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Obama all'Islam, "Basta odio

Cerchiamo un nuovo inizio"

Obama all'Islam, "Basta odio
Barack Obama è al Cairo dove ha tenuto il suo discorso al mondo musulmano. Il messaggio, col proposito dichiarato di riaprire il dialogo con l'America, è una promessa della campagna elettorale di Obama. "Farò questo discorso da un capitale del mondo musulmano", aveva promesso. La sua scelta è caduta sul Cairo, tappa centrale di questo viaggio del presidente Usa in Medio Oriente e in Europa, dove si fermerà in Francia e Germania. Il messaggio è forte e chiaro: "Un nuovo inizio" nei rapporti tra Stati Uniti e musulmani nel mondo "basato sul rispetto reciproco e sull'interesse reciproco. Non siamo in contrapposizione, possiamo arricchirci a vicenda. Certi cambiamenti non avvengono in un giorno, ma dobbiamo provarci". “Sono venuto qui per cercare un nuovo inizio tra gli Stati Uniti e il mondo mussulmano, perché tutti i popoli possano trovare la pace fra loro, perché* questo è il disegno di Dio”: con queste parole Obama conclude il suo discorso, nel quale cita più volte brani estratti dalla Bibbia, dal Corano e persino dal Talmud, ribadendo l’avvento di un “nuovo inizio” nei rapporti tra l'Occidente e il mondo islamico. Nonostante gli applausi e le ottime premesse, stemperare le tensioni accumulate negli otto anni dall’amministrazione repubblicana non sarà facile; per questa ragione Obama ha insistito molto sulla necessità di superare la questione israelo-palestinese con la creazione di due stati sovrani e indipendenti.

La questione palestinese – A tale riguardo il capo della Casa Bianca parla della necessità di superare la violenza del conflitto mediorientale. Israele, dice il numero uno degli Stati Uniti, deve accettare l'esistenza di uno stato palestinese e viceversa Hamas deve riconoscere l'esistenza di Israele. “Ci sono già state troppe lacrime”, sostiene Obama, che esorta i palestinesi a sospendere immediatamente la violenza: “Lanciare razzi che uccidono bambini che dormono o donne che salgono su un autobus non è segno di potere. Tutti noi dobbiamo lavorare per il giorno in cui Gerusalemme sarà il luogo dove tutti i figli di Abramo potranno mescolarsi in pace”.

L'apprezzamento di Hamas –  E dalla Striscia di Gaza arriva l’apprezzamento di Hamas del discorso del presidente americano. Hamas fa dunque marcia indietro: in un primo momento, infatti, Osama Hamdan, il portavoce di Hamas da Beirut, aveva dichiarato all'emittente satellitare al Jazeera che “Obama sta seguendo le orme del suo predecessore” e questo, aveva aggiunto, “lo porterà a commettere gli stessi errori di Bush che ha infiammato la regione invece di portare stabilità”. Interviene poi Ahmed Youssef, ministro degli Esteri del governo di Hamas nel territorio palestinese, che manda  un messaggio scritto al presidente americano nel quale si apprezza la sua apertura verso i paesi islamici e ci si impegna verso una “soluzione giusta” al conflitto israelo-palestinese. Non viene però citato il problema di Israele: Youssef non ha specificato se Hamas sia pronta a riconoscere lo stato d’Israele.

Via dall’Iraq entro il 2012 - Tra i programmi annunciati da Barack Obama c’è anche il ritiro completo, entro il 2012, delle truppe impiegate in Iraq, che metterà quindi la parola fine ad un intervento militare che lo stesso Obama giudica ora negativamente. “La paura - dice - dopo l'11 settembre ci ha portato ad agire anche contro i nostri ideali”. Lo sforzo, insiste il presidente, deve essere compiuto per trovare il reciproco rispetto e non la contrapposizione. “Gli eventi in Iraq – aggiunge, dopo aver fatto citato anche il colonialismo, la guerra fredda e la globalizzazione come cause di divisione dell'Islam e dell'Occidente - hanno ricordato all'America la necessità di usare la diplomazia e creare consenso internazionale per risolvere i nostri problemi ogni volta che è possibile».

