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Berlusconi: spese alte,

la sanità va privatizzata

Berlusconi: spese alte,

Silvio Berlusconi lancia una nuova sfida: privatizzare le strutture ospedaliere per contenere le spese della sanità. Il progetto è stato illustrato dal premier nel corso del suo intervento all’incontro organizzato dai Liberali popolari di Carlo Giovanardi, a Todi. “Rispetto al Veneto e alla Lombardia, in Sicilia e in Sardegna le spese sanitarie sono del 40% più alte. La soluzione è il federalismo fiscale e anche la privatizzazione di molti ospedali pubblici”, ha dichiarato il presidente del Consiglio. Una difesa anche del federalismo che, ha ricordato, “è una riforma in cui la maggioranza conta”, una riforma grazie alla quale “si potranno abbassare le imposte".
Tra i temi affrontati, anche quello della famiglia: “La famiglia per noi, nonostante questa pretesa modernità, è sempre e soltanto quella indicata dalla tradizione cristiana e dalla nostra Costituzione e cioè quella formata da un uomo e una donna per allevare figli”. Nel corso del suo discorso, Silvio Berlusconi ha poi lamentato la mancanza di fondi per la realizzazione di “grandi opere” e perciò sostiene la necessità che intervengano i privati per la loro realizzazione. “Bisogna fare 165 grandi opere ma i soldi non ci sono e dovremo trovarli anche con i privati attraverso il Project Financing”, ha detto il presidente del Consiglio.
Altro tema delicato quello dei rifiuti, problema che è stato quasi del tutto risolto in Campania ma la situazione è “delicata” in altre regioni. “Avevamo detto che avremmo sgombrato i rifiuti a Napoli e che avremmo riportato la città alla sua originaria bellezza e al suo splendore e ci siamo riusciti”, ha detto il Cavaliere. “Siamo riusciti a riportare a Napoli lo Stato e lo abbiamo fatto prima dei tempi previsti”. “Ora”, ha concluso, “dobbiamo completare il ciclo di raccolta con i quattro termovalorizzatori. Io vado a Napoli mercoledì per far partire il secondo e il terzo, ma questo dobbiamo farlo anche in altre regioni in cui la situazione è delicata”.

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Commenti all'articolo

  • fonty

    fonty

    30 Settembre 2008 - 12:12

    Bene last,commento che condivido perchè molto sensato. Per la sinistra però,ciò che diciamo è una bestemmia. Invece di dire pace e bene,diranno"Pece e pene".Cordialmente.

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  • moicano

    27 Settembre 2008 - 17:05

    Traduzione: La sanità non si tocca. O meglio, bisogna metterci mano e alla grande, ma lasciarla pubblica. Il male della sanità sono gli sprechi, la conduzione allegra dettata dai politici e dai sindacati, il solito andazzo all'italiana, insomma. A questo si è aggiunto, consentitemelo, il peso opprimente di centinaia di migliaia (milioni?) di immigrati che, senza versare un cent, usufruiscono dell'assistenza sanitaria da un sistema già in rosso fisso. Dove sta scritto che tutto ciò è dovuto? Nella comunistissima Cuba, presa spesso ad esempio di ottima sanità pubblica e rossa del sud America, le prestazioni sono gratuite, sì, ma per i cubani. Uno straniero paga e paga salato, centinaia e migliaia di dollari (sempre bene accetti) per prestazioni banalissime (a fronte di stipendi dei medici di circa 10 dollari al mese). Da noi, invece, il paese della Cuccagna, venghino signori, malati di tutto il mondo unitevi e venite c'è posto (gratis) per tutti. Poi non lamentiamoci se il sistema crolla. L'ho già detto altre volte: la sanità, la scuola, la previdenza sono, a causa del peso degli immigrati, a rischio crollo. Se va avanti così finiamo come gli Usa, dove per curarti come si deve devi pagare, e salato, dove se vuoi una pensione decente te la devi pagare, dove se vuoi una scuola decente (dove almeno non devi andare armato) ti devi rivolgere al privato. Ora io credo che la soluzione ancora ci sia. Sta in un diverso atteggiamento del nostro welfare. Innanzitutto deve essere rivolto solo ai cittadini e a chi, tra gli stranieri, è in regola con i pagamenti delle tasse e dei contributi. Secondo, via la politica dalla sanità (come da tutto il resto, vedi rai). Terzo una gestione di tipo privato, con standard dei servizi, ma anche di spesa, e responsabilizzazione dei dirigenti. Insomma gestione di tipo privato, ma non privatizzazione. A questo punto l'amico c.d.Grillo ( al quale ricambio il saluto) direbbe pace e bene... e lo dico anche io. Pace e bene.

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  • spalella

    27 Settembre 2008 - 16:04

    La sanità va privatizzata e lo stato deve solo dettare le regole di qualità ed assistenza, controllando che vengano applicate. Ho avuto mia madre ricoverata in una struttura privata, convenzionata, ove gli accordi con la struttura pubblica dettavano gli standard da garantire. Era tutto soddisfacente ed anche i portantini erano molto più educati e gentili dei medici delle strutture pubbliche.

