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Colaninno ai sindacati

"L'alternativa è la bancarotta"

Colaninno ai sindacati
O si va avanti con il piano di salvataggio di Alitalia o è bancarotta. Roberto Colaninno, a colloquio con il quotidiano della City di Londra, 'Financial Times', mette in guardia i sindacati di Alitalia in vista dell'incontro di oggi. «Questa non sarà una normale trattativa sindacale - dice - e devono capire che l'alternativa è la bancarotta». L'appuntamento è fissato per il pomeriggio al ministero del Lavoro. - «I lavoratori ed il sindacato non possono essere ricattati e messi con le spalle al muro», ha però già risposto il sindacato SdL, il più rappresentativo degli assistenti di volo. «Chi ha più responsabilità - dice il sindacato, che con una nota del coordinatore nazionale Fabrizio Tomaselli ribadisce le preoccupazioni sulla strategia industriale del Piano Fenice - deve farsi carico di una situazione delicatissima che si sta facendo di giorno in giorno più esplosiva, chi ha più buon senso lo usi, prima che sia troppo tardi». Per l'SdL «il forte ridimensionamento della flotta e dell'attività non disegna una compagnia aerea che possa camminare con le proprie gambe per più di 12-24 mesi e crea le condizioni di una nuova e definitiva crisi in tempi brevi».
«Credo che abbiamo messo lì un'impresa che ha le ali per volare». Silvio Berlusconi, a margine del vertice Ue sulla Georgia, torna a parlare di Alitalia dicendosi «soddisfatto» della soluzione trovata dal governo. «Io sono estremamente soddisfatto perchè abbiamo trovato i capitali, che non è poco, e abbiamo trovato degli imprenditori molto capaci e riconosciuti come tali», ha detto il presidente del Consiglio lasciando il summit europeo. «C'è un progetto industriale molto positivo - ha sottolineato Berlusconi - e poi siamo riusciti a convincere AirOne a fondersi con Alitalia e non è poco dire ad un imprenditore che c'è un altro capo: quindi al signor Toto la mia considerazione più assoluta».

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Commenti all'articolo

  • curatola

    02 Settembre 2008 - 12:12

    Nessun tacchino accetterebbe l'invito a pranza il giorno del Ringraziamento. Tuttavia un patto é possibile : piano di rilancio della nuova compagnia con piano di riallocazione degli esuberi. La nuova compagnia c'é : se sarà minata da scioperi salta il piano di riallocazione. Saranno gli esuberi a convincere il sindacato su come deve comportarsi nei confronti della nuova compagnia.

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