Lotta al terrorismo – Il presidente degli Usamette anche alcuni punti fermi. Ad esempio la lotta al terrorismo, giudicata necessaria. E la netta distinzione tra la caccia agli estremismi e una guerra all'Islam che non c'è. L'intervento militare in Afghanistan, dice, è stato inevitabile. Diversamente il discorso per quanto riguarda quello in Iraq, “che è stata una scelta” e che “è stato contestato anche nel nostro Paese”. È molto meglio oggi la vita senza Saddam Hussein, sottolinea inoltre  Obama, che ribadisce la necessità di un Iraq libero che vada avanti con le proprie gambe. Per questo gli Usa ritireranno tutte le truppe entro il 2012, senza lasciare nel Paese alcuna base militare.

Nucleare  - Nel suo discorso c’è anche spazio per la questione nucleare. Nnssuna nazione dovrebbe interferire sulle scelte energetiche degli altri, precisando che “l'Iran dovrebbe avere accesso al nucleare pacifico, ma deve aderire al Trattato di non-proliferazione”. Il confronto sul controverso programma nucleare iraniano è in ogni caso “a una svolta decisiva”. Washington è pronta ad “andar avanti senza condizioni preliminari”. Un approccio che aiuterà a prevenire una corsa agli armamenti nucleari in Medio Oriente. Ma la Casa Bianca, chiarisce il presidente, procederà al contempo con coraggio, rettitudine e risolutezza nei confronti della repubblica islamica. Obama riconosce il ruolo degli Stati Uniti che lo scorso secolo nella destituzione del governo iraniano democraticamente eletto e che sarà difficile superare decenni di sfiducia.

I diritti delle donne - Tra i punti toccati dal capo della Casa Bianca, anche la necessità d’estensione dei diritti civili e della parità tra uomo e donna.

 

 


 

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Commenti all'articolo

  • matrigna

    04 Giugno 2009 - 19:07

    ma ho paura che faccia un buco nell'acqua per quanto gli integralisti islamici,sia in Iran che per i terroristi di Bin Laden,costoro si sono prefissi di conquistare il mondo con le buone o le cattive (più con le cattive),quando tutto il mondo occidenzale avrà assorbito un gran numero di cosidetti migranti musulmani,scatterà la rivoluzione islamica,e ci dovremo sottomettere o morire,i buonisti e gli ingenui come Obama e la sinistra in generale sottovalutano il pericolo,la Fallaci l'aveva predetto e così succederà se ci lasceremo ancora di più invadere.Io non dico che non ci si debba tentare e avviare il dialogo piuttosto che la guerra,ma finora si è visto come è andata la faccenda fra israele e i palestinesi e Al qaeda,quindi cautela a aprire le porte questa gente

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  • S.Winston

    04 Giugno 2009 - 16:04

    "Ci incontreremo là, dove non c'è tenebra" chi ha orecchie per intendere intenda......hai proprio ragione sergio, c'è chi lotta per portare quattro gatti al parlamento europeo e chi lotta per le sorti di questa pazza umanità....passo e chiudo.

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  • cogitosergiosum

    04 Giugno 2009 - 14:02

    Se S.Winston sta per Winston Smith, ti sei guadagnato tutta la mia ammirazione :-) Ad ogni modo: speriamo che alle parole seguano dei fatti altrettanto significativi. Anche se, devo ammetterlo, certe sue parole pesano come macigni. Un'altra cosa: una notizia come quella che un presidente americano pronuncia un discorso come quello pronunciato da Obama in Egitto... beh, fa veramente impallidire qualsiasi nostra stupida, piccola querelle elettorale...

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  • S.Winston

    04 Giugno 2009 - 12:12

    Chissà perchè in Italia non ci passa a farsi quattro bucatini all'amatriciana....sicuramente è perchè ha paura di finire in qualche gulag sentendo quanti comunisti ci sono secondo "qualcuno" nello stivale eheheheh Vai Obama, porta un po' di ragionevolezza laddove fino a ieri c'era solo il buio...

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