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L'annuncio di Palazzo Chigi

Greta e Vanessa, le italiane rapite in Siria "sono state liberate". I ribelli: "Pagati 12 milioni di dollari"

Greta e Vanessa, le italiane rapite in Siria "sono state liberate". I ribelli: "Pagati 12 milioni di dollari"

Sarebbero state liberate Greta RamelliVanessa Marzullo, le due volontarie italiane rapite il 31 luglio scorso in Siria. Secondo fonti legate ai ribelli siriani le due giovani lombarde sono state rilasciate. Diversi tweet riferibili a account dei ribelli riferiscono del rilascio. Dall'intelligence italiana un secco "no comment", ma dopo il silenzio della Farnesina ecco arrivare circa mezz'ora dopo la conferma direttamente da Palazzo Chigi, via Twitter. Secondo l'account Twitter ekhateb88, ritenuto vicino ai ribelli anti-Assad, sarebbe stato pagato un riscatto di "12 milioni di dollari", ovvero poco più di 10 milioni di euro. Le due giovani secondo le prime indiscrezioni sono "provate" e dovrebbero atterrare in Italia dalla Turchia già nella notte tra giovedì e venerdì. Una delle due, non viene specificato il nome, durante la prigionia si sarebbe ammalata e i suoi carcerieri le avrebbero garantito assistenza e medicinali. L'altro account sadeer1 assicura che anche padre Paolo Dall'Oglio, il 60enne sacerdote italiano nelle mani dei jihadisti siriani dal 29 luglio 2013, "è vivo" e si trova "nelle prigioni dello Stato islamico a Raqqa"

 

 

Scomparse a luglio - Era il 31 luglio quando si persero le tracce delle due giovanissime italiane. Volontarie, avevano fondato il Progetto Horryaty ed erano entrate tre giorni prima in Siria da Atma, a pochi chilometri di distanza dal campo profughi omonimo. Originarie una di Brembate, nel bergamasco, e l'altra di Besozzo, in provincia di Varese, Vanessa e Greta erano al loro secondo viaggio in Siria in poco meno quattro mesi: a marzo, la prima tappa del progetto Horryaty, le aveva portate a compiere un sopralluogo per capire il da farsi. Marzullo, 21 anni, studia mediazione linguistica e culturale all'Università di Milano, dove ha cominciato a imparare l'arabo oltre all'inglese. Sulla sua pagina Facebook racconta la guerra, mette foto di bombe e bimbi dilaniati, descrive la sua esperienza in Siria: l'ultimo post risale al 16 luglio scorso.

Vendute - Il 20 settembre la notizia, mai confermata, che sarebbero state vendute due volte ad altri gruppi ma senza finire finite nelle mani degli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (Isis). La notizia veniva dal quotidiano libanese Al-Akhbar (anti-israeliano e considerato vicino alle milizie sciite di Hezbollah), che ricostruisce come le due giovani siano state attirate con l'inganno nella "casa del capo del Consiglio rivoluzionario di Alabsmo" con il giornalista de Il FoglioDaniele Ranieri, che riuscì a scappare.

Il video appello - Il 31 dicembre scorso, in un video di 23 secondi pubblicato su YouTube, le due volontarie supplicavano il governo italiano: "Siamo Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Supplichiamo il nostro governo e i loro mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in grande pericolo e possiamo essere uccise. I nostro governo ed i mediatori sono responsabili delle nsotre vite". Poche ore dopo la diffusione del video, il ramo siriano di al Qaeda, al Nursa, aveva confermato di tenere in ostaggio le due ragazze.

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Commenti all'articolo

  • mencucciluca

    17 Gennaio 2015 - 11:11

    ma andate a fare in culo!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • locatelli

    17 Gennaio 2015 - 02:02

    ora piu rapimenti e 12 milioni di dollari in armi e finanziamento ai terroristi dell'isis vigliacchi chi a pagato i genitori delle due idiote dovrebbero pagare

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  • Happy1937

    16 Gennaio 2015 - 08:08

    Fanno parte di un'organizzazione che sospetto sia d'accordo con l'Islam per spillarci soldi per finanziare il terrorismo. E noi paghiamo perché "la madre dei fessi è sempre incinta".

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  • daniele_laferrara

    16 Gennaio 2015 - 08:08

    Cosi` finanziate i terroristi,bravi continuate cosi`! Dovete prendere provvedimenti: chi va in quei posti cosi` pericolosi si prende la responsabilita` di quello che puo` succedere.

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