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Veltroni contro Alemanno

"Lascio il museo della Shoah"

Veltroni contro Alemanno

Roma - Dopo le dichiarazioni del sindaco Alemanno su fascismo e leggi razziali (“Per me il fascismo non fu un male assoluto ma  un fenomeno più complesso. Molte persone vi aderirono in buona fede e non mi sento di etichettarle con quella definizione. Il male assoluto sono le leggi razziali volute dal fascismo e che ne determinarono la fine politica e culturale”) Walter Veltroni vuole dimettersi dal comitato per il museo della Shoah. L'ex primo cittadino di Roma, che era stato da sindaco tra i promotori del comitato del museo romano, spiegherà le ragioni del suo gesto in una lettera al comitato. Intanto, ha già fatto sapere di non essere disposto a restare nello stesso organismo insieme a quanti conservano delle ambiguità circa il giudizio sul fascismo.  “Vorrei ricordare a chi la storia non la conosce perché l'ha letta sulla base di una considerazione parziale”, ha affermato Veltroni riferendosi ad Alemanno, “che prima delle leggi razziali il fascismo aveva cancellato la libertà dei cittadini che non la pensavano allo stesso modo, al Parlamento c'era un solo partito, erano stati cancellati i sindacati, sono stati uccisi Antonio Gramsci e Giacomo Matteotti”.
Ma l’attuale sindaco della capitale, Gianni Alemanno, presente alla Santa Messa celebrata, questa mattina, a Santa Maria in Aracoeli in ricordo dei caduti per la difesa della capitale, si difende: "La polemica che si è generata in questi giorni è stata basata più sui titoli giornalistici che sulla realtà delle mie affermazioni, quindi, farà fede ciò che dirò adesso nel discorso ufficiale". 
Alemanno, nel suo discorso in memoria del 65esimo anniversario della difesa di Roma e dell'inizio della guerra di Liberazione , ha ricordato che “la Repubblica italiana si fonda su una volontà di pacificazione fra tutti gli italiani. Proprio per questo, si ancora ai principi irrinunciabili di libertà, di democrazia, di rifiuto di ogni forma di totalitarismo”, e ha, inoltre, aggiunto: ''Qui sottolineo che per il sottoscritto comprendere la complessità storica del fenomeno totalitario in Italia e rendere omaggio a quanti si batterono e morirono su quel fronte in buona fede, non significa non condannare senza esitazione l'esito liberticida ed antidemocratico di quel regime''. 
Ma le polemiche non si placano. “Nel discorso di Alemanno non c'è stata una condanna chiara del fascismo. Penso che continueremo a parlarne”. A dirlo è il presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, che ha anche aggiunto: “Non c'è stato tempo per un confronto con il primo cittadino ma l'ho solo salutato e penso che nel suo discorso ci siano degli spunti molto importanti”. Infine, Pacifici ha ribadito che bisogna evitare equivoci: “Coloro che militavano nella Rsi immaginavano a loro modo di combattere per l'Italia, ma stavano dalla parte sbagliata”.

Giusta o sbagliata che fossi, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha voluto rendere omaggio anche ai militari dell'esercito della Repubblica Sociale Italiana che, “dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della Patria”. “Farei un torto alla mia coscienza”, ha detto La Russa, “se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia”.

 

 

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Commenti all'articolo

  • FRANCESCO8591

    10 Settembre 2008 - 17:05

    Quando si decide ad andarsene nella sua terra promessa?

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  • giovannismussi

    09 Settembre 2008 - 19:07

    Caro Walter alcuni anni orsono dicesti che ti saresti ritirato in Africa,credo sia giunto il momento buono.

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  • allanemadapalla

    09 Settembre 2008 - 17:05

    e-per-sempre COMPAGNO WELTRONI in quanto, praticamente come tutti, acculturato nelle tenebre della storiografia imposta dai savoja quando regnavano sull' Italia, ed imposta nelle scuole di ogni ordine e grado per pararsi il culo augustamente assettato sul loro trono intriso del sangue del 1.000.000 di morti fatti nel meridione dal 1860 AL 1874, WELTRONI -dicevo- non deve sapere nulla delle INSORGENZE ANTINAPOLEONICHE ED ANTISABAUDE, laonde come tanti compagnoski, partigiani, resistenti ed antifascisti s'intenerisce soltanto al pensiero degli Ebrei massacrati da quei criminali di guerra dei nazisti. Dei Meridionali massacrati dai lanzichenecchi piemontesi e dai napoleonici francesi, criminali di guerra come i nazisti e qualche secolo prima di turchi comunisti e nazisti, LUI come tanti non dice niente, non ricorda niente e pare proprio che anche a LUI, come a tanti, non gliene freghi niente PERCHE' SIGNOR EX SINDACO DI ROMA NON SFRATTIAMO LE NON CERTO VENERATE SALME DAL PANTHEON ED USIAMO IL PANTHEON COME MONUMENTO ALLA SHOAH DEI BRIGANTI MERIDIONALI? Non briganti ma Insorgenti! E' perché noi discendenti degli INSORGENTI ANTINAPOLEONICI ED ANTI SAVOIA dobbiamo vedere le nostre città, paesi e villagi disseminati di targhe stradali, monumenti, statue, lapidi, ecc. dedicati ai massacratori dei nostri avi? Il trisavolo di mastella è stato trucidato a pontelandolfo ed a vicenza c'è una targa che ricorda il generale Pier Eleonoro Negri, il BOJA DI PONTELANDOLFO (è Internet). Gli ebrei scampati alla Shoah non hanno eretto munumenti in Israele ad EICHMANN, GOERING, HIMMLER, GOEBBELS, HITLER... totosant_bz pronipote (forse...) dell'Insorgente (brigante per i piemontesi) Matteo Mascolo, fucilato a Torremaggiore (FG) il 13 marzo 1862.

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  • rebarbaro

    09 Settembre 2008 - 17:05

    LE LEGGI RAZIALI IN ITALIA, MA NON SOLO IN ITALIA, SI RASSEGNINO GLI SCHIFOSI, FURONO SOLO E UNICAMENTE STRUMENTI DI GUERRA COME I CANNONI, GLI AEREI, LE DEPORTAZIONI, LE RAPPRESAGLIE, I LAGHER E GLI U-BOT. FURONO STRUMENTI DI UNA GUERRA TOTALE SCATENATA DAL POTERE ECONOMICO SOVVERSIVO MONDIALE CONTRO COLORO CHE VOLLERO AFFERMARE AD OGNI COSTO I PRINCIPI D'ONORE, DI AUTORITÁ, DI DIGNITÁ, DI SACRALITÁ. NESSUNO ORMAI RICORDA LE SANZIONI ECONOMICHE CONTRO L'ITALIA REA DI AVER PRETESO LO STESSO TRATTAMENTO DELLE ALTRE POTENZE NELLA SPARTIZIONE DEL BOTTINO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE. VOLEVANO TUTTO LORO. E COME IMPERVERSARONO E STROZZARONO LA GERMANIA LIMITANDO LE SPECIFICHE INDUSTRIALI E AFFAMANDO COSÍ TUTTO IL SISTEMA ECONOMICO TEDESCO CHE REAGÍ CON LA VIOLENZA E L'INGEGNOSITÁ DI SEMPRE E CHE SOLO CON L'INGANNO E IL TRADIMENTO FU MASSACRATO - GLI INGLESI PROVOCARONO I FATTI DI DANZICA PERCHÉ CARPIRONO IL SEGRETO CHE L'ARMA ATOMICA E VETTORIALE TEDESCA ERA QUASI PRONTA E PRECIPITARONO GLI EVENTI. COS'HA DA SPARTIRE QUELLO CON LA SHOAH E QUEI BABBEI OPPORTUNISTI CHE GLI BELANO DIETRO. HANNO DIMENTICATO CHE I COMUNISTI PARTEGGIANO PER I LORO NEMICI E TUTTE LE ARMI RUSSO COMUNISTE FORNITE A CHI LI VUOLE CANCELLARE? CHE FA SI METTONO A SALTELLARE? UN PÓ DI QUÁ E UN PÓ DI LÁ? TRALASCIO LE OTTIME CITAZIONI, PER ALTRO EGREGIAMENTE FATTE DA LUCILLA1, DI TUTTI COLORO CHE MARCHIARONO A FUOCO LA VILTÁ DEL COMPORTAMENTO ITALIANO E QUALCUNO AGGIUNSE CHE LA COSIDDETTA RESISTENZA NON FU CAPACE DI DARE NEANCHE UN COLPO DI COLTELLO ALLA SCHIENA DELLA WEHRMACHT RISPETTO ALL'EROICO MAQUIS FRANCESE. E DOBBIAMO SOPPORTARE UNO CHE SI DICE RAPPRESENTANTE DI TUTTI GLI ITALIANI ESPRIMERSI CON MISERI ARGOMENTI DI PARTE, FALLENDO COSÍ UN OTTIMA OCCASIONE PER RAPPACIFICARE GLI ANIMI E TENTARE UNA RICONCILIAZIONE. CHE TEMEVA, FORSE LA RIPROVAZIONE DEI COMPAGNIUCCI DI PARTITO ? O HA IL TERRORE DELLA VERITÁ ?

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