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Cai fa l'offerta per Alitalia

Resta il no di piloti e hostess

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Cai fa l'offerta per Alitalia
Via libera dal consiglio di amministrazione della Compagnia aerea italiana: Cai ha presentato l'offerta per acquisire gli assett di volo di Alitalia. La risposta di Fantozzi è attesa per la prossima settimana. Una decisione arrivata solo dopo che Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti hanno firmato a palazzo Chigi tutti i documenti relativi ai contratti e ai criteri di assunzione a tempo indeterminato e di selezione dei 12.639 lavoratori che entreranno nella Nuova Alitalia. Firma che soddisfa la condizione posta dall'assemblea dei soci di Cai al cda, cioè di varare l'offerta con l'accordo con i sindacati.
Il no dei piloti di Anpac e Up e degli assistenti di volo di Avia, Anpav e Sdl, non blocca, dunque, la cordata degli imprenditori:Colaninno non teme una conflittualità sindacale.
Quello di oggi era «il termine ultimo per la sopravvivenza dell'Alitalia». Un ultimatum rivolto a tutti, avvertiti che «non c'è più margine per trattare» e chi non avesse firmato si sarebbe assunto la responsabilità di far fallire la trattativa. Da parte sua, Colaninno aveva sottolineato che «senza firma sui contratti, Cai è fuori da Alitalia», precisando che «il contratto potrà essere migliorato in futuro». Aveva poi espresso «amarezza», pensando che «ci fosse un rapporto fiduciario tra le parti», di «armonia fra azienda e sindacati». La firma di tutti era stata invocata da Fantozzi che aveva assicurato che non si trattava di «un ultimatum» ma che i tempi erano scaduti. «Stiamo bruciando risorse per i creditori», aveva aggiunto, riferendo quanto gli aveva detto il giudice fallimentare. Fantozzi aveva poi osservato come sia «un vizio del Paese arrivare sempre all'ultimo minuto».
 Pausa di riflessione e poi il sì dei sindacati confederali di categoria ma solo al lodo Letta e ai criteri di selezione del personale. Per la «svista» della mancanza dei fogli che riguardavano i contratti, i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl trasporti sono tornati più tardi a palazzo Chigi per firmare il resto delle carte. Che, a questo punto, sono state siglate anche da Colaninno e Sabelli.
Prima del secondo round a palazzo Chigi e mentre il cda di Cai era stato sospeso, Letta aveva fatto slittare alle 22 di questa sera il termine ultimo per dare una risposta. Un'ulteriore possibilità che non è stata accolta da Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl. «La regia del governo è stata importante nell'ultima fase, il momento era grave», ha osservato al termine della giornata Sabelli, aggiungendo che oggi è stato fatto «un primo passo, siamo ancora all'inizio e c'è tanto da fare». Comunque «è stato coagulato il consenso di forze rappresentative della base dei nostri futuri dipendenti».
Nella nota diffusa dopo il cda, Cai ha spiegato che l'ok è arrivato dopo aver raccolto intorno alla nuova società oltre venti gruppi imprenditoriali, disposti ad investire oltre un miliardo di euro per ristrutturare e rilanciare il comparto aereo del Paese intorno ad Alitalia e Airone.
E ancora dopo aver definito un piano industriale ambizioso ma realistico per consentire alla nuova compagnia di ritornare a crescere, posizionandosi come uno dei più importanti vettori dell'area europea. Inoltre, sono stati definiti i termini di un'importante partnership con uno dei tre principali operatori mondiali del settore, con la possibilità anche di un ingresso del partner che sarà scelto nell'azionariato della nuova compagnia.
A palazzo Chigi, Colaninno aveva detto che è in fase molto avanzata la ricerca del socio industriale ma l'alleanza con il partner internazionale sarà limitata al 10-20%. Cai ha sottolineato l'importanza dell'operazione sul piano occupazionale e la garanzia di procedure di mobilità e ammortizzatori sociali per i dipendenti di Alitalia e AirOne che resteranno fuori. L'offerta resta condizionata ad una «decisione non pregiudizievole» per Cai da parte della Commissione Europea e «all'assenza di prescrizioni da parte dell'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato». Il 15 novembre per il decollo della nuova compagnia è però troppo vicino: «Ci fate troppo bravi», ha detto Colaninno.

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Commenti all'articolo

  • GBalsamo

    03 Novembre 2008 - 14:02

    Cinque commenti e nessuno che dice: è colpa di Veltroni????????????? ma sono su Libero o sul Manifesto? Ahahahah scusate ma ci stava... Saluti

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  • piero1939

    03 Novembre 2008 - 12:12

    lo stato non puo' piu' tenere alitalia. va privatizzata. bene la vende. bene. i piloti ed il personale di volo non tutti dicono. senza di noi gli arei non volano. bene. soluzione. fallimento di alitalia. tutti liquidati e a casa. nuova compagnia e nuove regole. nuove assunzioni. e gli altri? vanno a lavorare da un'altra parte. si globalizza o no. e quelli che mancano. bene il mercato e' pieno di piloti e di hostess. chi vola spesso e con altre compagnie vede e tocca con mano.

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  • donatellapasseri

    03 Novembre 2008 - 12:12

    Abituati a gozzovigliare nella greppia alimentata da denaro pubblico,difendono i loro privilegi.La casta vuole il fallimento per la succolenta cassa integrazione:mensili invidiabili per andare a spasso.Io li vedo alla cassa del supermercato guardare la commessa con un ghigno in faccia e pensare:"Carina,se tu sapessi quanto sono intelligente...faccio il giovin signore anche con i soldi delle tue tasse che escono dalle casse".Questa si che è felicità pura.Felicità doppia se potesse esternarla.Sono in attesa della casta delle ferrovie.

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