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'Notte bianca' anti-Gelmini

E lei: lavoro per la scuola

'Notte bianca' anti-Gelmini
Ancora critiche. Ancora manifestazioni contro il dl del ministro Gelmini sulla scuola. Ora è la volta della 'notte bianca', in cui genitori e insegnanti manifesteranno "perché la scuola pubblica non sia ridotta a un fantasma". L'evento si volge in diverse scuole di tutta Italia. Da Milano a Roma, da Venezia a Bologna a Padova (dove è stata richiesta una sospensione della didattica di tutta l'Università), sono centinaia gli istituti scesi in piazza. Nel capoluogo emiliano è prevista l'occupazione della facoltà di Lettere da parte di ricercatori e precari. E venerfì sarà la volda del 'no Gelmini day'.

In alcuni casi hanno meno di dieci anni, ma già scendono in piazza a manifestare per accompagnare la protesta dei loro genitori ed i loro insegnanti. Sono gli alunni delle scuole primarie, alcune decine, che stanno prendendo parte alla fiaccolata contro la Riforma Gelmini organizzata per le vie di Prati dal Coordinamento Genitori-Insegnanti. A Roma i manifestanti hanno dato vita a una fiaccolata per dire "no al maestro unico e ai tagli alla scuola primaria". Nel corteo campeggia lo striscione "Scuola Primaria italiana con 'urgenza' ti riformo perché sei seconda in Europa e sesta nel Mondo". Intanto a Milano prosegue la mobilitazione universitaria contro il decreto Gelmini, in prospettiva dell'evento di venerdì. Proteste anche a Perugia, dove un migliaio di manifestanti hanno portato anche una bara di cartone, con scritto "qui giace la scuola pubblica",

Dal canto suo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini non si scompone nè ritorna sui suoi passi. Anzi, va avanti fiduciosa e a testa alta nel suo progetto di rinnovamento della scuola. "Gli studenti vanno rimessi al centro della nostra missione, tornando a fare dell'università uno strumento straordinario di mobilità sociale e concentrando i nostri sforzi sulla qualità dell'offerta, che non significa moltiplicazione dell'offerta. È il mio primo obiettivo e lo dedico in primo luogo a quegli studenti che in quesi giorni hanno protestato e protestano", ha sottolineato la Gelmini, la quale ha ribadito la necessità di "ridare agli accademici, e soprattutto ai giovani che stanno decidendo ora di dedicarsi a questa missione affascinante, gli stimoli e le prospettive per farlo con entusiasmo, con orgoglio e con fiducia nel futuro. Ppuntare all'eccellenza e fare da propulsore al sistema Paese è quanto l'Italia chiede al proprio sistema universitario, senza distinguere tra atenei pubblici e privati. È in fondo il cardine dell'autonomia universitaria, un'autonomia che prenda coscienza e coraggio delle proprie potenzialità e che torni a proiettare il sistema Paese nel futuro. Un'autonomia in cui credo e che sarà mio compito specifico valorizzare, cui è necessario corrisponda un'altrettanto netta assunzione di responsabilità".

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  • valeria78

    17 Ottobre 2008 - 12:12

    La Gelmini e' solo una serva..che sta distruggendo la scuola...

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  • e.vissani

    16 Ottobre 2008 - 17:05

    La verità è che la sinistra non ha più niente (di serio) da dire, nessuno crede più alle loro frottole. Da che mondo è mondo hanno sempre cercato il loro alfiere nella classe debole, oppressa, indifesa. Gli operai, gli immigrati, gli omosessuali. Ma ora strumentalizzare i bambini per combattere una battaglia ridicola...è davvero troppo. La mia stima al Ministro Gelmini

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  • mariavegeto

    16 Ottobre 2008 - 15:03

    Dottore è normale? Non esiste un contraddittorio con la protesta messa in atto da genitori e insegnanti contro la proposta Gelmini. Se stai zitto, ti esortano a informarti perchè pare non normale che una persona sia d'accordo con la riforma. Scambiano il tuo silenzio per disinformazione. Io allora mi informo, e più mi informo più sono favorevole, anzi, sono contraria alle loro motivazioni. Sono contraria al fatto che ci debbano essere delle divisioni nell'insegnamento, come se la cultura umanistica, vero elemento distintivo della cultura italiana, fosse da rinnegare: forse che Leonardo non si occupava di area linguistica e scientifica insieme? forse non esiste una correlazione stretta tra musica e matematica? Tra arte e tecnica? A quale principio educativo ci si riferisce se invece di salvaguardare la complessità della conoscenza se ne sostiene la sua frantumazione? La riduzione dell'orario è in realtà una migliore organizzazione con la fase didattica al mattino e le attività di doposcuola, con magari laboratori e attività motorie che altrimenti andiamo cercando con i corsi del dopo-dopo scuola, per una vera scuola pubblica alla portata di tutti e non solo di poche scuole e collegi privati che si possono permettere tali attività pomeridiane. Ma l'importante è protestare, grembiule sì/grembiule no a parte sembrare una canzone di Elio e le storie tese mi pare più una discussione mare/monti o Milan/Inter. Il senso politico è ormai perso e quello della realtà pure. Realtà fatta di una scuola che maschera l'inadeguatezza degli insegnanti dietro una selva di schede da compilare da parte dei bambini (il dettato? scomparso!), realtà fatta di pseudo-laboratori di partito per la formazione di piccole cavie, realtà fatta di strutture maleodoranti che obbligano i bambini a stare in classe con le finestre aperte per non sentire il fetore che proviene dai bagni. Realtà fatta di piccole cose quotidiane, che non danno tanta visibilità, ma che insegnerebbero a vivere se ben impostate. Credo che un'altra scuola pubblica sia possibile. Dottore, sarò normale? Maria Vegeto

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  • safronda

    16 Ottobre 2008 - 15:03

    I guasti e le inefficienze di questa scuola sono sotto gli occhi di tutti. L'attuale scuola e' fatta a misura per i professori, dargli uno stipendio, e non per gli studenti. Non sempre in cattedra siedono prof idonei, vedi prof SISSINI, che hanno fatto corsi, ma che non hanno vantaggi.Sia On. Berlinguer ha tentato di riformare la scuola ma non c'e' riuscito. Vada avanti Ministro

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