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Precari e assegni sociali,

il governo fa marcia indietro

Precari e assegni sociali,
Il governo ha deciso di modificare gli emendamenti su precari e assegni sociali. Lo fa dopo le aspre polemiche degli ultimi giorni, ma l’opposizione continua a dire che non basta a stemperare il clima. E’ però il ministro del Welfare Sacconi a cercare di mettere ordine alle ultime vicende: “Non c’è stato uni dietrofront da parte del governo che ha subìto quella norma, frutto di una iniziativa parlamentare”. Modificata con un emendamento depositato in commissione bilancio al Senato, la norma sui precari prevede che la sanatoria per i lavoratori riguarderà solo i giudizi in corso alla data di entrata in vigore della legge e non per il futuro. “Ora c’è una correzione importante, perché ripropone a regime l’attuale disciplina dei contratti a termine che limita la norma soltanto ad una sorta di sanatoria per i contenziosi in corso nel momento in cui la legge è approvata" che riguardano "quasi esclusivamente la società pubblica Poste italiane”.
Walter Veltroni giudica però “assolutamente insufficienti” le modifiche e chiede al governo di togliere del tutto la norma sui precari. Poi rivendica il risultato ottenuto dal Pd che, a detta sua, ha "costretto il governo ad ammettere di aver sbagliato”. “Noi chiediamo che la norma sui precari venga tolta. Se ne riparlerà nelle sedi opportune e con il confronto con le parti sociali. Il governo”, ribadisce ancora Veltroni, “accolga il nostro appello a togliere le norme sui precari e sugli assegni sociali che fanno parte di una gigantesca commedia degli inganni, e invece la situazione richiederebbe l’applicazione del cervello. Faccio un appello ad un soprassalto di responsabilità da parte di governo e maggioranza”.
Tasse – E’ sempre il Partito democratico a tenere accesa la giornata politica. Le tasse "aumenteranno 4-5 miliardi ogni anno in più rispetto all’anno precedente fino al 2012”, minaccia Veltroni nel corso di una conferenza stampa con Anna Finocchiaro, Enrico Letta, Cesare Damiano ed Enrico Morando. Il governo, accusa la presidente dei senatori del Pd, Finocchiaro, "ha voluto contrarre i tempi della discussione in Parlamento in modo inaccettabile", che dimostra "la concezione del Parlamento come semplice luogo di bollinatura finale delle decisioni del governo". Mentre Morando prevede che “le tasse aumenteranno e i salari cresceranno in modo inferiore rispetto alla produttività”.

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