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Ma che missione umanitaria

Le mail segrete di Hillary smascherano Sarkò: da Gheddafi per un furto all'Italia

Le mail segrete di Hillary smascherano Sarkò: da Gheddafi per un furto all'Italia

Il sospetto che la storia della Francia che muove guerra a Gheddafi perché unicamente interessata ad «assumere il proprio ruolo di fronte alla storia» ed a «difendere i libici che vogliono liberarsi dalla schiavitù» (parola dell' allora presidente Nicolas Sarkozy) fosse una solenne presa in giro era venuto.  Adesso arrivano le conferme. E viene fuori che no, dietro la decisione di Parigi di rovesciare con le cattive il Colonnello di idealismo ce n' era ben poco.


In compenso, c' erano altre considerazioni di carattere assai più venale: petrolio e quattrini. Due fondamentali interessi francesi in nome dei quali ci si è armati e si è partiti. E non solo chi, come i transalpini, aveva da guadagnarci. Ma anche chi, come l' Italia, dell' operazione ostile ordita a Parigi era la prima vittima designata.  A fare luce su quegli eventi del 2011 soccorrono oggi le famose mail di Hillary Clinton, recentemente desecretate in seguito alle polemiche divampate intorno ai famigerati server privati dell' ex Segretario di Stato. Nella mole di documenti declassificati, spiccano i messaggi inviati alla Clinton da Sidney Blumenthal, consigliere privato della signora e suo principale esperto sul campo di questioni libiche. 


Dal carteggio emergono le reali preoccupazioni dei francesi in ordine alla crisi libica. La prima è quella relativa al petrolio, business faraonico da cui le aziende transalpine erano tagliate fuori ad opera - anche - di quelle italiane (prima dell' inizio della guerra due terzi della concessioni erano dell' Eni). Tramite il riconoscimento preventivo del Cnt e la di esso successiva installazione al potere, Parigi contava di riequilibrare la situazione a proprio vantaggio: l' accordo coi ribelli era di trasferire in mano ai francesi, a titolo di ringraziamento per il supporto fornito, il 35% del crude oil del Paese. A questo scopo, elementi dell' intelligence francese avevano iniziato fin dalla primavera del 2011 a fornire supporto di ogni tipo agli anti-Gheddafi. 


La seconda preoccupazione dei francesi era di ordine monetario. Si trattava di impedire che il Colonnello desse seguito al proprio vecchio pallino di creare una valuta panafricana. All' uopo, Gheddafi era pronto ad impiegare le proprie riserve (143 tonnellate d' oro e quasi altrettante d' argento, per un valore complessivo di circa sette miliardi di dollari). Scenario da incubo per la Francia, dacché la nuova moneta avrebbe pensionato il franco Cfa, valuta creata nel '45 ed utilizzata da 14 ex colonie con svariati e benefici ricaschi per il Tesoro francese.  A completare il quadro dei veri motivi dietro all' attacco, secondo il carteggio, ci sono poi due grandi classici di queste situazioni: i sondaggi, con l' esigenza per Sarkozy di riguadagnare popolarità in vista delle incombenti elezioni presidenziali, e i militari, cui premeva avere un' occasione per riaffermare la propria posizione di potenza di livello mondiale. 


Come è andata a finire è cosa nota: l' azzardo di francesi e britannici funziona, Casa Bianca e Palazzo di Vetro danno l' ok e la guerra a Gheddafi si fa. Guerra in cui, pur avendo intuito che non sarebbe stato esattamente un affarone, partecipa anche l' Italia. Questione di qualche mese e il gioco è fatto: Gheddafi è rovesciato e al suo posto ci sono gli ormai ex ribelli del Cnt. I risultati non tardano ad arrivare: la moneta panafricana finisce in archivio prima ancora di essere nata e si procede alla grande redistribuzione del petrolio (in cui, ironia della sorte, i francesi porteranno a casa meno di quanto sperato a vantaggio di russi e cinesi). Sopratutto, l' influenza italiana nell' area si riduce drasticamente. Proprio come auspicato dall' inquilino dell' Eliseo.

Marco Gorra 

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Commenti all'articolo

  • seve

    23 Febbraio 2016 - 14:02

    Purtroppo i Francesi ci sono meno amici di quello che noi ci aspettiamo sempre ,abbiamo fatto loro la guerra quando Hitler era già a Parigi è imperdonabile ,se noi siamo Italia in fondo lo dobbiamo a loro , ok ma in fondo dovrebbero capire che di noi ci si può anche fidare ,almeno molto di più che dei Tedeschi ,speriamo che lo capiscano .

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  • Happy1937

    19 Gennaio 2016 - 13:01

    Con l'operazione contro Gheddafi e' risultato chiaro che Sarkosi e' un farabutto e gli americani in politica internazionale non capiscono niente.

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  • lepanto1571

    19 Gennaio 2016 - 10:10

    I francesi, un po' per invidia un po' per illusione di grandezza, hanno sempre boicottato gli italiani. I francesi, durante la 2a guerra m. hanno scatenato le truppe marocchine; queste hanno violentatato donne, uomini e bambini. Con questa classe politica non riusciremmo a rialzare la testa. Saremo sempre schiacciati; perfino le bande di musulmani miserabili e straccioni ci sottometteranno!

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  • corrgio

    19 Gennaio 2016 - 09:09

    Si pesta sempre l'acqua nel mortaio... Era una cosa saputa e risaputa. I francesi volevano sostituire l'Aermacchi con la Dassault e l'ENI con la Total. Berlusconi con il suo intuito imprenditoriale era un ostacolo, ma, ahimè, privo di spessore e visione politica.... Se ne avesse avuta si sarebbe dovuto dimettere (unitamente al suo Ministro della Difesa) e lasciar dichiarare la guerra a Gheddafi, facendogliene prendere totale respnsabilità, a Napolitano, abituato a cavalcare i fallimenti della storia (appoggio incondizionato si carri armati russi a Budapest docet). Ma parafrasando Don Abbondio se uno il coraggio (nel nostro caso visione politica) non lo possiede non se lo può dare.... E continuano imperterriti Berlusconi e La Russa a parlare senza pubblicamente riconoscere il proprio errore politico ed ammettere di avere sbagliato a non dimettersi.... Cui prodest ?

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