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Alitalia, l'appello di Fini:

basta con gli egoismi

Alitalia, l'appello di Fini:
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, è intervenuto questa mattina sugli ultimi sviluppi dell’affare Alitalia. Il suo è un auspicio perché si possano creare spiragli sul confronto, lasciando da parte gli egoismi. “Ci sono stati degli egoismi e delle chiusure che definire corporative è dire poco, ma ci sono, almeno per qualche giorno ancora, dei piccoli spiragli e tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'Alitalia devono lavorare affinché rimangano aperti e si allarghino ancora di più”, ha commentato Fini. “Credo che la vicenda Alitalia”, ha continuato Fini, “preoccupi tutti i cittadini italiani senza eccezione alcuna”, auspicando il raggiungimento di un accordo per un “interesse autenticamente nazionale e che riguarda tutti i lavoratori senza eccezione alcuna”.
Una richiesta per sgomberare il tavolo dalle polemiche, ma al momento appare una possibilità lontana, in particolare dopo le dichiarazioni di Piero Fassino riportate in una intervista sulla Stampa di oggi, per il quale il governo dovrebbe convocare Cai e sindacati per “un ultimo negoziato a oltranza”, mentre è sconcertante che da Palazzo Chigi “non si faccia altro che spiegare che la Cai non c'è più, quasi fossero i portavoce della cordata”. La risposta è arrivata da Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, tramite i microfoni di Rainews 24: “Berlusconi ha già svolto il suo ruolo, che era quello di mettere insieme le parti, i sindacati e gli imprenditori, nella loro indipendenza”.
Nel frattempo il ministro dei Trasporti Altero Matteoli definisce "impraticabile" l’ipotesi avanzata ieri da piloti, assistenti di volo e di terra, di mettere a disposizione il Tfr e parte delle retribuzioni per tentare di risollevare Alitalia con circa 340 milioni di euro. Secondo il ministro “l’idea dei piloti è basata su cifre insufficienti per il rilancio di Alitalia e il percorso del Tfr è impraticabile. Ormai siamo alla disperazione”. Rimane una speranza, come ha avuto modo di dire nel corso della trasmissione di La 7 “Omnibus”: che i sindacati decidano di firmare in modo che il governo possa parlare con Cai e la convinca a ripresentare l’offerta.
Per quanto riguarda il fronte dei piloti, il presidente dell’Anpac Fabio Berti è tornato sulle dichiarazioni di lunedì, quando affermò che lo stress per i piloti generato dalla vicenda avrebbe potuto portare a un “rischio di incidenti”. “Mai detto che i piloti di Alitalia sono stressati e che i passeggeri devono per questo temere, come riportato da molte testate giornalistiche”, ha voluto far sapere tramite una nota.

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Commenti all'articolo

  • Giovanniduva

    24 Settembre 2008 - 14:02

    L'unica speranza è quelle che i Piloti e la CGIL firmassero l'accordo e si presentassero alla CAI per riaprire le trattative. Smettiamola di puntare su proposte impraticabili: 1)l'acquisto da parte dei dipendenti sarebbe auspicabile, ma questi signori avrebbero dovuto, già da tempo, presentarsi davanti a un notaro e aver costituito una società con tanto di sottoscrizione di capitale ed elezione degli organi di rappresentanza. Altrimenti dovrebbero spiegare chi li rappresente nella trattativa. Ci stanno tutti e 20.000? Ci sta solo una parte? In merito Al TFR, visti i guai economici di Alitalià, ho seri dubbi che esso sia stato accantonato; pertanto per averlo disponibile bisognerebbe prima metter in vendita l'Azienda o parte di essa. Ma se viene venduta l'Azienda per ricavare l'ammontare del TFR, poi non c'è più l'Azienda da comprare con il ricavato del TFR. Chiedo scusa per il gioco di parole. Ci sarebbe, molto teoricamente, la possibilità che un pezzo di Azienda venisse data ai dipendenti a saldo del TFR, semprechè ci fosse una persona gidirica per la trattativa, ma poi i soldi per mettere in moto l'apparato e comprare Alitalia nelle sua interezza, dove li prendono? Che cogliomberi! Il "Bandito" Colaninno aveva offerto ai dipendenti il 7% degli utili, che praticamente equivaleva a meterli soci gratis, senza rischiare nemmeno un cent. Sappiamo benissimo comunque che i sindacati italiani sono sempre stati contrari alla partecipazione degli utili da parte dei dipendenti cosa, invece, molto diffusa in Germania proprio per proposta dei sindacati tedeschi; 2) non ci si aspetti nessuno acquisto da parte di compagnie straniere, se lo fanno e si dismostrano generosi, è proprio per il fatto di eliminare un concorrente, come troppe volte già avvenuto con altre attivià; 3) sperare che il Commissario possa fare più di quello che ha fatto. Egli ha fatto sapere che ha sondato potenziali acquirenti e/o finaziatori e ha constatato che l'Azienda sul baratro dell'insolvibilità non interessa a nessuno. Se a qualcuno potrebbe interessare è solo per abbatterla, come scritto nel capitolo 2.

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  • curatola

    23 Settembre 2008 - 18:06

    Credo che Alitalia stia diventando una manna per i media. Una vicenda come quella di Aosta : chi sarà il colpevole? Una sceneggiata che tocca il fondo con applausi e grida e alla fine...tarallucci e vino all'italiana. Gli stranieri l'hanno già capito e per quello non ci prendono troppo sul serio. Come dar loro torto ?!

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  • ludwigterzo

    23 Settembre 2008 - 17:05

    Hanno già perso anche troppo tempo,hanno rotto le scatole.Se fossi in Cai non tornerei indietro manco morta, non si meritano nulla, vadano a pilotare gli aerei di di pietro!

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  • alberto.b

    23 Settembre 2008 - 17:05

    si leggevano cartelli:"meglio falliti che in mano ai banditi" La Cai Ha fatto bene a ritirarsi. mi spiace per quelli che erano d'accordo ma i poveri e sfruttati piloti meritano la mobilità (io non gli darei un euro). La Cai non si scioglierà e probabilmente comprerà i cocci di alitalia in tribunale per una pippata di tabacco e poi organizzerà una compagnia alle loro regole.... Io farei così. In questa snervante asfissiante situazione gli unici egoisti sono stati i piloti insieme al valoroso di pietro (volutamente scritto minuscolo) che hanno gioito del fallimento della trattativa. Ben gli sta.

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