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Veltroni risponde a Parisi:

meglio noi che Berlusconi

Veltroni risponde a Parisi:
E’ il giorno dopo le dichiarazioni di Arturo Parisi che, dal palco della festa del Pd a Firenze, aveva consigliato a Walter Veltroni di prendere esempio da Berlusconi. Parole difficili da digerire per il segretario del Partito democratico che già ieri aveva cercato di alzare la voce. Replica quest’oggi, proprio dallo stesso palco, trasformando un breve intervento di chiusura in un comizio, come quello che lo vide protagonista a Torino il giorno dell’investitura a numero uno del raggruppamento di centrosinistra.
“Non alzeremo bandiera bianca”, tuona Veltroni riferendosi ad “uno dei giornali di famiglia Berlusconi” che oggi titolava così in prima pagina Intendeva il Giornale. Critiche al governo e in casa sua. “Ci sono alcuni dirigenti del Pd che hanno capito che il modo migliore per andare sui giornali, altrimenti fanno fatica, è quello di sparare bordate non preoccupandosi che corpo elettivo di questa creatura che è il Partito democratico subisce danni”, catechizza il segretario. In caso di fallimento del Pd, “si aprirebbe una diaspore delle forze di centrosinistra difficilmente conciliabile”, avverte.
Berlusconi risponde alle crisi del Paese “solo con fuochi di artificio”, dichiara. “Ma quando i fuochi d’artificio si spegneranno, il paesaggio che si vedrà è un paesaggio di macerie”, è convinto Veltroni. Mentre il Pd non è un partito “né di ex né di post, ma democratici e democratiche ed è la prima volta nella storia italiana che c’è un partito riformista al 34%”. Poi dà appuntamento al prossimo 25 ottobre per una grande manifestazione durante la quale “indicheremo proposte alternative a quelle del governo”. Perché, si toglie l’ultimo sassolino dalla scarpa Veltroni, “le nostre critiche le faremo anche perché meglio sostenere il Pd che Berlusconi”.

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  • Indietrotutta

    09 Settembre 2008 - 15:03

    Egr. Vidya, l'abolizione totale dell'ICI sulla prima casa è un provvedimento spot che non comporta alcun abbassamento della pressione fiscale tanto è vero che nella manovra appena varata dal governo nei prossimi tre anni rimarrà invariata. la stragrande maggioranza degli amministraotri comunali sia di dx che di si sono dichiarati contrari a tale taglio perche mette in grosse difficoltà i comuni, anche quelli più visrtuosi. Le proteste più marcate vengono dai sindaci di sinistra perche questi, a differenza, di quelli di dx sono liberi di far sentire la loro voce. per fronteggiare la perdita del getto ICI il sindaco della mia città ha elevato al massimo l'aliquota irpef comunale, il che comporterà un'addizionale d'imposta dello 0,80% che pagherannop tutti compresi quelli che non hanno una casa. Le faccio un esempio che credo possa farle meglio comprendere la situazione. Io pagavo di ICI circa 600€ all'anno, questi soldi andavano a finanziare l'asilo comunale dove io non mando i miei figli avendo la possibilità di mandarli all'asilo privato. Una mia dipendente, assegnataria di un alloggio popolare, non pagava nulla di ICI ed usufruiva per sua figlia dell'asilo comunale. Tolta l'ICI sia io che la mia dipendente pagheremo più Irpef (l'addizionale comunale mi costerà una cifra pari o superiore all'ICI), con la propettiva che l'asilo comunale potrebbe essere a rischio. perchè tale provevdimento è uno spot? Per il semplice fatto che con la promessa realizzazione del federalismo fiscale gli enti locali avranno autonomia impositiva e, quindi, potranno e dovranno, introdurre necessariamente una tassa sugli immobili per finanziare i servizi locali. Questo Berlusconi lo spaeva già e, dopo un pò anche la Lega lo ha capito. Quindi una volta incassato l'effetto dello spot, stanno preparando il terreno per la rentroduzione della tassa abolita. Lei si chiederà perchè tutta questa manfrina? La risposta è semplice. Ai nostri politici più che risolvere i problemi del Paese interessa vincere le elezioni e per vincere bastano gli spot. Luigi.

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  • vidya

    08 Settembre 2008 - 22:10

    Davvero, uno come Veltroni mi rallegra il cuore. Ne spara una dopo l'altra credendo di essere un profeta, poi quando pensa di avere fatto breccia nel cuore dei suoi ascoltatori arriva l'orco cattivo noidellitaliadeivalori che gli spariglia tutte le carte. Se poi non bastasse lui ci pensa Parisi o magari D'Alema che dice che gli ha sempre voluto bene, che i suoi nipotini lo chiamano zio valter, che lui interviene per difenderlo e non per creargli dei problemi, facendo buttare per terra dalle risate milioni di italiani che non sono così sciocchi. Ne approfitto per dire che questa mattina sulla 7 ho sentito il direttore di un noto quotidiano di sinistra dire che per lui l'abolizione dell'ici gli ha fatto risparmiare 65 euro all'anno, perchè tanto pagava. Ma dove vive quel signore, in un sottoscala pieno di topi e di scarafaggi? Io che abito in una casa economica ne spendevo tanti ma tanti di più. Chi me lo spiega? Ringrazio anticipatamente.

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  • Indietrotutta

    08 Settembre 2008 - 15:03

    Il pessimo Veltroni che qulcuno ritiene responsabile di tutti i mali dell'Italia e dell'Europa è il capo, eletto democraticamente, di un partito democratico, non solo di nome ma anche di fatto, tanto è vero che in quel partito vige il diritto di critica e di discussione. In questo nostra democrazia malata di autoritarismo e dominata da gente mediocre che si circonda di altrettanta gente mediocre, forse è bene, seppur nel legittimo dissenso, non criminalizzare le poche oasi dove la discussione e la critica sono ancora possibili. Mentre si crocifizza veltroni, nel Nostro bel Paese il potere legisltaivo (maggioranza parlamentare) e quello esecuzivo (governo) sono praticamente nelle mani di una sola persona che, inoltre, detiene e condiziona gran parte degli organi di informazione. Meditate gente meditate, e se questa situazione vi va bene, provate ad immaginare se al posto dell'ottimo Silvio ci fosse qualcun altro, con gli stessi poteri. Luigi.

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  • liberofelrti

    08 Settembre 2008 - 11:11

    caro Feltri, il PD? un non-partito, senza identità, diviso da mille polemiche tra personaggi che cercano visibilità e potere, senza idee, unito solo nel suonare sempre la stessa musica anti Berlusconi.... Propongo un nuovo nome "S"PARTITO DEMOCRATICO

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