Cerca

La Gelmini replica ai cortei

Sembriamo noi i comunusti

La Gelmini replica ai cortei
La scuola protesta, gli insegnanti sfilano, genitori e alunni formano cortei, gli universitari fanno sciopero e scendono in piazza. E la Gelmini che fa? Continua a lavorare. Per il bene dell'istruzione, di cui è ministro. Parla Mariastella Gelmini, risponde alle domande dei giiornalisti, scende in campo ogni giorno per fare vedere che sta lavorando davvero. Arriva persino a dire che "questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente". Non si scompone la ministra. Nenneno di fronte alle continue critiche, fatte dalla gente e dai sinistri politici.  E va avanti. E, all'indomani dell'ennesima giornata di proteste, diffonde punto per punto la sua riforma della scuola, a partire dal maestro unico. "È una formula che esiste in ogni Paese d'Europa", ribasisce, "mentre il cosiddetto 'modulo' è una anomalia tutat italiana".
Difende il voto in condotta, che "non ha volontà sanzionatoria, ma di crescita complessiva della persona",
Difende il tempo pieno, che "non sarà tagliato. ho 35 anni, non ho figli, ma sono una donna e capisco i problemi delle donne che lavorano, in molti casi per ambizione in altri per necessità. E quindi sarebbe assurdo fare un provvedimento di questo genere. Durante le ore di lezione ci sarà un solo insegnante e gli altri due saranno 'spalmati' in altri orari". Si difende dalle continue frottole dei comunisti: "Si stanno raccontando molte bugie. Si è detto addirittura che ci saranno 87 mila licenziamenti. È tutto frutto di disinformazione, anche le polemiche sulle classi ponte per gli immigrati, proposte in una mozione della Lega: non si tratta di ghettizzare nessuno ma di affrontare il problema dell'aiuto verso chi viene da un paese straniero: sto cercando risorse per fare dei corsi di lingua italiana per i bambini immigrati in difficoltà".
E l'università? Anche lei è scesa in piazza. anche lei è scesa nelle vie per protestare. erché anche per gli atenei la Gelmini ha in mente una riforma. Che mira a un "ringiovanimento del corpo docente, perché oggi gli spazi per i giovani sono troppo bassi: e il blocco del turnover non li aiuta. Per questo sto lavorando a un disegno di legge per una riforma del reclutamento dei docenti e dei ricercatori: è meglio ridurre il numero dei dottorati, ma dare opportunità concrete a chi arriva al traguardo di questo titolo di studio". E a proposito de rettori, il ministro vorrebbe "limitarne il numero dei mandati". Non è più ritardabile una riforma della governancedell'università, spiega il ministro, "che vada verso una trasparenza nell'utilizzo delle riforme, una divisione di compiti tra ministero e università e, anche, un numero limitato di mandati per i rettori; 5.500 corsi di laurea sono uno spreco che non ha eguali in Europa e rappresentano una offerta che finisce per non rivolgersi al mondo del lavoro".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • ercole.bravi

    20 Ottobre 2008 - 12:12

    Un plauso alla Ministro Gelmini, per il coraggio nel risolvere o tentare di risolvere al meglio questo Barnum della scuola. Sono un maestro elementare che non ha mai operato in questo senso, ho trovato e cercato nuove strade; ma la scuola ha bisogno di una sistemazione sia strutturale che di metodi. Come libero professionista, se dedicassi il 97% del mio bilancio allo stipendio, lavorerei due giorni, le voci di spesa son talmente tante che riversare tutto nel pagarmi lo stipendio, mi brucerebbe le spese di viaggio, l'aggiornamento il materiale di consumo e altre mille vocine che contribuiscono a creare il mio saldo finale. Ci sarà da combattere e se penso che siamo solo alla scuola elementare, deduco che nel momento in cui verrà sfiorata l'Università, ci saranno cose serie e importanti da dire ulteriormente!

