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Maroni: diamo cittadinanza

ai bimbi rom senza genitori

Maroni: diamo cittadinanza
Roberto Maroni torna ad affrontare la questione rom e questa volta guarda ai bambini abbandonati. Lo fa nel corso del suo intervento alla American Chamber of Commerce di Milano, dove ha parlato di “un provvedimento mirato a riconoscere la cittadinanza italiana per ragioni umanitarie ai bambini rom nati in Italia e senza genitori”. L’obiettivo del ministro dell’Interno è di “garantirgli un nome, un cognome, un’identità non per ius sanguinis, ma per motivi umanitari”. “Dobbiamo tutelarli. Quello che stiamo facendo è una cosa giusta e di equità. Ci sono in questi campi persone che vivono in maniera subumana. Bimbi il cui destino è tragico”, ha continuato Maroni.
A tenere banco anche il censimento dei campi. “Sui giornali la cosa è stata impropriamente definita 'impronte digitali ai rom', in realtà quello che stiamo facendo è un censimento nei campi nomadi. Il censimento non è su base etnica, è solo per vedere e sapere chi c'è in questi campi”, ha dichiarato il titolare del Viminale, “sono stato persino definito uno stupratore da un direttore di giornale. Queste cose però le lascio ai miei avvocati. Di fronte alla mille polemiche che ha dovuto affrontare, Maroni ha comunque trovato una ricetta: “Non leggo i giornali, anzi no, leggo solo la Gazzetta dello sport”.

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Commenti all'articolo

  • gordon5

    22 Luglio 2008 - 15:03

    perchè dobbiamo finanziare, censire e sopportare i campi rom in Italia. Perchè? Qualcuno mi risponda....

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  • moicano

    21 Luglio 2008 - 16:04

    Perchè non si prendono accordi affinchè la cittadinanza la dà loro chi di dovere, cioè la Romania? Forse perchè rifiuterebbe? Noi invece prendiamo tutto. Venghino signori, davanti c'è posto. La cittadinanza è una cosa seria caro Maroni, l'ultimo baluardo contro l'invasione di milioni di persone che già ora rivendicano diritti che non competono loro, figuriamoci se concediamo loro la cittadinanza. Le maglie riguardo l'acquisizione della cittadinanza devono essere ristrette e parecchio, altro che allargarle ancora.

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