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Riforma Gelmini "bocciata"

dalla Corte Costituzionale

Riforma Gelmini "bocciata"
Il ministero dell’Istruzione non può ridimensionare la rete scolastica sul territorio, perché si tratta di una competenza delle Regioni. Queste le motivazioni in base alle quali la Corte Costituzionale ha decretato in parte illegittime le misure contenunte nella riforma della scuola messa a punto nel giugno 2008 dal ministro Mariastella Gelmini. Due sono gli aspetti della manovra dichiarati incostituzionali dai giudici della Consulta, alle prese con i ricorsi delle varie Regioni: l’assegnazione al ministero dell’Istruzione del compito di definire «criteri, tempi e modalità per la determinazione e l’articolazione dell’azione di ridimensionamento della rete scolastica» e il fatto che anche lo Stato, oltre a Regioni ed enti locali, possa «nel caso di chiusura o accorpamento degli istituti scolastici aventi sede nei piccoli Comuni, prevedere specifiche misure finalizzate alla riduzione del disagio degli utenti». Secondo il ministro lo spirito della riforma resta comunque intatto, dal momento che è «conservato l'impianto del riordino del sistema scolastico e i punti giudicati incostituzionali sono marginali».

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Commenti all'articolo

  • bz540g2

    07 Luglio 2009 - 12:12

    Ahhhhhhh che ridere , una ministra incompetente.... ma del resto cosa vi aspettavate da un'automa, meriterebbe la bocciatura.

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  • Lumenovic

    07 Luglio 2009 - 09:09

    E' normale che la corte costituzionale bocci la rigorma Gelmini, costoro hanno studiato su libri vetusti e hanno condotto una vita appoggiandosi su un sistema fannullisa. La mentalità non si può cambiare se non passa una generazione. I giovani sono più svegli e disponibili di questi babbioni.

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  • giovannib

    06 Luglio 2009 - 15:03

    come mai la sinistra dice che non esiste il federalismo e poi si scopre che le Regioni hanno addirittura autonomia decisionale su DDLi del Governo nazionale approvati dal Parlamento? Sarà contenta la Lega (spero)

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  • giovannib

    06 Luglio 2009 - 15:03

    proponiamo di abolire la corte costituzionale anche per modernizzare questa Nazione sempre più costretta a retrocedere a causa della corporazione giudiziaria (il partito del non fare per non lavorare)

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