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Guerra in Medioriente

Gaza, altri 100 palestinesi morti e 13 soldati
L'Onu intima l'immediato cessate il fuoco
Il fuorionda choc di Kerry: "Operazione di precisione"

Gaza, altri 100 palestinesi morti e 13 soldati
L'Onu intima l'immediato cessate il fuoco
Il fuorionda choc di Kerry: "Operazione di precisione"

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha rivolto un appello per «l’immediata conclusione delle ostilità» a Gaza e ha espresso la «seria preoccupazione» per l’escalation delle vittime e della violenza a Gaza. Lo ha reso noto il presidente di turno del Consiglio, il ruandese Eugene Gasana, dopo una riunione a porte chiuse convocata d’urgenza e durata due ore, svoltasi nella notte italiana, per analizzare la situazione nella regione. I 15 membri del Consiglio hanno anche chiesto il rispetto del diritto umanitario internazionale, che chiede la protezione dei civili. Funzionari medici a Gaza hanno riferito che oltre 100 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore a causa degli attacchi israeliani e 13 soldati israeliani, almeno due dei quali erano anche cittadini americani, sono caduti in battaglia. Altri cadaveri di 16 palestinesi sono stati trovati nel sud della Striscia sotto le macerie di una casa bombardata dall’esercito israeliano. Poco prima erano stati rinvenuti a Gaza altri nove corpi, tra cui quelli di sette bambini, appartenenti alla stessa famiglia. Lo hanno riferito fonti mediche sottolineando che il numero dei palestinesi morti dall’inizio dell’offensiva israeliana contro Hamas sale a quota 501, più di un terzo dei quali donne o bambini.

Colpito un ospedale - Il bilancio si è aggravato all'ora di pranzo quando almeno cinque persone sono morte sotto le bombe israeliane che hanno colpito un ospedale nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito il responsabile dei servizi di emergenza palestinesi, Ashraf al-Qudra. L’ospedale colpito è quello dei Martiri di al-Aqsa a Deir al-Balah, nel centro della Striscia, e in particolare nel mirino è finito il terzo piano. Tra i feriti, riferiscono le fonti, anche una trentina di medici. Un sopravvissuto, il medico Fayez Zidane, ha raccontato che i proiettili hanno colpito il terzo e il quarto piano, oltre all’area della reception. «L’ospedale continua a essere attaccato», ha detto, aggiungendo di aver trovato parti di razzi, probabilmente di uno dei colpi caduti. Zidane ha invocato l’aiuto da parte di Croce rossa e di un altro ospedale, perché mandino soccorsi.

I rifugiati - Cresce con progressione quasi geometrica il numero dei rifuggiati palestinesi all’interno della Striscia di Gaza. Gli ultimi numeri diffusi dall’Onu portano ad 81.000 il totale provvisoriodi quanti hanno trovato ospitalità in 61 strutture dell’Unrwa, l’agenzia per i rifugiati palestinesi. Per i palestinesi, stretti tra la presenza ingombrante e pericolosa di Hamas e delle altre milizie attive nell’enclave e l’avanzata delle truppe ed i raid degli israeliani, che cercano di avvisare in anticipo delle loro azioni intimando ai residenti di lasciare le loro case, trovare un rifugio sicuro è quasi impossibile. Nella striscia di terreno di 18km per 40 vivono 1,8 milioni di persone.

Il fuori onda di Kerry - Il segretario di Stato americano John Kerry si è lasciato andare ad alcuni commenti sulla situazione a Gaza prima dell’inizio di un’intervista a Foxnews parlando al telefono con un suo assistente senza sapere che i microfoni erano accesi e poteva quindi essere ascoltato. «È una maledetta operazione di precisione, è una maledetta operazione di precisione», ha affermato in tono sarcastico il segretario di Stato americano, riferendosi all’offensiva israeliana. Commenti che sembrano palesemente contenere una critica rispetto alle rassicurazioni del governo dello Stato ebraico sulla portata limitata del suo attacco e dell’operazione di terra a Gaza. Una volta iniziata l’intervista al segretario di Stato è stato chiesto se volesse dire che Israele è andato troppo avanti con la sua operazione a Gaza. «Ho reagito, ovviamente nel modo in cui tutti fanno al riguardo di piccoli bambini e civili», ha spiegato Kerry. «La guerra è dura. L’ho detto pubblicamente e l’ho detto ancora. Difendiamo il diritto di Israele di fare ciò che sta facendo. Sosteniamo il diritto di Israele di difendersi contro i razzi che continuano a colpire. Hamas ha iniziato a colpire con i razzi dopo che Israele ha iniziato a cercare i responsabili della morte di tre giovani, tra cui un ragazzo americano, tre giovani israeliani». Da parte sua Barack Obama, a 10 giorni di distanza dal primo intervento, ha ricontattato nuovamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu, cui ha ribadito che si deve porre fine alle ostilità a Gaza, ripartendo «dall’accordo di cessate il fuoco (raggiunto nel) novembre del 2012». Si tratta del precedente intervento militare israeliano contro Hamas, l’operazione ’Pilastro di Difesa' (14-21 novembre 2012). Il riferimento è all’intesa raggiunta al Cairo dall’allora segretario di Stato Hillary Clinton, grazie alla mediazione dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani, alleati di Hamas, che non vedeva l’ora di legittimarsi sulla scena internazionale.

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Commenti all'articolo

  • giacomolovecch1

    22 Luglio 2014 - 13:01

    A che serve l'ONU ? ........ solo ad ingrassare i funzionari, i rappresentati ed affini di questo Organo !!!!!!

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  • doberman

    22 Luglio 2014 - 12:12

    Poi per quanto riguarda una soluzione dei conflitti che duranno da molti anni , nella striscia di Gaza c'è bisogno di una massiccia presenza dell'onu , istituzionale e militare per almeno una decina di anni accompagnata da un piano marshal per aiutare le popolazioni stremate , isolare hamas e mentalizzare quelle popolazioni a riconoscere lo stato ebraico , poi l' Iran può pensare ciò che vuole

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  • siortron

    22 Luglio 2014 - 08:08

    soluzione finale

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  • doberman

    21 Luglio 2014 - 18:06

    In questo caso lo stato ebraico ha diritto a difendersi perche vedersi cadere decine e decine di missili nel proprio territorio non è una cosa bella , poi per quanto riguarda l'intensità della risposta tutto dipende da chi dall'altra parte continua a lanciare missili , quando non ci saranno più lanci di missili ovviamente l'esercito israeliano fermerà le sue risposte.

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