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Di Pietro: "Il Pd ci segua"

Penati: "Più impegno al Nord"

Di Pietro: "Il Pd ci segua"
Nel confuso centrosinistra uscito dai ballottaggi del week end, c’è un’unica certezza e porta il nome di Antonio Di Pietro, forte del rafforzamento della sua Italia dei valori tra Amministrative ed Europee. L’ex magistrato si rivolge all’ex alleato, il Partito democratico, e detta nuovamente la linea.
"Minzolini? Come Fede" - “Il Pd deve decidere che cosa vuole fare da grande e poi, solo dopo, possiamo parlare di possibili alleanze”, ha dichiarato dopo una conferenza stampa sulla Rai, durante la quale ha speso parole anche per il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, definito “l’Emilio Fede” di viale Mazzini.
“Nelle recenti elezioni ha pesato per il Pd l'alleanza con l'Udc? Ma siete sicuri?”, domanda Tonino ai giornalisti che cercano di punzecchiarlo. E si dà pure una risposta: “Mi pare che non sia così e che ha pesato di più l'Idv nelle situazioni in cui si è raggiunto un accordo”.
"Il Pd scelga la sua strada" - “Noi abbiamo deciso la strada da percorrere”, ha spiegato chiaro e tondo Di Pietro e a suo avviso “il Pd deve decidere la sua. Il Pd sono mesi che non si fa sentire e del resto non sappiamo neanche con chi parlare. Speriamo che si doti al più presto di una classe dirigente per costruire un'alleanza”.
Ma questa Italia dei valori è pronta a tendere una mano al nemico-amico che annaspa? Mica tanto, fa capire il suo leader: “Non li aiuteremo solo basandoci sul principio che andiamo contro Berlusconi, con un Pd che non sta da nessuna parte. Non staremo con un Pd che sta con un piede in una scarpa con l'Udc, un piede in un'altra scarpa, e rischia di rimanere senza scarpe”. 
Il Pd a congresso in ottobre - All’interno del Pd, nel frattempo, volano i coltelli dopo la sconfitta a Milano. Il primo a darsi da fare è proprio Filippo Penati che in vista del congresso di ottobre chiede che il partito prenda in seria considerazione l’ipotesi di una “sezione” nordista. Lo ha fatto capire nel corso della conferenza stampa di questa mattina.
Guardando i voti, si intuisce che a Milano città il centrosinistra ha preso più voti, un dato che “dimostra che il centrodestra al Nord non è imbattibile”, a patto che il Pd si impegni su temi “come la sicurezza, l’immigrazione e le infrastrutture, senza girare la testa dall’altra parte”.
È questo il messaggio “che deve arrivare a Roma”. Penati non vuole assolutamente che il congresso autunnale venga rinviato. “Esiste una proposta politica del Pd al Nord”, ha voluto ricordare a tutti, portando come esempio la rielezione di Zanonato a sindaco di Padova.
Ad avanzare l’idea di non ritrovarsi ad ottobre era stato il primo cittadino torinese Sergio Chiamparino, al quale è però stato fatto notare che il congresso di ottobre è previsto dallo statuto. Resta così confermata per il 25 di ottobre la data per le primarie che eleggeranno il segretario.
Dario Franceschini, a proposito, ha dichiarato al termine delle riunione di segreteria: “Il congresso di farà in autunno come stabilito dallo statuto”.

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Commenti all'articolo

  • ludwigterzo

    24 Giugno 2009 - 18:06

    questo sì che è un duce! a proposito com'è messo lo statuto del partito?

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  • luigigiggi1962

    23 Giugno 2009 - 18:06

    Arrivate fino al ponte d'Ariccia Castelli Romani, salite sul muretto e vi buttate tutti a capofitto e abbastanza alto da contenervi tutti. I voti? Qui siete arrivati e qui vi fermate. BYBYBYBY Italia dei valori ....

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  • ziogianni

    23 Giugno 2009 - 17:05

    Curriculum Vitae ***Anni 79/81. Commissariato Ticinese. Retate in tuta mimetica con manganello sui Navigli, birrerie Frizzi& Lazzi, La Clinica etc frequentati da ragazzi di sinistra. Poi, via Poma con il "Serpico" Ennio Gregolin, mattatore di San Babila e poi all'antidroga, gioco d'azzardo e prostituzione. Condannato a 5 anni e mezzo. Di Pietro lo andò a trovare nel carcere militare di Peschiera del Garda. Poi Avvocato col 5 e lode. Poi pubblica accusa, poi eletto al Mugello dove anche la terra è rossa, poi tornato scapolo, poi ministro, poi padrone dei valori (bollati?)poi poi....Ma come si fa mi chiedo a poter dar retta a tale individuo. Bho! Dio solo lo sa!*

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  • ziogianni

    23 Giugno 2009 - 16:04

    MILANO ANNI ' 80: BISCHE, BULLI E MILIONI " Quelle nottate tra poker e poliziotti " I ricordi di " Serpico " Gregolin e le partite col futuro Tonino nazionale " Ma con Mani pulite smise di giocare " ------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ MILANO ANNI ' 80: BISCHE, BULLI E MILIONI TITOLO: "Quelle nottate tra poker e poliziotti" I ricordi di "Serpico" Gregolin e le partite col futuro Tonino nazionale "Ma con Mani pulite smise di giocare" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - MILANO . "Una sera il mio amico Sergio, il Gualazzi, mi telefona: "Aldo, ci manca un quarto, vieni a fare un poker a casa mia, sopra il baretto di Franco, qui a Rho. Dai, che ci divertiamo, ci sono due amici simpatici, due poliziotti". Io ci sono andato, ma non mi sono divertito tanto. Perche' quando la serata era alla fine ed eravamo a giri fermi, io ero sotto di tre milioni. Poi, per fortuna, mi sono ripreso, almeno un po' . E ho perso 937 mila lire. Mica poco, comunque: era il ' 79, ricordo, dicembre, vicino a Natale: per me quella cifra voleva dire tutto lo stipendio e anche la tredicesima. Ma i debiti di gioco si pagano e allora diligentemente ho scritto 937 mila lire sull' assegno che ho staccato per uno dei due poliziotti: vallo a immaginare che proprio quello poi sarebbe diventato il Tonino nazionale". Aldo Freschi tira fuori parole a raffica, li' nel bar di fronte al suo ufficio, la sede centrale della Maa Assicurazioni, li' dove lavora anche Osvaldo Rocca, amico di caccia di Di Pietro ed ex braccio destro di Giancarlo Gorrini. Aldo Freschi alla Maa lavora da tanti anni, ma al lavoro lui preferisce i bicchierini di vino bianco e le carte da gioco che non ha mai smesso di tenere in mano anche se, ripete, gli brucia ancora quel milioncino perso al tavolo con Di Pietro ed e' per questo che da quella volta ha smesso di andare in casa del Gualazzi.

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