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"Carcere a chi sporca le città"

Governo diviso, slitta il decreto

"Carcere a chi sporca le città"
Chi riduce le città a una discarica finirà in carcere. Per ora è solo un'ipotesi avanzata dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma parzialmente bocciata dalla stessa maggioranza, divisa sulla questione dei rifiuti. "Dobbiamo considerare le nostre strade, le nostre belle piazze, le nostre città come espansioni delle nostre stesse case. Stiamo studiando norme per sanzionare chi getta una carta, una plastica, un pacchetto di sigarette o un mozzicone con multe. O addirittura, nei casi più gravi come quando si getta un frigorifero, copertoni, scaldabagni, con sanzioni penali". Il premier Silvio Berlusconi, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, torna su uno dei nodi non sciolti oggi durante la riunione dell'esecutivo a Napoli e conferma la volontà di punire con sanzioni penali chi sporca con rifiuti le città italiane. "Credo che lo dobbiamo fare, perchè è così in tutti i Paesi occidentali e anche nei Paesi orientali. Quindi dobbiamo uscire da questa maledetta abitudine di considerare le strade delle discariche. Avremo queste norme che naturalmente stiamo soppesando con il buonsenso"
L’approvazione in Consiglio dei ministri di un decreto legge sui rifiuti e il decoro urbano (il cosidetto "decreto antigraffittari") è slittata, inquanto "il governo si è mostrato diviso sulle misure da prendere nei confronti dei singoli che inquinano". Da un lato Forza Italia, che spinge per il varo del decreto, dall'altro An e Lega Nord che sostengono l’incongruità del prevedere il carcere nei confronti di chi sporca le strade, considerandola una sanzione spropositata.
Ma il premier garantisce: "Il decreto legge sull'emergenza rifiuti che il Consiglio dei ministri non ha approvato oggi sarà pronto la settimana prossima". Berluscono ha anche spiegato che nel testo è previsto "il commissariamento dei sindaci che non adempiono agli obblighi sulla raccolta e sulla gestione dei rifiuti".

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  • VincenzoAliasIlContadino

    13 Ottobre 2008 - 15:03

    Purtroppo abbiamo anche intellettuali, magari col cervello fuso che, scarabocchiare sui muri, monumenti, case private assicurano che sia una forma artistica! Il carcere? Per me, le carceri sono da chiudere, ma in alternativa creare penetenziari adatti,i carcerati presunti lasciarli liberi, ma coatto per un lavoro lasciandoli in famiglia a casa loro! Credo che anche uno stolto capisce che, essi sono strutture per educare altri criminali oppure, alberghi ed ottenere anche l'assistenza integrale SANITARIA, che chi paga le tasse non ha!ALLORA VIA DAI CARCERI, MA INVIATI A PULIRE GIARDINI, PIAZZE E ASSISTENZA NELLE REGIONI OVE HANNO COMPIUTO IL REATO!Pensate quanto ci costano a mantenere sti mafiosi, trafficanti di droga e terroristi, oh pardon, essi sono in Parlamento grazia a Caino! Meglio mandarli a pulire le discariche no? Meglio in miniere di concime, sale e zolfo? OK!Vincenzo

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  • Shift

    13 Ottobre 2008 - 15:03

    Capisco l'esigenza sentita da molti di ordine e pulizia, ma qui si sta esagerando! Infrazioni del genere possono essere punite con sanzioni amministrative adeguate e costringendo il reo a pene di pulitura, sotto sorveglianza, per periodi cangianti da una settimana ad un mese o poco piu'. Non si puo' assegnare una pena per reato se non a chi delinque e commete reati gravi, cosa che nemmeno accade, figuriamoci farlo a cittadini magari poco civici e cafoni, ma pur sempre persone normali. Questqa volta Berlusconi l'ha fatta fuori dal vaso. Condivido quanto detto da lasofmohicans sulla certezza della pena e non la dilatazione abnorme e immotivata.

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  • moicano

    11 Ottobre 2008 - 16:04

    Da un po' di anni i governi, ma anche le amministrazioni locali, di fronte a problemi, infrazioni o reati di particolare diffusione o rilevanza sociale, parlano di tolleranza zero, rifacendosi alla politica della "zero tolerance" applicata (con successo) da Rudolph Giuliani come sindaco di New York. In Italia, però, questo approccio nei confronti dell'illegalità è stato travisato e trasformato, mediante una perversa semplificazione, in un aumento spropositato delle sanzioni e delle pene nei confronti delle infrazioni e reati che si vogliono colpire. In realtà, tolleranza zero significa non accettare in modo assoluto (zero appunto) una infrazione o un reato, non chiudere un occhio, non lasciare passare, non tollerare. Significa mettere in campo tutti i mezzi e le persone a disposizione per sradicare il problema, applicando, senza se e senza ma, la sanzione, severa ma proporzionata, a chiunque trasgredisca. In Italia, invece, significa applicare una sanzione abnorme al povero malcapitato che viene preso e che dovrebbe, quindi, pagare per tutti quanti. Non solo non si risolve il problema, ma si crea ingiustizia. La pena deve essere collegata al singolo reato o infrazione, non alla loro diffusione e, quindi, rilevanza sociale, altrimenti, seguendo questo ragionamento, a chi guida senza cintura bisognerebbe dare l'ergastolo, a chi parcheggia in seconda fila, i lavori forzati e a chi abbandona un animale, la pena di morte. Tolleranza zero significa CERTEZZA della pena, non ESAGERAZIONE, DILATAZIONE, SPROPORZIONE, ESASPERAZIONE della stessa.

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  • wolf

    11 Ottobre 2008 - 13:01

    Sarebbe il caso invece della detenzione, un bel corso di buona educazione seguito poi da un periodo di pulizie pubbliche ( strade, muri etc). Penso che si risparmierebbe un bel po di soldi sia per il carcere che per le pulizie

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