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Rom, per l'Europa

l'Italia non discrimina

Rom, per l'Europa

Il pacchetto sicurezza del governo italiano non viola le norme europee: a dirlo è Michele Cercone, portavoce del commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot. In Italia, fanno sapere da Bruxelles, “non c’è nessuna raccolta sistematica di impronte digitali” nei campi nomadi. E quando accade, “la presa di impronte digitali ha il solo fine di identificare le persone quando non sono in possesso di un documento e comunque come estrema ratio”.
Insomma, niente norme razziste come denunciato nelle scorse settimane dalla stessa Unione europea, arrivando al solo risultato di creare tensione con il ministro degli Interni, Roberto Maroni. “Nell'insieme”, ha aggiunto il portavoce di Barrot, “possiamo dire che la buona cooperazione tra le autorità italiane e la Commissione ha permesso di verificare la natura delle ordinanze, delle linee guida, e delle condizioni di esecuzione e di correggere tutte le disposizioni e misure che potevano essere contestabili”. Un caso smontato che, forse, non doveva nemmeno nascere. Barrot ha comunque chiesto di “essere informato al momento opportuno della conclusione di questo censimento, delle condizioni di svolgimento e dei suoi risultati”. “E’ anche da notare”, ha continuato Cercone, “che le autorità italiane cooperano con la Croce Rossa e l'Unicef per l'attuazione di queste linee direttrici”.
La risposta del diretto interessato, Maroni, non si è fatta attendere: “Oggi è arrivata la buona notizia che la commissione ritiene che questi provvedimenti, vale a dire la nomina dei tre commissari straordinari, il censimento e le modalità con viene fatti, atti non discriminatori e quindi in linea con le normative europee”. Il ministro era “certo di questo”, ma la conferma di oggi da parte dell’Europa porta con sé soddisfazione e “fa giustizia di tutte le accuse, le offese, gli insulti ricevuti in questi mesi da chi non sapeva bene di cosa stesse parlando”.
Maroni, oggi a Verona, è tornato anche sulle parole del presidente della Camera, Gianfranco Fini, in merito al voto agli immigrati: ''La Lega è sempre stata nettamente contraria al voto amministrativo degli immigrati e io confermo questa contrarietà. Anzi non credo che questa iniziativa andrà avanti''.

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Commenti all'articolo

  • 1581935

    05 Settembre 2008 - 19:07

    Sono un pò fuori tema, ma sempre di immigrati si tratta: Vi racconto cosa succede in Friuli Venezia giulia-Regione del PDL e presidentedel Consiglio leghista. La Regione sta avviando un progetto sperimentale per effettuare circoncisioni rituali nelle strutture sanitarie pubbliche.Previsioni di spesa per il momento 200.000 €.La decisione è stata presa a causa dell'aumento dei nuovi nati tra gli immigrati (solo nel 2007 il numero è di 484)che seguono tale tradizione etnico-religiosa e per i recenti casi di cronaca che hanno visto la morte di 2 neonati.NON ERA PREVISTO CHE GLI IMMIGRATI DOVEVANO INTEGRARSI? O GLI INTEGRATI E "FESSI" SIAMO NOI FRIULANI CHE PAGHIAMO ANCHE IL "RITO TRIBALE" CHE NON HA RAGIONE DI ESISTERE? Laura

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  • matrigna

    05 Settembre 2008 - 11:11

    Di una cosa sono certa che tutti plaudiranno perchè almeno l'80 per cento degli Italiani sono stufi degli immigrati irregolari che delinquono,io anzi proporrei che le impronte vengano prese non solo a tutti quelli che sbarcano clandestinamente(ma è un eufemismo perchè di clandestino nel vero senso della parola non c'è niente,primo perhè li vediamo in tv arrivare,secondo addirittura gli andiamo incontro con le motovedette della finanza e li trainiamo sulla nostra terra).E per far digerire meglio la cosa agli intransigentiflu sinistrorsi europei,sono assolutamente d'accordo che su tutti i passaporti e carte d'identità anche degli Italiani sia disposto ci siano le impronte,visto che ogni tanto anche le persone cosidette normali delinquono in preda a raptus e così sarebbe più facile rintracciare il colpevole di un'azione delittuosa. Livia Maurano

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  • alberto.b

    05 Settembre 2008 - 11:11

    quante discussioni sulle intercettazioni telefoniche che secondo molti è giusto mantenere questo stato di incontrollata e assurda violazione della privacy, gli stessi poi che sparlano dicendo che a prendere le impronte digitali ai rom è violare i diritti umani. Secondo me, identificare o avere la possibilità di farlo, chiunque calpesti il suolo nazionale, non viola alcun diritto, anzi ne tutela molti altri, mentre origliare e pubblicare le parole di due che si parlano al telefono secondo me viola tutti i principi elementari dell'esistenza.

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  • alberto.b

    05 Settembre 2008 - 11:11

    secondo me dovrebbero prendere le impronte digitali a tutti e metterle nella carta d'identità, o meglio ancora prendere il DNA a tutti, io sono dell'idea che "male non fare paura non avere", che problema c'è se esiste una banca del DNA di tutti coloro che vivono o entrano in italia. Molti reati non verrebbero commessi e di questo ne sono certo.

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