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Afef: un bravo a Berlusconi

Con Gheddafi ha chiuso una ferita

Afef: un bravo a Berlusconi
«Abbiamo parlato soprattutto di Gheddafi, di come valutavamo la visita in Italia». Afef Jnifen ha trascorso sabato sera a Portofino il marito, Marco Tronchetti Provera, e Berlusconi: «Ci siamo trovati daccordo nel dire che sia andata molto bene. Si è chiusa una ferita che senza l'intervento di Berlusconi non si sarebbe rimarginata». Lo racconta in un'intervista a La Stampa. La conduttrice tv, spesso vicina al centrosinistra, non si preoccupa di apparire filo-Silvio. «Il punto è un altro - ha risposto Afef alla critica - Non ho niente contro Berlusconi, se fa qualcosa che ritengo sbagliato glielo dico, così come applaudire altre decisioni. Perchè sono libera, non vincolata a uno schieramento. E nella vicenda della Libia ha agito bene».
 Anche per quanto riguarda i respingimenti, Afef è daccordo con il governo: «Il rispetto dei diritti umani è fondamentale, ma se ci sono persone che partono dalla Libia, la Libia deve occuparsene. Dobbiamo essere realisti. La crisi è molto pesante e so di un numero crescente di persone che tornano nei paesi di origine perché non hanno più un lavoro. Con questa difficoltà che cosa possiamo offrire a chi arriva in Italia? Ecco perché è ancora più importante che oggi sia accolto chi viene secondo le regole».

 Il lavoro svolto dal premier per ricostruire un rapporto con la Libia, le scuse dell'Italia e l'invito al colonnello, secondo la signora Tronchetti Provera, sono state qualcosa che «il premier ha fatto perché convinto, non soltanto per una questione di rapporti economici». E questo, secondo Afef, «Gheddafi lo ha capito e infatti ha molta stima di Berlusconi. Era ora che si chiudesse una pagina terrificante. Magari altri paesi con un passato colonialista prendessero esempio dall'Italia e chiedessero scusa». Anche il bilancio di Gheddafi è positivo, ha constatato la conduttrice tv la cui famiglia conosceva il leader libico. «E anche l'episodio della Camera spero non lasci traccia. È falso che l'incontro sia saltato perché Gheddafi aveva letto il discorso di Fini, non lo conosceva».

Per quanto riguarda la foto dell'eroe libico che combattè contro gli italiani che Gheddafi si è appuntato sulla divisa, fanno parte del suo personaggio: «Si sa che Gheddafi ama provocare. Il punto è un altro: è arrivato per la pace. Ha atteggiamenti che possono non piacere, nei suoi discorsi c'è un pò di tutto, ma è comunque disponibile e ha fatto un passo importante». Infine dell'incontro che il premier avrà con Obama, Afef ha raccontato che il premier «si è limitato a dire che è presto perchè ci possa essere un rapporto di amicizia con il nuovo presidente Usa, ma che è fiducioso sulla possibilità che nasca un'intesa».

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Commenti all'articolo

  • gigetto1946

    15 Giugno 2009 - 11:11

    Personalmente non mi è mai piaciuto il lider libico,ma ciò che ha fatto BERLUSCONI lo condivido pienamente.Perchè piaccia o no noi dipendiamo dalla cattiveria di GHEDDAFI,sia per tentare di fermare gli sbarchi e per il combustibile che ci fornisce e per tutto ciò che fa comodo a noi.BRAVO BERLUSCONI

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