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E' morto Antonio Gava

Leader Dc e più volte ministro

E' morto Antonio Gava
Roma - Antonio Gava, ex leader della Democrazia cristiana, è morto venerdì mattina, alle ore 5:40, all’età di 78 anni. A renderlo noto è stato il figlio Angelo. Gava, ex membro di spicco della Democrazia Cristiana, sette volte ministro, era da tempo gravemente malato, dopo un ictus che lo aveva colpito nel 1990. Dal 6 agosto era ricoverato in fin di vita in ospedale, ma giovedì la famiglia ha deciso il trasporto a casa per le ultime ore.
Tessitore di alleanze, nel corso degli anni ’70 e ’80 ha rappresentato la Dc in quel di Napoli, ma non solo. Non passava di certo inosservato per il look folkloristico, come il cappello a falde larghe, il bastone con manico d’avorio e il sigaro tra le labbra. Dotato di grande fiuto, si è reso a lungo protagonista sulla scena nazionale.
E’ cresciuto politicamente accanto al padre Silvio che gli consegnò idealmente il testimone nel 1972, quando Antonio arrivò alla Camera. Fu ministro per tredici volte, arrivando a quello dell’Interno nel 1990; fu anche l' eminenza grigia che riorganizzò il “grande centro” doroteo e influenzò la linea politica della balena bianca lungo tutti gli anni '80. Per essere eletto segretario Ciriaco de Mita, leader della sinistra democristiana, ebbe bisogno del suo appoggio. Sempre Gava fu tra i registi del patto tra Craxi, Andreotti e Forlani che prese il nome di “Caf” negli ultimi anni della prima Repubblica.
Nel 1993 iniziarono i guai giudiziari, quando ricevette un avviso di garanzia per associazione mafiosa: un camorrista pentito lo accusava di aver protetto il boss Lorenzo Nuvoletta. Tre giorni di carcere a Forte Braschi, poi gli arresti domiciliari dal settembre del 1994 al marzo del 1995 e la sospensione cautelare dall'ordine degli avvocati. Tredici anni di udienze e sentenze, fino alla definitiva assoluzione per “mancata impugnazione”. Gava chiese un risarcimento milionario allo Stato: 38 milioni di euro.
I commenti – Il presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, nel rivolgersi alla famiglia, ha dichiarato che “Antonio Gava giunse all'impegno nella Democrazia cristiana grazie all'impulso del padre Silvio, eminente figura della storia del partito popolare italiano e del cattolicesimo antifascista. Per lunghi anni Antonio Gava ha assolto ruoli di primo piano nella vita di partito, nel parlamento e nel governo, incidendo fortemente nella realtà politica di Napoli e della Campania. Successivamente ha dovuto affrontare e superare difficili prove personali. Sono vicino a lei, gentile signora, e ai suoi cari, nel ricordo della comune travagliata storia dell'Italia repubblicana”.
Il presidente del Senato Renato Schifani esprime il suo profondo cordoglio e quello dei colleghi senatori per la scomparsa di Antonio Gava: “Importante esponente della Democrazia cristiana, Gava è stato per alcuni decenni una delle figure di primo piano della politica italiana”.
“Con Antonio Gava, deputato per cinque legislature, più volte ministro, ed esponente autorevole della Democrazia cristiana per molti anni, scompare un politico che ha segnato la vita pubblica del Paese. Desidero esprimere alla famiglia il mio cordoglio personale e quello della Camera dei deputati”, lo scrive il presidente Gianfranco Fini in un messaggio inviato alla famiglia Gava.

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