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Fiat-Chrysler, accordo fatto

Marchionne ad del gruppo

Fiat-Chrysler, accordo fatto

L’affare Fiat-Chrysler è concluso. Le due società hanno infatti ufficializzato la loro intesa: Sergio Marchionne sarà l'amministratore delegato del gruppo, mentre Robert Kidder dovrebbe essere il presidente. La nuova Chrysler sarà guidata da un consiglio di amministrazione composto da tre amministratori nominati da Fiat, tra cui appunto Marchionne, quattro nominati dal Dipartimento del Tesoro statunitense, uno dal Governo canadese e uno dall'United Auto Workers Retiree Medical Benefits Trust. Il Consiglio dovrebbe nominare Presidente Robert Kidder, afferma il comunicato di Fiat. "Chrysler Group LLC e Fiat Group - si legge nella nota del gruppo torinese - comunicano il closing dell'alleanza strategica globale già annunciata, con la piena operatività della nuova Chrysler, che da oggi dispone di risorse, tecnologie e rete di distribuzione necessarie per competere in modo efficace a livello mondiale". Fiat fornirà a Chrysler tecnologia, piattaforme e propulsori per vetture piccole e medie. "Chrysler - aggiunge il comunicato - potrà così offrire una più ampia gamma di prodotti comprese anche vetture a basso impatto ambientale, sempre più richieste dal mercato. Chrysler potrà anche trarre beneficio dall'esperienza della Fiat nelle ristrutturazioni aziendali e avrà accesso alla rete di distribuzione internazionale di Fiat, in particolare in America Latina e Russia", conclude la nota.

In base alle condizioni approvate dal Tribunale di New York e dalle diverse autorità regolamentari e antitrust, la società precedentemente conosciuta come Chrysler LLC ha oggi formalmente ceduto sostanzialmente tutti i propri beni (con l'esclusione di alcuni debiti e altre passività) a una nuova società con la denominazione sociale di Chrysler Group LLC. Chrysler Group ha assegnato a una controllata di Fiat una quota del 20% della partecipazione nella nuova società, al netto degli effetti diluitivi. Fiat ha anche stipulato una serie di accordi necessari per il trasferimento di tecnologie, piattaforme e propulsori alla nuova Chrysler.
La quota di Fiat aumenterà progressivamente fino ad un totale del 35% subordinatamente al raggiungimento di diversi obiettivi previsti dall'accordo. Tuttavia Fiat non potrà ottenere la quota di maggioranza di Chrysler fino a quando i debiti derivanti dai finanziamenti pubblici non saranno stati interamente rimborsati. Contemporaneamente, l'United Auto Workers Retiree Medical Benefits Trust, associazione volontaria di ex dipendenti (Veba), ha ricevuto una partecipazione del 55% di Chrysler Group, al netto degli effetti diluitivi. Al Dipartimento del Tesoro statunitense e al Governo canadese sono state assegnate quote rispettivamente dell'8% e del 2%, al netto degli effetti diluitivi.

 

L’ok della Corte Suprema - La Corte Suprema degli Stati Uniti d'America questa mattina aveva dato il via libera all'accordo tra Fiat e Chrysler. Il massimo organo giudiziario statunitense ha respinto la richiesta dei fondi pensione dell'Indiana di sospendere e rinviare la vendita della casa automobilistica di Detroit, decretando così la vittoria dei protagonisti dell'accordo orchestrato dall'amministrazione Obama. La Corte afferma che non ci sono gli estremi per giustificare una sospensione dell'accordo Fiat-Chrysler. In precedenza una corte d'appello federale a New York aveva approvato la vendita, ma dava tempo fino a lunedì pomeriggio per chiedere l'intervento della Corte Suprema. La giudice Ruth Bader Ginsburg aveva ordinato un rinvio temporaneo fino alle ore 16 di lunedì. Ora la Corte Suprema con la sua decisione permette alle due case automobilistiche di completare l'operazione.

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