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Denuncia l'avviso anti-Gelmini

"Ora mi chiamano fascista"

Denuncia l'avviso anti-Gelmini
Ventisette settembre: italiano, rileggi pagina 12-13. Trenta settembre: "Domani sarà visibile, all'ingresso della scuola, un documento che richiede il ritiro del decreto Gelmini. In caso di condivisione si prega di apporre la firma, sarà inviato al ministero dell'Istruzione". Questo ha fatto scrivere sul diari dei bambini di quinta elementare una maestra, scuola Boccaccio, Firenze. Il caso, sollevato dai giornali dopo la denuncia di un genitore, ha fatto discutere. Tutti, e anche le altre famiglie della scuola. Che se la sono presa col genitore che ha denunciato il caso. Il quale ora ci scrive.
 
"Sono il padre che ha sollevato il caso dell'avviso sul diario. La mia reazione ha fatto scaturire la discussione che ha preso le dimensioni nazionali ed anche sovranazionali poichè sembra che anche il parlamentare europeo Mario Mauro si stia interessando della questione. Come ho già ribadito in altre sedi, ho ritenuto insopportabile che la lotta sindacale e politica di qualunque colore entri non nei giardini o recinti delle scuole ma addirittura nelle aule delle scuole, utilizzando oltretutto il diario di mio figlio per scandire l'agenda politica della (loro) lotta.
Avrei sicuramente più gradito un foglio o un volantino consegnato a mio figlio all'uscita di scuola (anche se il fatto sarrebbe stato alla stessa maniera di una certa gravità).
Oggi 3 ottobre 2008 mi sono recato a scuola a riprendere mio figlio ed era la prima volta da quando era scoppiato il caso.
Mentre ero nel cortile assieme a tutti i genitori in attesa dei figli, ho subito constatato una tensione intorno alla mia persona che si tagliava a fette, genitori con cui avevo cordiali rapporti di conoscenza, che giravano lo sguardo dall'altra parte, capannelli con risolini e ammiccamenti nei confronti della mia persona ecc.
Dopo aver ripreso mio figlio, mentre mi avviavo a piedi all'uscita del cortile ho sentito alcune mamme che parlando ad alta voce, come a voler farsi sentire a tutti i costi dicevano che finalmente avevano scoperto un fascista e altre varie castronerie.
 Siccome mi ritengo oltre che un cittadino libero di esprimersi anche dotato di buon senso non ho assolutamente raccolto la provocazione nei miei confronti per i seguenti 2 motivi:
1) Mio figlio di 9 anni era con me e lo stavo tenendo per mano e mai coinvolgerei mio figlio in questioni di cui capisce niente per il momento;
2) Non sono il tipo che cade nei loro tranelli o trappole per cui non ho assolutamente reagito.
Siccome ho anche amici veri tra i genitori dei bambini che frequentano la scuola, ho saputo che nei prossimi giorni probabilemnte un gruppo di genitori farà un comunicato che ancora non si è capito se contro di me (il losco fascista)  o a sostegno della maestra che ha peccato di una leggerezza imperdonabile nel dettare l'avviso ai bimbi a scuola.
Non sono minimamente preoccupato per una serie di motivi che adesso dirò:
a) Molti adesso si fanno forti perchè si nascondono nella massa e nel branco, anche se più che branco mi sembra un gregge di pecore;
b) Non sono un libero professionista o un commerciante che ha bisogno per ragioni di opportunità e quieto vivere di tacere alle ingiustizie;
c) Non ho assolutamente paura ad espormi in quanto sto rivendicando il mio diritto di cittadino libero;
 
