del muro:"mai più muri, abbattete quel muro". Forse l'aria di Roma con il suo ponentino, sta dando alla testa a questi prelati, nessuno escluso. Il papa deve sapere che quel muro fu voluto da Sharon, in quanto attentati kamikaze stavano terrorizzando ed uccidendo la popolazione, facendo centinaia di vittime, mutilati ed invalidi. Gli israeliani vivevano nel terrore.All'improvviso saltava ora un pulmann,ora un ristorante, ora una stazione ed un mercato. Il muro non è che abbia risolto del tutto il problema ma lo ha ridotto di almeno l'80%. Togliete il muro è come dire: lasciatevi ammazzare. Mi sovviene la storia di un altro muro, quello di Berlino, che tutti volevano abbattere, alla fine riuscendoci complice Gorbaciov. Bella e sublime cosa, in teoria.Nella pratica tutte le sue macerie si sono riversate sull'Europa occidentale.La Russia si è sgravata del pesante fardello e lo ha caricato sulle spalle dei democratici liberali. Un vero affare.

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    14 Maggio 2009 - 08:08

    Giovanni Paolo Secondo,il grande pontefice,disse due parole che hanno tutto un significato-"NON ABBIATE PAURA". Che significa ? -gli esseri umani,tutti,sia uomini che donne,sono ambedue figli di Dio aventi gli stessi diritti e gli stessi doveri ed uniti devono operare affinchè tutti contribuiscano a costruire un mondo nuovo. Le nazioni rappresentono soltanto delle line perimetrali che delimitano un territorio dall'altro affinchè si riconoscono le etnie,le leggi,gli usi e costumi che i popoli che li abitano si sono creati per coordinare un modus di reciproco rispetto nella convivenza e non dovrebbero rappresentare null'altro. Gli Israeliti,costruendo un muro di cinta che divide i due popoli ed anche coloro che sono nati al di là del muro,commettendo una grande bestialità,come,d'altrocanto, hanno fatto i Palestinesi, che per difendere i loro logici principi, hanno creato l'uomo bomba,che oltre ad uccidere se stesso, uccideva e massacrava centinaia di persone innocenti. Le controversie, si discutono e si difendono al tavolino,senza armi e senza prevenzioni. I due popoli hanno bisogno di convivere assieme perchè,se veramente credono di essere figli dello stesso Dio di Abrhamo e di Maometto,da come si comportano si meritano soltanto la disapprovazione e la condanna di Dio. In questo nuovo millennio,gli esseri umani,se tali sentono di essere,devono abbandonare ogni odio ed ogni pretesa di superiorità verso gli altri e lavorare seriamente per costruire una casa in comune per onorare Dio. Non Abbiate Paura del nuovo ed abbattete qualsiasi muro sia di mattoni che ideologici ed il mondo sarà nostro. Fraterni saluti.

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  • VincenzoAliasIlContadino

    13 Maggio 2009 - 10:10

    Inutile parola, seppure Sante! Immaginabile che per fanatici radicali come Al Qeada, Hezbollah, Fath Al Islam o Hamas er meio per D Alema poiché eletti in Parlamento. Non la pensa così Presidente dello Stato d Israele, Shimon Perez piegando che chi uccide in nome di Dio che non ce scritto in nessuna parte: secondo me, questi sono i nemici della pace in terris, visto che nel loro DNA esiste solo l amore per il terrorismo, un sacco di vergini con moglie e figli da trasformarli in kamikaze! Questo sarebbe anche una risposta all immigrazione: come può un dittatore o Al Qeada Democratizzare una Nazione se ha un cuore da fiera: mi sembra il Di Pietro che reclama Valori, facendosi un Partito, come D Alema il suo PD che Democratici non sono, che, per quattro voti in più, demonizzano l avversario in modo pregnante: mentre il Paese senza riforme annaspa! Vincenzo Alias Il Contadino

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