    Report

    Rispondi

  • ilcantodelgrillo

    20 Ottobre 2008 - 12:12

    Qualche tempo fa avevo scritto che anche se la gauche formalmente è fuori giuoco sostanzialmente puo' contare sulle generazioni sessantottine sempre pronte a "dare una mano" ai compagni in difficoltà. Le università,gli uffici della P.A. e giudiziari le scuole di ogni grado sono lardellate di comunisti devoti a chi li ha piazzati nel "posto" di lavoro. Dicevo anche che il problema italiano non è da relegarsi nella mancanza di leggi ma sulla pessima applicazione di esse e sul boicottaggio a seconda di chi sta al governo stante che i governi (relativamente) cambiano ma la struttura dell'apparato è sempre li' fino alla pensione o fin che morte non li separi. Domani ( lunedi) sembrano organizzate manifestazioni contro i provvedimenti ministeriali sulla scuola. Quanto c'è di spontaneo in tutto questo ? Quanto dipende dalla regìa di "mamma sinistra" che quando chiama i figli accorrono? Chiedete domani, se ci saranno le manifestazioni, a studenti e genitori ( non strumentalizzati) perchè stanno manifestando e vi accorgerete che pochissimi o nessuno sarà in grado di rispondere. La " massa" si controlla facilmente e piu' è ignorante piu' è strumentalizzabile. Questo bene l'hanno capito da tempo gli apparati di sinistra che, imitando il potere ecclesiale, inculcano dogmi in menti plagiate. Sono fuori ma loro , veri nostalgici, tentano di "bordellare" - tirando il sasso e nascondendo la mano -in repetita "stufant" l'afrore sessantottino che tanto disastro ha cagionato. "Calomniez, calomniez...quelche chose y restera" Onorevole Ministra Gelmini non demorda e passi subito alle ispezioni ministeriali, vedrà quanta magagna salterà fuori. Pace e bene agli uomini di buona volontà.

    Report

    Rispondi

  • rebarbaro

    20 Ottobre 2008 - 12:12

    MI DISPIACE MA TROPPO SOTTO TONO PER CHI SA DI ESSERE SUPERIORE PER FILOSOFIA PEDAGOGICA, DI AVERE DALLA SUA LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLA GENTE ONESTA, SERIA, DIGNITOSA E MITE, DI ESSERE CONFORTATA DA UNA REALTÁ SACCHEGGIATA E DILANIATA PROPRIO DA QUELLE FORZE OSCURE, SORDIDE E FUNESTE CHE RISIBILMENTE LA CONTESTANO. E SE FOSSE STATO IL CONTRARIO CHE FACEVA, CHIUDEVA BOTTEGA?

    Report

    Rispondi

  • 00600

    20 Ottobre 2008 - 12:12

    Sono un uomo di 66 anni che ha della scuola di una volta un ricordo pieno di nostalgia, In particolare i due periodi che sarei pronto a rivivere sono quelli della scuola media e quelli del liceo classico, dove ho avuto la fortuna di avere professori preparati, severi, ma cnhe pronti a riconoscere il merito degli studenti che si applicavano. Quei professori ci hanno insegnato non solo la materia in cui erano versati, ma anche a soffrire, a combattere, ad affrontare i problemi per superarli: a diventare, insomma, uomini capaci di misurarsi con le difficoltà della vita. A loro va il mio imperituro riconoscimento e rispetto. Dopo il famigerato '68 tutto si è modificato in peggio e penso con sgomento ai giovani del giorno d'oggi che non hanno potuto avvalersi di quella scuola e di quegli insegnanti. Per tali ragioni non posso non appoggiare quanto sta cercando di fare il ministro Gelmini, alla quale va il mio più incondizionato appoggio e alla quale dico: vada avanti senza esitazioni e non si curi di quella massa di ignoranti e incivili che la contestano senza sapere neppure il perché. Colgo l'occasione per citare un aforisma di un rabbino che trovo estremamente valido e che dovrebbe essere presente in tutte le aule delle scuole italiane:"Se non soffrirai la fatica dell'apprendere, soffrirai la miseria dell'ignoranza". Forza, ministro Gelmini, sono, siamo con lei!

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog