Cerca

Voto di fiducia sul lodo Alfano

E Napolitano striglia i giudici

Voto di fiducia sul lodo Alfano

In maggioranza “c’è l’accordo sul testo e il governo porrà la questione di fiducia sul disegno di legge sulle intercettazioni”. È l’annuncio del ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo una riunione con i ministri Maroni, Vito e Calderoli, alla quale hanno partecipato anche alcuni deputati del Pdl e della Lega, tra i quali il presidente della commissione Giustizia, Giulia Buongiorno, e Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi.
È stato proprio quest’ultimo a rivelare che “il testo è quello uscito dalla commissione Giustizia con un solo chiarimento tecnico”. Nel maxiemendamento, quindi, non dovrebbero essere state recepite le modifiche chieste dal procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso.
Intanto la Camera ha bocciato la mozione del Partito democratico che era stata avanzata dal suo segretario, Dario Francheschini. L’Italia dei valori che invece chiesto ed ottenuto il voto separata delle tre parti di cui si componeva il dispositivo.
In particolare, il primo conteneva la richiesta di cancellare la norma che garantisce l’immunità per le quattro più alte cariche dello Stato fin quando restano in carica. Franceschini da parte sue chiedeva all’esecutivo di “sollecitare e favorire un confronto tra maggioranza e opposizione per discutere immediatamente la riforma della II parte della Costituzione” che riproduca la bozza Violante, già approvata dalla commissione Affari costituzionali della Camera durante la scorsa legislatura.

Il Capo dello Stato: "Basta protagonismo tra i magistrati" - In tema di giustizia è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che non ha usato termini morbidi per criticare i Pm, invitandoli ad una “seria, aperta e non timorosa autocritica”. Perché la magistratura, secondo Napolitano, deve riflettere “su quanto abbiano potuto e possano nuocere alla sua credibilità tensioni ricorrenti all’interno della stessa istituzione”. Parole pronunciate di fronte al Consiglio superiore della magistratura (Csm), non in un luogo come tanti altri.
È preoccupato il Capo dello Stato per “la crisi di fiducia” nel Paese per “un funzionamento gravemente insoddisfacente, nel suo complesso, dell'amministrazione della giustizia e per effetto anche dell'incrinarsi dell'immagine e del prestigio della magistratura”. Il Csm deve darsi da fare per “recuperare pienamente quel bene prezioso che è il prestigio della magistratura”. Devono essere proprio i magistrati quindi a dare l’esempio “per rigore e misura dell’obiettività e imparzialità”, operando senza farsi condizionare “da logiche di appartenenza correntizia” rispettando, come è chiesto a ogni istituzione.
"Va bene le riforme, ma niente strappi alla Costituzione" - “Non può che risultare altamente dannoso per la figura del Pm qualunque comportamento impropriamente protagonistico o chiaramente strumentale ad altri fini”, ha proseguito l’inquilino del Quirinale. Secondo Napolitano, il protagonismo dei Pm è controproducente, in quanto “la figura del pubblico ministero finisce per non poter reggere ad attacchi all’esterno della magistratura”
A Napolitano risposto Nicola Mancino, vice presidente del Csm: “È necessario un clima di rispetto degli equilibri costituzionali da parte di tutti coloro che sono chiamati a osservarli. Massima attenzione al dialogo costruttivo: lo scontro non aiuta a favorire il corretto rapporto giustizia-politica”.
Nel discorso del presidente non sono mancati i riferimenti alle riforme, invitando “alla riflessione” sia il Parlamento che la società civile, l’opinione pubblica e le forze politiche. Niente “strappi negli attuali equilibri costituzionali” è il monito di Napolitano nel sottolineare che gli equilibri della Costituzione “possono essere rimodulati” stando bene attenti “a gravi danni e conseguenze”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • settimana

    10 Giugno 2009 - 19:07

    Definizione di un PM "rosso": coloro che indagano il Cavaliere. L'Italia di Berlusconi?: lo zimbello d'Europa. L'Economist, il Financial Times? Due note gazzette comuniste. Domanda: ma perchè questo giornale si chiama "Libero"? Suggerimento: fare un alegge che dice "Silvio" è sopra la legge, così almeno la facciamo finita

    Report

    Rispondi

  • gmarcosig335

    10 Giugno 2009 - 17:05

    Ce nè voluto di tempo perchè il Presidente del CSM oltre che della Repubblica si accorgesse dei Magistrati schierati(rossi)e dediti al proprio marketing per poi buttarsi in politica(vedi De Magistris)! Certo non sono tutti così ma di Mele marce tra i PM ed il CSM ce ne sono, è li che bisogna fare pulizia. Bene sta facendo il Ministro Alfano ed il Governo per riformare la Giustizia e la Magistratura mettendo al primo posto la divisione delle carriere e la Responsabilità Civile del Magistrato quando sbaglia o volutamente finge di sbagliare. Su questo il Popolo Italiano si era già espresso positivamente con un Referendum, si dia seguito oggi a questa Riforma.

    Report

    Rispondi

  • fonty

    fonty

    10 Giugno 2009 - 10:10

    Finalmente Napolitano si è risvegliato dal letargo(istituzionale) e ha parlato.Però come presidente della magistratura avrebbe dovuto farsi sentire prima,soprattutto quando certi giudici fanno scarcerare i mafiosi perchè poverini,non ce la fanno a stilare due paginette di sentenza in 90 giorni e nonostante questo vengono addirittura promossi.Povera la nostra magistratura,in che mani è messa!!!

    Report

    Rispondi

  • falconiere2

    10 Giugno 2009 - 09:09

    Spiace una cosa sola: che il Presidente Napolitano abbia arringato i magistrati d'assalto solo a elezioni concluse. L'avesse fatto prima che la Gandus sentenziasse la condanna a Mills e implicitamente accusasse Berlusconi, sarebbe stato meglio per tutti coloro che sono andati a votare e per quelli che non ci sono andati perché colpiti dal disgusto di certi magistrati, che a votare ci sarebbero andati. Vedremo in seguito quanti magistrati d'assalto assimileranno le parole del Presidente Napolitano. Temo la loro sordità.

    Report

    Rispondi

blog