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Camera: sì alla manovra

Pd minaccia: autunno caldo

Camera: sì alla manovra

Con 305 voti favorevoli la Camera ha approvato la manovra economica che ora sarà esaminata dal Senato. I voti contrari sono stati 265, tre gli astenuti. Entro l’8 agosto i giochi dovrebbero venir chiusi, salvo il caso in cui il testo torni alla Camera per i ritocchi introdotti da Palazzo Madama. Il decreto passato oggi costituisce una novità introdotta dal ministro dell’Economia Tremonti: è solo una prima parte di una manovra triennale da quasi 35 miliardi di euro, all’interno della quale ne sono previsti fino a 30 di tagli alle spese dal 2009 al 2011. In questo modo la Finanziaria che sarà presentata a settembre non presenterà contenuti politici.
Proprio Giulio Tremonti non prevede uno scenario ottimista. Ma per Antonello Soro, il capogruppo del Pd in aula, resta il sospetto che si tratti di “un abile tentativo di nascondere la volontà di scaricare le cause della crisi molto lontano da sé e dal governo”. Le polemiche, insomma, non si spengono. “Un governo che dispone di una larga maggioranza e con un'opposizione che ha dato prova di grande responsabilitá dovrebbe offrire risposte chiare”, ha rincarato la dose Soro per il quale “la manovra economica che oggi viene approvata non serve a risolvere i problemi degli italiani, delle famiglie e delle imprese, ma anzi crea le premesse per un autunno davvero molto caldo”.
Toni non meno pacati giungono dai banchi dell’Italia dei valori per bocca di Antonio Di Pietro: la manovra economica “è come cianuro per un ammalato invece che far soffrire ancora gli italiani li uccide direttamente. È del tutto irrazionale perchè toglie ai deboli per dare ai forti e ai furbi”. L’ex pm parla di “dl fatto in casa alla chetichella, come se il Parlamento non servisse a niente: 600 pagine di articoli, richiami ad altri articoli. In Consiglio dei ministri è stato approvato in 9 minuti. Vi servivano soldi? Potevate prenderli dall'evasione fiscale. Lì avreste trovato non un tesoretto, ma un tesorone”.
Interviene anche la Lega che rilancia il tema del federalismo fiscale: “Servono più risorse sul territorio che sappiamo di non poter prendere dalle tasche dei cittadini”, ha dichiarato il capogruppo Roberto Cota, “l'unico modo per trovarle sta nel federalismo fiscale che sarà varato alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva”

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