Cerca

Silvio: "E' mio il governo

più forte, sinistra moribonda"

Silvio: "E' mio il governo

Un augurio, un dato di fatto e la speranza che torni la fiducia per combattere la crisi. Silvio Berlusconi spazia dall’appello di Napolitano alla sua popolarità durante la trasferta a Napoli per presentazione del summit del G8. Un Cavaliere in gran forma quello a bordo della nave “Fantasia”.
“Ho letto dubbi, sulla stampa estera, sulla stabilità del mio governo: mi tocca dare delle assicurazioni al riguardo”, ha scherzato il presidente del Consiglio. “Credo che il mio e il nostro governo sia il più stabile e sicuro di tutto l’Occidente”, ha affermato tornando sulle dichiarazioni di settimana scorse, quando sottolineò di avere la popolarità più altra tra tutti i colleghi europei e americani. Popolarità che è registrata attorno al “62,3%”, ha aggiornato il premier.
"La sinistra è un cadavere che cammina" - D’altronde non è difficile che l’esecutivo sia così forte, dato a sinistra l’opposizione è molto debole: “Vorrei sottolineare che questo governo ha fatto bene. Questo governo è fortissimo ed è ancora più forte, visto le recenti debolezze dell'opposizione. Questa mattina su un giornale il signor Pansa ha definito l'opposizione un cadavere che cammina e il signor Pansa non è di centrodestra...”
"Spero sia accolto l'invito di Napolitano" - Di fronte alle parole del presidente della Repubblica, anche lui esprime un desiderio: “Spero che venga accolto questo invito”. “Mi sembra logico - ha proseguito - che il capo dello Stato faccia un invito del genere e mi sembra altrettanto logico che questo invito sia accolto”.
La crisi e le banche - Fiducia, è questione di fiducia: sia che la politica torni ad essere argomento di dibattito al posto del gossip, sia che ne acquistino i cittadini per porre rimedio alla crisi economica. Lo ha rimarcato anche in questa occasione: “Bisogna avere fiducia che la crisi, che è stata globale, oggi ha sfogato sua massima forza”. I dubbi dei consumatori si possono comprendere, anche quelli degli istituti di credito a concedere presiti alle aziende, ma sono timori “che noi cerchiamo di far superare”.
“Io sono figlio di un direttore di banca che mi insegnava come il credito deve essere buono, si deve avere cioè la certezza che il cliente può pagare gli interessi e restituire i capitali”. Perciò “capisco le banche che ora si trovano davanti imprese con conti non positivi”.
"Un discorso da padre di famiglia" - Il premier è poi tornato sulla sfiducia e su chi la diffonde: “Non vorrei che la mia fosse letta come una volontà negativa nei confronti di chicchessia, il mio è un discorso da buon padre di famiglia: posso solo dire che davvero ci sono cambiamenti delle abitudini di acquisto dovute alla paura”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog