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Berlusconi: lo prometto

L'Ici non tornerà

Berlusconi: lo prometto
Tranquilli. «Con il federalismo fiscale non ci sarà nessuna riedizione di tasse già abolite. Prendo l'impegno perchè l'Ici sulla prima casa non sia reintrodotta con altro nome o in altra forma». Lo ha rimarcato il premier Silvio Berlusconi parlando all'inaugurazione della Fiera del Levante. "Abbiamo abolito l'Ici perchè gravava su un bene primario per le famiglie e sul loro risparmio - ha detto il premier -. Il federalismo fiscale non deve essere una via per sostituire alla pressione fiscale centralista una pressione fiscale locale''.
Il premier ha poi garantito che ''adotteremo tutte le compensazioni perchè i diritti sociali siano garantiti in pari misura in tutta Italia: il federalismo rappresenterà un cambiamento epocale soprattutto per il Mezzogiorno e inciderà sulla possibilità di una crescita del Sud finalmente duratura''.
''Il federalismo serve a tenere unito il Paese - dice ancora il premier - i livelli minimi di sanità, istruzione e assistenza saranno garantiti per tutti i cittadini a nord e a sud del Paese''.

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Commenti all'articolo

  • Indietrotutta

    15 Settembre 2008 - 19:07

    Non può esistere un federalismo fiscale senza autonomia impositiva. Il capo del governo centrale non può incidere sulla politica fiscale delle autonomie locali, altrimenti non avremo mai un Italia federale. Quindi dire che non ci saranno tasse locali significa dire che non avremo mai un vero federalismo. Temo che le dichiarazioni del premier siano frutto della scarsa considerazione che lui ha degli italiani. Luigi.

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  • gasparotto

    14 Settembre 2008 - 21:09

    Il federalismo sarà una jattura. L'analisi del perchè è di una semplicità estrema. Le regioni, tranne rara avis, sono là, a raschiare il fondo del barile, anzi a ben vedere stanno scavando dopo aver raschiato, le tasse sono insopportabili, l'euro ha sgangherato le residue finanze, alle famiglie ora come ora ci vorrebbero aiuti, sussidi, che stato regioni etc, non possono permettersi, salvo nuove tasse e gabelle tanto da giugulare anche chi ancora tira a campare. Hai voglia Berlusca a dire, mi impegno a non far mettere nuove tasse con il federalismo. Finchè nell'articolato di legge ci sarà quel comma o articolo che dà AUTONOMIA IMPOSITIVA AGLI ENTI LOCALI,attesa la leggendaria rapacità fiscale di costoro, c'è poco da stare allegri. Resta il fatto che un partito con appena il 5-6% dei consensi nazionali, sta condizionando la politica dell'attuale governo con la minaccia:o il federalismo o ce ne andiamo. Altro che grandi temi frascismo o non fascismo. Ci sono cose molto più serie su cui discutere. E Berlusca faccia meno il gradasso:io qua , io là, io giù...io, io, io .Bossi con una gamba ed un braccio solo, lo sta rosolando a fuoco lento. E se questo centro destra fallirà , non ci sarà più una seconda occasione.

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  • spalella

    13 Settembre 2008 - 19:07

    Abolita l'ICI, si sperava fosse entrato in testa a chi governa che le tasse si pagano non per prassi ma per rimborso, all'organizzazione statale, dei servizi erogati. Servizi concreti, accertati dai cittadini e quantificati per un corretto 'rimborso' da parte degli utenti...chi più usa, più paga...perchè utilizzare i servizi significa fare e generare guadagno o qualità di vita. Spero che nel sogno di federalismo ci sia questo 'concetto principe' che non chiede tasse come fa un regnante, ma offre soluzioni, mezzi, qualità di vita e poi suddivide tra i cittadini le quote di rimborso. Questo concetto fa il paio imprescindibile con l'altro concetto che i cittadini misurano i loro amministratori sulla base dei servizi offerti e delle 'quote' di rimborso richieste. L'uno senza l'altro non hanno ragione di esistere.

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