Cerca

Summit fino all'alba per Opel

In lizza restano Fiat e Magna

Summit fino all'alba per Opel
I vertici per stabilire il futuro di Opel sono cominciati in cancelleria ieri pomeriggio alle 17 e si sono protratti per oltre dodici ore, quasi fino all'alba di stamane. La trattativa, come previsto, non ha prodotto un esito definitivo ma è servita a restringere la cerchia delle pretendenti che vogliono acquisire la casa automobilistica tedesca. Da oggi, in lizza ci sono solo la Fiat e il gruppo Magna, entrambi con le stesse possibilità di farcela. Ma la strada, per i due gruppi e per il governo tedesco, sembra in salita. Il Lingotto e il produttore di componenti d'auto austro-canadese potranno presentare domani le loro offerte rielaborate alla luce degli incontri - e degli sviluppi - di queste ultime ore. Per il governo, come ha indicato il ministro dell'Economia Karl-Theodor zu Guttenberg al termine del super-vertice, rimane il nodo dell'amministrazione fiduciaria e dei finanziamenti ponte. Che non è da poco, poiché lo stallo è dovuto proprio a una richiesta di maggiore liquidità da parte della General Motors (Gm) per la propria controllata: 300 milioni in più rispetto agli 1,5 miliardi di euro che il governo federale e i quattro Laender che ospitano gli impianti della Opel erano disposti a sborsare sotto forma di prestito ponte. Un totale di 1,8 miliardi di euro, quindi, che servirebbero per mantenere in vita la Opel finché non si troverà una soluzione definitiva, ma che verrebbero ripagati dall'acquirente della società, costringendo di fatto sia la Fiat, sia la Magna a rivedere i rispettivi piani alla luce di un indebitamento inatteso. Tutto, quindi, è rimandato a domani. «E' stata una notte notevole, una notte che ha dimostrato che abbiamo a che fare con un tema complesso», ha detto Guttenberg al termine del vertice.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    28 Maggio 2009 - 17:05

    chissà come la FIAT riesca a concorrere all'acquisto di due grosse anzi grossissime industrie automobilistiche mondiali!? Come riesce una azienda che sino a due giorni fa aveva fatto la questua con il governo, leggasi popolo italiano, per far si che le vendite non precipitassero e che si potessero con incentivi ed altro evitare tracolli nella produzione e quindi cassa integrazione? Ci son domande alle quali si fa fatica a farci l'abitudine ed alle quali non si trova risposta, per quanto uno si metta di impegno. Ci sarebbe da chiedersi che fine hanno fatti i milioni di milioni di milioni....dati alla beneamata FIAt, da epoche remote, e che mai son tornati nelle casse statali. La cassa integrazione paventata a mò di minaccia che aleggia a Torino ( e leggasi in questo caso Termini imerese .....e altri) permette ad una famiglia-azienda qual'è quella di Torino di comprare fuori dai territori. Capisco l'intelligenza e la preparazione del manager specifico, ma da li riuscire dove una volta si muovevano le alte sfere politiche mondiali......puzza di BRUCIATO! Son felice di questo sbarco nel mondo liberista, almeno in questo della FIAT, ma le domande son troppe e qualcuno che rispondesse ad un paio, farebbe cosa gradita, qui a forza di parlare di feste di compleanno, rifiuti, e giudici che sfilano in corteo, e commissioni di inchiesta, perdiamo di vista il punto focale del nostro paese.....l'economia e la previsione futura! Saluti alla famiglia

    Report

    Rispondi

blog