La cosa più grottesca e comica è che la moltitudine delle persone con cui ho parlato non si è ancora resa conto della gravità del fatto accaduto, quasi come se l'anomalia fossi stato stato io che ad un certo punto gli ho rotto il giocattolo. Alcuni mi dicevano: ma dove sta il problema? cosa è stato fatto di così tanto grave che hai segnalato l'episodio ai giornali? Siccome io non sono un sostenitore del pensiero unico e ho avuto la forza e il coraggio di ribellarmi, per alcuni genitori politicizzati ed ideologizzati sono probabilmente un nemico da abbattere, e intanto mi attribuiscono la qualifica di fascista per tapparmi la bocca, anche se credo che serviranno ben altre argomentazioni per tapparmela.
Per concludere, un pensiero alla maestra che ha esaudito la richiesta del rappresentante di classe di dettare l'avviso sul diario dei bambini. E' una persona di provata esperienza professionale e non nutro nessun dubbio sulle sue capacità didattiche, pedagogiche e d'insegnamento.
Sono sicuro e tranquillo che mio figlio verrà istruito a dovere senza nulla temere, perchè so che ella userà il solito metro di giudizio ed equilibrio e anche severità quando necessaria, in quanto è sicuramente donna intelligente, ma quello che è accaduto è stato un suo grave errore e una leggerezza. Comunque non sta a me valutarne la gravità sotto il profilo disciplinare. Se avessi potestà disciplinare nella vicenda, assolverei l'insegnante per mancanza dell'elemento psicologico del reato, per mancanza di dolo, in quanto la prassi consolidata ha fatto talmente accettare questi tipi di comportamenti che molti non riescono più a discernere fino a dove si può spingere la lotta sindacale. Fino a che io con il mio atto ho richiamato (spero) tutti ad un maggior senso di responsabilità.
Vivo quindi con serenità questi momenti e questi giorni, con una sorta di "sindrome da accerchiamento" ma felice di aver fatto quanto narrato, poichè le parole della Direttrice Scolastica sono stata di censura immediata all'episodio con le testuali parole "Sono avvelenata, E' stata fatta una grossa e stupida scorrettezza. Stiamo già prendendo provvedimenti. Chi ha avuto questa idea ha mancato di rispetto nei confronti delle famiglie".
Per concludere.....è stata tutta una questione di metodo sbagliato,  io nel merito della Riforma Gelmini, non ci voglio entrare anche se ho molto ben chiare le mie idee.

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Commenti all'articolo

  • susannah

    23 Ottobre 2008 - 19:07

    Complimenti a lei per aver pensato con la sua testa. A chi dice che "ha esagerato" ricordo che le informazioni che circolano a scuola in rari casi sono obiettive in quanto dettate dai sindacalisti. Per non parlare delle baggianate spacciate a scuola in questi giorni. Ieri anche io ho trovato il fatidico avviso che richiamava genitori, insegnanti e alunni ad un impegno comune per contrastare la riforma Gelmini (che poi chiamarlo decreto sarebbe meglio...) e mia figlia arrivata a casa, piangendo, ha detto: -mamma la gelmini ci vuole togliere una maestra! Ho risposto sul diario che gradirei non fosse coinvolta mia figlia in attività diverse da quelle previste nelle scuole e....la dirigente mi ha convocata abbastanza stizzita. Ci andrò, forse... Ho fiducia nelle ottime capacità delle maestre ma dubito che una dirigente così politicamente schierata sia adatta ad una scuola primaria di tutti. Monica G. Torino

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  • spalella

    04 Ottobre 2008 - 16:04

    Il commento è ovvio e per chi comprende anche noioso. Una massa incolta, non democratica e soprattutto priva di capacità autonoma di ragionamento ed analisi aggredisce, anche se con modi soft, il solito isolato coraggioso che liberamente esprime la propria opinione. Ovviamente sono d'accordo con la voce solitaria, ma il problema è che la cultura e l'autonomia culturale in Italia sono ancora utopia e che ogni cambiamento dovrà scontrarsi, ancora per decenni, con la massa di pecore che amano i pecorai e non la libertà. Poveri noi.

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  • framen2002

    04 Ottobre 2008 - 15:03

    Egregio Signore, Le porgo i miei più sentiti complimenti per il Suo alto senso civico: proceda sempre cosi! Ciò premesso Le dico che non mi meraviglia il fatto che "certa pecore" si comportino in tal modo. Nella loro testa non hanno la "materia grigia" necessaria a consentirgli di capire certe cose,e, come i "cani rabbiosi" si avventano su tutto ciò che si trova a portata di "muso". "Gente cui fa notte innanzi sera, non ti curar di loro ma guarda e passa!", mi pare abbia detto il "Sommo Poeta" circa 750 anni fa, e come può constatare, tale affermazione è sempre attuale. cordialmente francesco mennella

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  • gedeonelibero.it

    04 Ottobre 2008 - 15:03

    I miei complimenti e solidarietà al coraggioso genitore al quale voglio dire che non è affatto solo, anzi che ha alle spalle la maggioranza degli Italiani. Certo in Toscana ed a Firenze in particolare, non è affatto facile andare contro il pensiero unico vigente.

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