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Fini: sì al voto agli immigrati

se rispettano i loro doveri

Fini: sì al voto agli immigrati
Roma - Gli immigrati potranno votare alle amministrative, è un loro diritto, ma “se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di stranieri residenti in Italia, bisogna essere estremamente equilibrati a chiedere i doveri. Diritti e doveri devono stare insieme. Come non è criminale chiedere il diritto di voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori”. Così il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando alla festa del PD in corso a Firenze risponde al leader del Pd, Walter Veltroni, che nei giorni scorsi gli aveva inviato una lettera per invitarlo ad appoggiare la proposta di legge costituzionale. Accelerare l'iter del disegno di legge che riconosce il diritto di voto amministrativo agli immigrati è dunque possibile, e a certe  condizioni non è una "ipotesi sciagurata" nè un'idea "criminale", purchè, prosegue la terza carica dello Stato, gli immigrati “dimostrino di essere in grado di adempiere a certi doveri". Inoltre, conclude Fini, il diritto di voto non garantisce di per sé l'integrazione".

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  • fonty

    fonty

    05 Settembre 2008 - 17:05

    Facciamo prima una precisazione.Secondo la legge attuale,uno straniero extracomunitario può ottenere la cittadinanza italiana per naturalizzazione,dopo almeno 10 (dieci)anni di permanenza ininterrotta,fedina penale pulita,lavoro stabile e quindi possibilità di mantenimento e garanzia di non gravare sulla comunità.Tre requisiti fondamentali e molto sensati direi.Per lo straniero comunitario,invece,(pensiamo ai Rumeni o Rom),bastano solo cinque anni,per i rifugiati politici quattro.Se queste leggi già esistono da tempo,non capisco questa smania di cambiarle,cambiamo piuttosto quelle sbagliate.Possibile che in Italia ci sia questa libidine di rivoltare sempre tutto,soprattutto quello che si è dimostrato valido? Magari solo per soddisfare il protagonismo di qualcuno che vuole farsi paladino di qualcosa,sempre con il c... degli altri però.Come il nostro "amico" Gianfranco Fini.

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  • moicano

    04 Settembre 2008 - 18:06

    1) Un immigrato in Italia ha diritto all'assistenza sanitaria gratuita (anche senza versare un euro), ha diritto alla casa popolare (costruita con i soldi degli italiani), può far venire i suoi genitori e pretendere per loro la pensione (senza che abbiano versato un euro all'Inps), i loro figli hanno diritto alla scuola, sono tutelati dalle nostre leggi e dalle nostre forze dell'ordine, ora gli vogliono dare anche il diritto di voto (alle amministrative o politiche poco importa), mi spiegate quale è la differenza tra un cittadino e un non cittadino? 2) Già adesso è una gara tra i politici a chi può concedere di più agli immigrati, ci vogliamo immaginare cosa succederebbe se, in cambio, i nostri ineffabili amministratori potessero avere il loro voto? 3) Il voto è una cosa seria, conquistato a fatica, legato allo status di cittadino di un Paese, non lo si dà al primo venuto (o meglio, ai primi milioni) che lo userebbe certo non per il nostro bene, ma per il suo. 4) Il cittadino è il padrone del suo Paese, ognuno, come in una società, possiede una piccola quota ed ha il diritto di votare nell'assemblea dei soci, se uno straniero (spesso clandestino) viene in Italia a lavorare (già sarebbe tanto) non per questo acquisisce il diritto di proprietà, la cittadinanza, e nemmeno il diritto di voto nell'assemblea dei soci/cittadini. 5) La cittadinanza e il diritto di voto sono gli ultimi strumenti che ci sono rimasti, a noi cittadini italiani, per difenderci da una sempre maggiore emorragia di diritti, di sicurezza, di fiducia, di speranze a causa dell'invasione (perchè questo è) di milioni di immigrati che ci fanno sentire sempre più stranieri a casa nostra, se ci togliete anche questi è finita. 6) Fini, ripigliati!

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  • guegno

    04 Settembre 2008 - 16:04

    Sono dacordo con Maroni:non è nel programma,ma non per questo si può discutere civilmente di questo fatto.Io penso,e non sono di destra dell'ultima ora,che un cittadino Italiano,quindi che paga le tasse ,come me,che riconosce le Nostre leggi,come me,che partecipa alla vita sociale della mia città,come me,abbia il diritto di scegliere l'amministrazione che meglio lo rapresenta.

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  • alberto.b

    04 Settembre 2008 - 12:12

    chiedo a tutti chi è lo steraniero? se si va in un qualsiasi altro stato estero come vengo accolto, come mi devo e sono obbligato a comportarmi? In qualsiasi stato estero, compresi quelli europei come vengo accettato? ditemelo?

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