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  • gasparotto

    27 Settembre 2008 - 11:11

    Berlusconi non può sfidare la fortuna a tal punto. Essa è stata per molto tempo dalla sua parte, ma bisogna rammentare al nostro che può mutare da un momento all'altro, come fa il tempo in questi giorni.Berlusconi ha affrontato la legge e con essa i giudici, i comunisti,i sindacati, la monnezza di Napoli con il suo hinterland...ma la sanità no, non gli conviene, è come mettere mano nella nitroglicerina. Credo sia a tutti noto, come i mali della sanità siano iniziati quando un gruppo di sognatori di utopie, posti al comando della nazione, pensarono di dare assistenza medica e farmaceutica con annesso pranzo, alloggio e servizi a tutti, todos el mundo, tout le monde, gratis et amore dei. E udite , udite, affidarono ai politici la conduzione amministrativa e finanziaria, badate, ai politici. I medici attualmente su cui ricadono le colpe di tutti i mali della sanità, non sono in grado di far acquistare nemmeno una siringa e pagati da terzo mondo ed aggiungo con i giudici alle calcagna, come per i peggiori delinquenti. Spese folli, assunzioni clientelari specie in compiti amministrativi ed esecutivi. Abolizione dei reparti dozzinanti di prima e seconda classe, all'insegna del siamo tutti uguali di fronte alla malattia. E lo stato pagava il conto e pagava e pagava, a piè di lista e continua a pagare. Una allegra finanza destinata a fallire. Di contro una utenza che considerata la sanità un atto dovuto l'ha battuta a tappeto e continua a farlo. Visite specialistiche in tutti i campi ,medicine sempre più sofisticate,esami clinici e strumentali, ricoveri..insomma una girandola impazzita, uno sperpero senza freni, a costo illimitato per le finanze regionali e statali. Mettici anche i tanti dossiers che molti si costruiscono con ricerche cliniche in ospedale e non , per le pratiche di invalidità, del tutto gratis, mentre la legge dice che andrebbero pagate a spese proprie. Mettici anche i ricoveri di coloro che percepiscono l'indennità di accompagnamento che dovrebbere essere sospesa in caso di ricovero in strutture pubbliche e non lo è. Uno sperpero a 360 gradi. I nostri paciocconi di politici, hanno tentato insieme alla triplice , di metterci una pezza. Hanno inventato il direttore generale, altra creatura di nomina politica, spesso emerito incompetente (che c'azzecca per esempio un medico a fare il DG?), con compiti dirigenziali tali da eliminare comitati di controllo, pratiche e delibere varie, bilanci e spese analitiche..insomma un deus ex machina,pacchiano ed inutile. Le Asl trasformate in azienda con contabilità ad hoc, un fallimento. La riforma del prontuario farmaceutico, la CAF e la CUF per snellire le medicine , queste divise in classi A-B-C , le note per avere il tale farmaco, i LEA, la regionalizzazione....Ed intanto, nonostante le tante riforme la spesa lievita, lievita come il pane del fornaio prima di essere infornato. La medicina di base avviluppata in mille scartoffie che si è defilata da ogni responsabilità ed alla minima grana indirizza il paziente in ospedale. Non c'è forse il magistrato pronto ad intervenire al minimo cenno di errore? E così gli ospedali scoppiano di ricoveri giusti ed impropri, i pronto soccorso oberati di lavoro con gente che salta addirittura il medico di basa e va dritto là, persino a mettere due punti o paradossalmente a farli togliere. Tanti ospedaletti di periferia che non si fanno chiudere, anzi vogliono strumenti e reparti alla pari di altri ...Insomma caro Silvio una buriana pazzesca. Lei vuole privatizzare? Per che fare, per passare la mano a dei briganti senza scrupoli? In ospedale non si vendono bulloni, è l'unica produzione a costo che non è possibile programmare, quella di cercare di restituire la salute agli utenti(come ora si chiamano). Guardi le cliniche private, vanno bene secondo lei? Se sì, troppo facile.La maggior parte non ha pronto soccorso, ha personale al lumicino, farmaci con il contagocce, esegue solo interventi di elezione e di peso DRG, contando sul nome di un chirurgo di grido per fare cassa e basta. Chiaro che nelle strutture pubbliche si spende di più e male. Rimedi: rimettere nei reparti le brave suore come capo sala, se ce ne sono ancora. Esse badavano agli sprechi, stavano attente alle medicine , al materiale da medicazione, alle cucine e soprattutto evitavano che venisse sottratto da alcuni del personale, per uso privato. Ridare potere ai medici, al primario, responsabilizzandolo con premi o con sanzioni. Non è possibile che alla stessa persona già ricoverata una settimana prima e tornata in reparto, si ricominci con i tanti esami di routine. Alcuni hanno all'attivo una montagna di radiografie, per non parlare degli esami di laboratorio. Le lastre costano ed i reattivi pure. Non è possibile che si ordinino ad utenti una montagna di farmaci inutili. Si riattivino i reparti a pagamento, ristoro per il personale e per le ASL. Si individuino ticket per gli accertamenti, escludendo solo i poveri cristi in bolletta e non anche gli evasori fiscali che denunciano 4 soldi a fronte di incassi da nababbo. Si reintroduca il personale medico che vada a controllare i ricoveri negli ospedali, se necessari o meno. Con i moderni indicatori si risparmierebbe molto. Si affianchi al direttore generale di formazione in economia e non questi che ci sono adesso, incompetenti ed arruffoni,un team di primari con compiti consultivi vincolanti.... Non vado oltre per non tediare.Come vede cavaliere le cose da corregegre sarebbero tante. Pare che lei abbia scelto la strada più lastricata di pericoli e la più inutile, una vera e propria deregulation. Con risulati sicuramente disastrosi, per lei(politico) ed il suo partito. Saluti all'amico laico benedicente, CDGrillo. (Pieraldobrando Gasparotto)

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